Covid-19, approvato in Consiglio dell'Ue il pacchetto-Coesione

Approvato il pacchetto-Coesione CRII+ per uso fondi Ue. Si discute ancora sull''exit-strategy' per uscita graduale dal confinamento da Coronavirus

8 aprile 2020 22:21
Covid-19, approvato in Consiglio dell'Ue il pacchetto-Coesione

In attesa dell’Eurogruppo di domani, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il pacchetto di coesione CRII+, nota anche come Coronavirus Response Investment Initiative Plus, una serie di misure per consentire ai fondi della politica di coesione di concentrarsi sulla lotta agli effetti della pandemia di coronavirus.

 

È dell’8 aprile l’accordo del Consiglio sulla seconda ‘iniezione’ di risorse che, in meno di un mese, finalizzerà l’aumento della disponibilità da Fondi strutturali dell'Ue per finanziare operazioni connesse alla crisi. Date le sfide senza precedenti che gli Stati membri devono affrontare, le modifiche proposte sono state approvate, senza ulteriori integrazioni, al fine di accelerare il processo legislativo.

 

La novità centrale della proposta è che offre ulteriore flessibilità nell'uso dei fondi strutturali in modo che gli Stati membri possano rispondere rapidamente ed efficacemente alle conseguenze economiche e sociali dell'epidemia covid-19. Ad esempio, saranno in grado di trasferire denaro tra diversi fondi per soddisfare le loro esigenze particolari. È il caso dei fondi stanziati per un progetto di infrastruttura che, ora, potrebbero essere invece utilizzati per acquistare ventilatori medici, sostenere le Pmi o investire in interventi a breve termine. Le nuove misure elimineranno, solo temporaneamente, le condizioni esistenti alle quali le Regioni hanno diritto a ricevere sostegno. Questo consentirà il reindirizzamento delle risorse verso le aree maggiormente colpite dalla crisi.

 

Come misura eccezionale e transitoria, gli Stati membri possono richiedere - tra l’1 luglio 2020 e il 30 giugno 2021 - fino al 100% di finanziamenti dal bilancio dell'Ue per programmi che contribuiscono a mitigare l'impatto della pandemia.

 

La fase finale

Adesso la palla passa al Parlamento europeo, che dovrà concordare la sua posizione finale sulle nuove misure. Una volta raggiunto un accordo, il Consiglio procederà con l’adozione mediante procedura scritta.

 

Ancora in stand-by l’exit-strategy dell’Unione per uscire dalla pandemia

Sempre in agenda per l’8 aprile, il dibattito di orientamento sulla strategia di uscita dal confinamento (il cosiddetto lockdown) dell’Unione europea dalla pandemia del coronavirus . La Commissione Ue sta ancora lavorando per coordinare, con gli Stati membri, la proposta sull'exit strategy”. 

 

Un dibattito ha avuto luogo oggi per stabilire la nuova tabella di marcia in materia, facendo seguito alle richieste di alcuni Paesi come l’Italia e la Spagna (che non erano stati consultati in merito). “Bisogna prendere in considerazione più variabili, tra cui la compatibilità con il funzionamento e la compatibilità del mercato comune, in un lavoro di concertazione con tutti gli Stati membri” - ha detto Eric Mamer,Portavoce della Commissione Ue.

 

Visto che alcuni Stati membri stanno iniziando ad annunciare le prime mosse in questa direzione, per Bruxelles "è importante che si possa fare in modo coordinato e globale". Mamer ha poi spiegato che Danimarca e Austria hanno l’Unione dei Piani per uscire dal confinamento annunciati negli ultimi giorni. "Non abbiamo ancora un'analisi completa della loro strategiama ci stiamo ancora lavorando”.

 

Uscita dal confinamento con l’uso di app per smartphone: l’importanza del digitale 

È stata anche adottata una Raccomandazione, da parte dell’Esecutivo europeo, a sostegno delle strategie di uscita che si avvalga dell’uso di dati e app per i dispositivi mobili.


Gli strumenti digitali, infatti, possono svolgere una funzionalità importante nella graduale revoca della misura di contenimento della pandemia del coronavirus. Ma per essere risposte attendibili e sicure, devono essere conformi alle norme Ue (assicurandosi che non siano violate privacy e protezione dei dati personali).

 

La Raccomandazione è incentrata su due dimensioni:

  • un approccio coordinato paneuropeo per l'uso di applicazioni mobili che consente ai cittadini di adottare misure di distanza sociale efficaci e più mirate e per avvertire, prevedere e rintracciare i propri contatti e incontri;

  • un approccio comune per modellare e monitorare l'evoluzione del virus attraverso dati anonimi sulla localizzazione mobile.

L’approccio promosso consiste nei seguenti elementi:

  • informazioni tecniche comuni per garantire l'efficacia delle informazioni mobili, delle avvertenze e delle applicazioni di tracciamento da un punto di vista medico e tecnico;

  • misure per evitare la proliferazione di applicazioni incompatibili (requisiti di supporto per l'interoperabilità e promozione di soluzioni comuni);

  • meccanismi di governance che vengano applicati dalle autorità sanitarie pubbliche e in collaborazione con il Centro europeo per il controllo delle malattie (CECM);

  • l'identificazione di buone pratiche e meccanismi per lo scambio di informazioni sul funzionamento delle app;

  • condivisione di dati con organismi pubblici epidemiologici pertinenti, compresi dati aggregati con il CECM.

 

La Commissione ha anche avviato il dialogo con gli operatori di telefonia mobile il 23 marzo, con l'obiettivo di coprire tutti gli Stati membri. I dati saranno resi completamente in forma anonima e trasmessi al Centro comune di ricerca (CCR) per l'elaborazione e la modellizzazione. Non saranno condiviso con terze parti, ma conservati solo finché la crisi è in corso.

 

I prossimi passi

Entro il 15 aprile, gli Stati membri, insieme alla Commissione, svilupperanno un’apposita toolbox per applicazioni mobili che integri l’approccio pan-europeo sopra descritto. I 27 riferiranno sullo stato di avanzamento delle azioni intraprese, entro il 31 maggio.

 

Seguirà, la revisione inter-pares da parte dell’Ue che valuterà i progressi compiuti e pubblicherà relazioni periodiche, a partire da giugno e per tutta la durata della crisi, raccomandando azioni e/o la graduale eliminazione delle misure non più necessarie.

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