Consiglio europeo, intesa dei 27 per Recovery Fund entro il 6 maggio

Si al pacchetto da 500 miliardi: MES, BEI e SURE (entro il 1 giugno) per la crisi covid-19. Ancora tutto da definire il Recovery Fund entro il 6 maggio.

24 aprile 2020 07:44
Consiglio europeo, intesa dei 27 per Recovery Fund entro il 6 maggio

I capi di Stato e di Governo si sono accordati sulla rete di protezione dell’Eurogruppo da 500 miliardi (MES, BEI e SURE) per renderla operativa entro il 1 giugno.

 

Ci sarà anche un Recovery Fund che dovrebbe mobilitare circa 1.500 miliardi di euro e garantire i trasferimenti agli Stati membri per rilanciare l’economia europea con un’azione e uno sforzo comuni. Resta ancora da decidere quanti miliardi e con quali meccanismi saranno elargiti (sovvenzioni o prestiti?).

 

Forse caricata di eccessive aspettative, la video-conferenza dei 27 ha compito un passo storico significativo per il futuro dell’Europa, anche se permangono una serie di elementi e dettagli da definire. Le prossime settimane saranno decisive, vista l’urgenza del mandato conferito dal Consiglio europeo alla Commissione Ue per presentare una proposta di Recovery Fund entro il 6 maggio.

 

Conte soddisfatto sui progressi compiuti

Il Premier Giuseppe Conte, durante lo svolgimento della roundtable del Vertice odierno, ha espresso l’urgenza di "preservare il mercato europeo", confermando che il Piano sia "necessario e urgente". “L’Italia è in prima fila a chiederlo e devo dire la verità che la nostra iniziativa con la lettera firmata dagli altri 8 Paesi è stata molto importante perché uno strumento del genere era assolutamente impensabile fino ad ora” - ha detto il Primo ministro.

 

Al termine del Consiglio europeo, Conte ha annunciato - con soddisfazione – sugli esiti positivi in merito al Recovery Fund, importante novità che interviene nella gestione europea dell'emergenza sanitaria e socio-economica causata dalla pandemia del coronavirus. La risposta, aggiunte il Premier, “sarà più solida, coordinata ed efficace”.

 

 

La reazione del Presidente francese Emmanuel Macron ha messo in luce come l’attuale situazione di crisi debba essere affrontata con una risposta adeguata. “Se lasciamo cadere una parte dell'Europa - ha affermato Macron - sarà tutta l'Europa a cadere”. Servono trasferimenti di risorse verso i Paesi dell’Ue più colpiti dalla crisi, anziché dei prestiti”. Questa la posizione della Francia che coincide con quella dell’Italia.

 

A conclusione dell’appuntamento ‘online’ dei leader Ue, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che c'è stato uno “scambio aperto” ma che ancora c’è da lavorare tenuto conto che vi è disaccordo su come finanziare il Recovery Fund, se tramite sussidi o prestiti.

 

"Il fondo sarà collegato al prossimo bilancio europeo per i prossimi sette anni", ha comunicato chiaramente la leader tedesca.

La Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha detto che esiste solo uno strumento per avviarsi verso la ripresa, ossia il legame tra il “budget Ue e Recovery Fund", ha concluso - e che "prestiti e sovvenzioni saranno equi".

 

 

Brando Benifei, Capo-delegazione degli eurodeputati del Partito Democratico al Parlamento Europeo, ha commentato: “Accogliamo positivamente la decisione del Consiglio Europeo di dare il via libera alle proposte dell’Eurogruppo, facendo un passo avanti verso la creazione di un Fondo Europeo per la Ripresa con titoli comuni europei. Come dichiarato dal presidente Conte, si tratta di una misura urgente e necessaria”.

 

E ha continuato:

’Ora sarà compito della Commissione europea di elaborare - in tempi rapidi - una proposta ambiziosa, contestualmente alla revisione del Bilancio pluriennale dell’Ue. Registriamo con soddisfazione le parole della Presidente Von der Leyen, che ha già chiarito la sua linea su un punto fondamentale: come proposto dal nostro Governo, nel nuovo Fondo ci saranno sovvenzioni a fondo perduto, perché non si esce da questa crisi solo con un insieme di prestiti, pur agevolati.”

 

Quanto dichiarato dalla Von der Leyen sull’aumento della differenza tra impegni e pagamenti permetterà all’Unione di reperire sul mercato risorse fino al trilione di euro. “Il Parlamento Europeo - conclude Benifei – “continuerà il suo pressing sulla Commissione affinché tale meccanismo innovativo si realizzi attraverso i ‘recovery bonds’ proposti dall’Eurocamera”.

 

Quindi, cosa succederà?

La partita rimane ancora aperta tra Paesi del Nord e quelli del Sud Europa, in quanto quest’ultimo schieramento, guidato dall’Italia, chiede che il futuro Recovery Fund non pesi sui bilanci nazionali. Mentre gli Stati membri considerati più “frugali” si oppongono a una soluzione di finanziamenti siano a fondo perduto.

 

Cosa aspettarsi dalla Commissione euroepa per il 6 maggio? Molto probabilmente, un buon bilanciamento che combini un mix tra prestiti e sovvenzioni agli Stati membri.

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