Brexit: cos'è e significato, conseguenze, quando, nuovo referendum?

«Brexit cos'è e cosa significa, conseguenze economiche e politiche, cosa ha deciso il primo ministro inglese Theresa May proroga uscita Europa al 31 ottobre»

Brexit cos'è e significato, conseguenze economiche e politiche, quali sono le ultime news, cosa ha deciso il primo ministro inglese Theresa May e proroga uscita dall'Europa al 31 ottobre 2019.

 

in questo articolo vedremo quindi Brexit significato, cos'è e conseguenze dopo il referendum che 23 giugno del 2016 che ha interessato i cittadini inglesi, 

le conseguenze politiche economiche sui mercati cosa sta facendo il nuovo primo ministro Theresa May e cosa significa hard Brexit e Brexit no deal.

 

Brexit referendum, ok all'uscita UK dall'Ue:

Il 23 giugno del 2016 si è svolto in Inghilterra il referendum sulla Brexit, un referendum consultivo e non vincolante che aveva come scopo quello di valutare il sostegno da parte dei cittadini inglesi in merito alla possibile continuazione della permanenza del Regno unito all'interno dell'Unione europea.

 

La campagna referendaria ha visto schierarsi due diverse fazioni: da una parte il Leave e dall'altra il Remain, ossia da una parte lasciare l'Unione europea e dall'altra  rimanere.

Sostenitore del Leave era l'allora primo ministro inglese David Cameron e dall'altra parte il leader dell'Ukip Niegel Farage, insieme all'ex sindaco di Londra Boris Jhonson. Il testo del quesito referendario chiedeva agli inglesi se il regno unito dovesse rimanere o meno membro dell'unione europea. La votazione avvenne presso 41 mila seggi elettorali, divisi fra 382 arie di conteggio dei voti, a loro volta distinte in 12 distretti regionali.

 

È il 24 giugno 2016, il giorno dopo il referendum, che il presidente della commissione elettorale centrale di manchester, Jenny Watson annuncia risultati del referendum.

 

A vincere con il 51,9% dei consensi il Leave contro il 48,1% del Remain. Il Regno Unito ha votato così l'uscita dall'unione europea.

 

Brexit cosa significa e cos'è:

Cosa significa Brexit? Che cos'è? Il termine Brexit indica l'uscita del Regno unito dall'Unione europea, per decisione del popolo con il referendum tenutosi a giugno 2016.

 

Letteralmente il termine Brexit deriva dalla fusione di due parole di origine anglosassone: britain che significa Regno unito ed exit che significa uscita.

 

A coniare il termine brexit sono stati gli stessi media che hanno coniato Grexit per indicare la possibile uscita della Grecia dall'Unione europea, tartassata dal pesante debito del governo ellenico.

 

L'uscita del Regno unito dall'Unione europea avrà conseguenze non solo sugli inglesi ma su tutta l'economia mondiale, senza dubbio un chiaro segno di come il progetto Europa e contemporaneamente il processo di integrazione europea viene oggi messo in discussione da una delle più grandi potenze economiche a livello europeo sì, ma soprattutto mondiale.

 

Da qui la domanda: possono altri paesi seguire l'esempio degli inglesi? Non addentrandoci in questa sede sui significati politici di questa domanda vediamo più da vicino che cos'è stato il referendum sulla brexit, le conseguenze delle decisioni degli inglesi e cosa ha oggi deciso l'attuale primo ministro Theresa May che ha sostituito il dimissionario David Cameron, forte sostenitore del Remain ossia la scelta di rimanere nell'Unione europea.

 

Brexit conseguenze politiche e economiche:

A seguito del risultato del referendum sulla Brexit le conseguenze si sono subito fatto sentire. L'allora primo ministro inglese David Cameron, grande sostenitore del remain quindi far sì che il Regno unito rimanga all'interno dell'Unione europea del mercato unico, annunciò immediatamente dopo l'esito del referendum le sue dimissioni da Primo Ministro nonché da leader del partito conservatore.

 

A sostituirlo arriverà poi Theresa May che in conferenza stampa dichiarò di voler traghettare il Regno Unito fuori dall'Unione europea.

 

Subito dopo l'annuncio della Brexit anche i mercati economici reagirono a questo annuncio: in due ore il cambio della sterlina in inglese calò del 10% rispetto al dollaro americano, segnando il livello più basso dal 1985, e del 7% in meno contro la moneta unica, l'euro.

 

A livello internazionale sono tante le reazioni del mondo intero al risultato sorprendente della Brexit. L'allora primo ministro italiano Matteo Renzi reagì manifestando comunque il proprio ottimismo e la propria positività nei riguardi dell'Europa.

 

A brindare insieme agli inglesi gli euroscettici Matteo Salvini della lega nord e la francese Marine Le Pen.

 

All'epoca candidato repubblicano alla presidenza della Casa Bianca Donald Trump si disse soddisfatto del risultato visto che in tal modo gli inglesi si sono ripresi il proprio paese. Sorpresa e incredulità da parte di altri leader politici europei tra cui Francois Hollande e Angela Merkel che subito dopo l'annuncio dell'esito delle votazioni chiese rapidità al Regno unito nell'uscire dall'Unione Europea.

Ecco invece Brexit conseguenze economiche dopo l'uscita.

 

Brexit quando ci sarà? Proroga 31 ottobre 2019, ultime news

Oggi a traghettare il Regno unito fuori dall'Unione europea è ancora il primo ministro Theresa May anche se fortemente messa duramente alla prova dai membri interni del Parlamento 

Messa più volte spalle al muro, Theresa May potrebbe essere costretta a virare dai suoi progetti di accordo di Brexit per:

  • accettare un nuovo iter come quello di accettare di rimanere nell'unione doganale con un memorandum da aggiungere ad accordo chiuso;

  • dire di no, dimettersi e andare ad elezioni subito. Con un nuovo governo sarebbe infatti più facile arrivare ad una Brexit più morbida, poter indire un secondo referendum o addirittura revocare la Brexit visto che la Corte di giustizia europea ha chiarito che fino a quando il Regno Unito non ratifica la sua uscita può comunque rimanere in Europa.

D'altro canto sono trascorsi 2 anni e mezzo dal referendum e le cose sono molto cambiate, nessun inglese poteva immaginare le dure conseguenze di una eventuale hard Brexit o di una Brexit no deal, ossia senza accordo tantomeno che con l'uscita avrebbero dovuto versare 39 miliardi di sterline.

 

Se Londra dovesse uscire dall’Ue senza un accordo, ci sarebbero grandissimi problemi a livello doganale e commerciale, nessuna garanzia per i cittadini inglesi in Europa, né per quelli europei nel Regno Unito, tasse scolastiche altissime per gli stranieri, una perdita di Pil dell’8% in un solo anno, calo del prezzo delle case e della sterlina ecc.

 

Nel frattempo è arrivata anche la proroga Brexit al 31 ottobre 2019 e la conferma che la Gran Bretagna, in qualità di Stato membro, parteciperà alle elezioni europee 2019 del 23-26 maggio, mandando a Strasburgo 73 eurodeputati.

 

Theresa May, inoltre, apre alla possibilità di un nuovo referendum Brexit.

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