Ue: recessione, le nuove stime. Calo record PIL 2020, in Italia -11,2%

Commissione presenta le Previsioni economiche estive 2020. Recessione e disparità, forte contrazione. Italia: PIL calerà a 11,2%. Crisi mercato del lavoro.

7 luglio 2020 15:22
Ue: recessione, le nuove stime. Calo record PIL 2020, in Italia -11,2%

L’Esecutivo europeo ha presentato oggi le previsioni economiche d’estate 2020, secondo cui l'economia dell’Eurozona subirà una contrazione dell’8,7% nel 2020, per poi crescere del 6,1% nel 2021. Le stime per tutta l’Unione, invece, parlano di una contrazione leggermente inferiore, dell’8,3% nel 2020, per crescere del 5,8 % nel 2021. Per quest’anno, è attesa una contrazione significativamente superiore ai livelli del 7,7% (Eurozona) e del 7,4% (intera Ue) annunciata nei dati delle previsioni dello scorso trimestre (“previsioni di primavera”). Anche la crescita nel 2021 sarà meno importante di quanto già ipotizzato.

 

Per l’anno in corso, quindi, Bruxelles ha confermato la gravità –senza precedenti- di una recessione causata dell’emergenza sanitaria del covid-19, nonostante sia stata messa in atto una risposta politica rapida e globale, sia a livello dell’Ue che a livello nazionale, per sostenere la ripresa. Dato che la revoca delle misure di confinamento procede ad un ritmo più graduale rispetto allo scenario prospettato in primavera, risulta che l’impatto sulle attività economiche del secondo trimestre 2020 sarà meno arginabile rispetto a quanto previsto e rispetto al primo, come ha spiegato la Commissione in una nota stampa.

 

In Italia, si calcola che il PIL scenderà a -11,2%, registrando il calo più forte dell’Unione. Nel 2021, ci si aspetta un aumento al 6,1%. Dati preoccupanti anche per PIL di Spagna (-10,9%) e Francia(-10,6%).

 

Paolo Gentiloni, Commissario Ue all’Economia, ha dichiarato che “le previsioni odierne dimostrano gli effetti economici devastanti della pandemia. In tutta Europa, la risposta politica ha permesso di ammortizzare i danni (…),ma la situazione rimane caratterizzata da disparità, disuguaglianze e insicurezza crescenti. Ecco perché è così importante raggiungere rapidamente un accordo sul piano di ripresa proposto dalla Commissione - per infondere nelle nostre economie, in questo periodo critico, sia nuova fiducia che nuove risorse finanziarie”.

Si prevede che la ripresa acquisti vigore nella seconda metà dell'anno, pur rimanendo incompleta e disomogenea tra gli Stati membri.

Lo shock subito dall'economia dell'Ue è simmetrico, in quanto la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma si prevede che tanto il calo della produzione nel 2020 quanto il ritmo della ripresa nel 2021 saranno caratterizzati da notevoli differenze. In base alle previsioni attuali, le differenze a livello di entità dell’impatto della pandemia e di rapidità del recupero nei diversi Stati membri saranno ancora più pronunciate rispetto a quanto previsto in primavera.

 

 

 

 

Prospettive immutate per quanto riguarda l’inflazione

Le prospettive generali in materia di inflazione sono sostanzialmente immutate rispetto alle previsioni di primavera, anche se sono cambiate in modo significativo le forze sottostanti che determinano i prezzi.

Sebbene i prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari siano aumentati più del previsto, si prevede che l’effetto sia contro-bilanciato dalle prospettive economiche più deboli e dall’effetto delle riduzioni dell'IVA e di altre misure adottate in alcuni Stati membri.

L’inflazione nell’Eurozona, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), è attualmente stimata allo 0,3% nel 2020 e all’1,1% nel 2021. A livello dei 27, le previsioni indicano un’inflazione pari allo 0,6% nel 2020 e all’1,3% per il prossimo anno.

 

Rischi eccezionalmente elevati

I rischi che gravano sulle previsioni sono eccezionalmente elevati ed orientati in generale verso un peggioramento. La portata e la durata della pandemia e delle eventuali misure di contenimento che potrebbero rivelarsi necessarie rimangono essenzialmente un’incognita. Le previsioni si basano sulle ipotesi che le misure di contenimento andranno via via allentandosi e che non si verificherà una “seconda ondata” di contagi. Vi sono rischi concreti che il mercato del lavoro possa subire a lungo termine ripercussioni maggiori del previsto e che le difficoltà di liquidità possano tradursi in problemi di solvibilità per molte imprese. Vi sono inoltre rischi per la stabilità dei mercati finanziari ed esiste il pericolo che gli Stati membri non riescano a coordinare in misura sufficiente le risposte politiche nazionali. Anche l’eventuale mancata conclusione di un accordo sulle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e Bruxelles potrebbe rallentare la crescita, in particolare nel Regno Unito. Più in generale, le politiche protezionistiche (pensiamo alla minaccia di imporre nuovi dazi su determinati produzioni) e un’eccessiva presa di distanza rispetto alle catene di produzione globali potrebbero inoltre incidere negativamente sugli scambi commerciali e sull’economia di tutti i Paesi del mondo.

 

Del piano di ripresa proposto della Commissione (Recovery Plan), che si incentra su un nuovo strumento, NextGenerationEU, le presenti previsioni non tengono conto. Questo è dovuto al fatto che non è stato ancora approvato. Anche un accordo sulla proposta della Commissione è considerato quindi un rischio in direzione troppo “ottimista”.

Più in generale, non si può escludere una ripresa più rapida del previsto, in particolare se la situazione epidemiologica consentirà una revoca più veloce, rispetto a quanto ipotizzato, delle restrizioni ancora in vigore.

Esistono anche rischi in senso positivo, ad esempio la disponibilità - in tempi rapidi - di un vaccino contro il coronavirus.

 

Dato che le future relazioni tra i 27 e il Regno Unito non sono ancora state messe ‘nero su bianco’, le proiezioni per il 2021 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali. Si tratta di un’ipotesi formulata unicamente a fini di previsione, che non comporta anticipazioni o pronostici sull’esito dei negoziati tra l’Ue e Londra relativi alle loro relazioni future.

 

In merito allo scenario meno rassicurante (rispetto alle previsioni precedenti) e la necessità di prendere decisioni urgenti, si è espresso anche Vice-presidente esecutivo, Valdis Dombrovskis, dichiarato che i 27 stanno continuando “(…) a navigare in acque agitate (…), esposti a molti rischi, tra i quali un’altra massiccia ondata di contagi”. E, auspicando a un’accelerazione della fase dei negoziati sul Recovery Plan, ha aggiunto – “Al di là di qualsiasi altra considerazione, le previsioni sono un esempio eloquente della necessità di concludere un accordo sul nostro ambizioso pacchetto per la ripresaNextGenerationEU (…)” - ha concluso Dombrovkis.

 

Previsioni economiche d'estate 2020 pdf:

Ecco in questo PDF l’intero documento delle “Previsioni economiche d’estate 2020” pubblicato oggi dalla Commissione europea.

 

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