Eurogruppo: reazioni a mancata intesa su MES o Fondo Salva-Stati

Ue, divisa su soluzioni anticrisi, sospende trattative fino al 9 aprile. In discussione, il futuro dell’Europa. Resistenza su 'recovery plan' e debito

8 aprile 2020 22:18
Eurogruppo: reazioni a mancata intesa su MES o Fondo Salva-Stati

ItaliaSpagna e Francia chiedono gli eurobond. E incontrano la resistenza dei Paesi del Nord del blocco che respingono l’idea di farsi carico del debito comune. Nelle prossime ore, o forse al rientro dalla pausa pasquale, si stabiliranno le sorti dell’Europa. Gli strumenti per uscire dalla crisi sono già disponibili, manca solo trovare l’intesa su come utilizzarli.

 

Riprenderà giovedì 9, a partire dalle 17h00, la video-conferenza dell’Eurogruppo. 3 ore di negoziati bilaterali, per un totale di 16 ore di trattative dei Ministri europei delle Finanze per prendere una decisione su come gestire l’impatto socio-economico dell’emergenza covid-19, l’accordo sul MES, i fondi BEI, gli eurobond e il SURE.

 

Perché questo Eurogruppo si fa tanto complicato

Partiamo dai coronabond e dal muro-contro-muro che stanno scatenando a Bruxelles. Nonostante l’impegno mediato dal Presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, di fornire l’attesa e complessa risposta sul pacchetto di misure più importante della storia dell’Unione, la maratona notturna ha subito - di fatto - un arresto, in cui la Ue ha preferito prendere tempo per ragionare sulle proposte che sono sul tavolo.

 

Un momento delicato e difficile che mette a dura prova tutti i Paesi coinvolti e che si riflette nel video-messaggio di Centeno, che ha detto -“Siamo vicini a un accordo, ma non ci siamo ancora (…). Domani torneremo ad incontrarci”. Anche “la conferenza stampa delle 10h00”, in cui i media attendevano il verdetto, “è cancellata” - ha annunciato il portavoce del presidente dell'Eurogruppo, Luis Rego.

 

 

Europa a due corsie cerca punto di raccordo tra Paesi del Nord e del Sud

L’Eurozona (e la stessa Commissione europea) faticano a trovare un punto di raccordo, perché di fatto non esiste una posizione comune che riesca a coniugare le necessità e istanze dei Paesi del Sud con l’approccio dei Paesi del Nord

 

In sintesi, realtà come la Spagna, Italia e Francia puntano a implementare una manovra economica di grande portata (unica nella storia del blocco) che prenderebbe la forma di eurobond, al prezzo di un debito comune. Proposta a cui si oppongono Germania e Paesi Bassi appoggiati da altri Paesi del Nord-Europa, tra cui l’Austria.

 

Da un lato c’è il Nord, determinato nel richiedere approvazione immediata dello schema totale da 540 miliardi di euro, così ripartiti: 

  • 240 mld di € di MES per sostenere le misure nazionali dei governi.

  • 200 mld di € della Banca europea per gli investimenti (BEI) destinati alle imprese.

  • 100 mld di € del progetto SURE a sostegno della disoccupazione

Dall’altro, invece, il Sud-Europa resta fermo sull’urgenza di lavorare all’introduzione degli eurobond.

 

Le reazioni sulle piattaforme social

Si legge in un Twitter della giornalista Mehreen Khan, corrispondente del Financial Times a Bruxelles, che l’accordo sia naufragato proprio per via di un mancato compromesso tra Italia e Olanda sui dossier più bollenti, ovvero il MES e il ‘recovery plan’ (il piano per la ripresa, una specie di ‘Piano Marshall’ per l’Europa). 

 

A tal proposito, il Premier Giuseppe Conte si era già rifiutato di firmare la bozza prodotta in seno all’ultima riunione del Consiglio e aveva dato all’Europa un ultimatum di 10 giorni per fornire “una soluzione adeguata alla grave emergenza in cui riversano tutti”. E ancora, una lettera congiunta, inviata dai leader di 9 Paesi Ue, si reiterava la richiesta di optare per l’emissione dei coronabond.

 

Twitter di Conte, eurobond “SI”

 

Resta aperta, dunque, la spaccatura nel cuore del continente. In attesa della ripresa dei lavori, il dialogo, lo scambio e la ricerca del consenso continuano soprattutto sulle piattaforme social.

 

In un tweet del Ministro olandese delle Finanze, Wopke Hoekstra, si legge che i Paesi Bassi sono contrari agli eurobond, visto che lo strumento dei titoli
comuni di debito porta maggiori rischi a molti Stati membri, invece che arginarli.  Opzione irragionevole, secondo Hoekstra, quella di chiedere agli olandesi di garantire
i debiti contratti da altri Paesi 
dell’Unione. Il governo di Amsterdam, tuttavia, dice ‘Si’ al MES se utilizzato per far fronte alle spese dell’emergenza sanitaria.

 

Twitter di Wopke Hoekstra 

 

Non era servito il vertice del 26 marzo scorso a trovare una soluzione condivisa. L’Europa ritenta chiedendo ai ministri di impegnarsi nell’obiettivo congiunto di approvare un piano di risanamento coordinato e coerente che sia risolutivo in assenza del quale si rischia di rendere permanente la crisi dilagante.

 

Da Twitter, si legge come l’Italia avverta l’importanza - ora come non mai nel confronto con Bruxelles – a tenere salda la validità della propria linea, senza abbassare la guardia, ma portando avanti quanto già richiesto in prima battuta. “L’Italia non accetterà compromessi a ribasso” - così ha detto il Presidente del Consiglio Conte, durante la serata di lunghe trattative, a Ursula Von der Leyen, capo dell’Esecutivo europeo.

 

Nonostante i progressi, nessun accordo ancora all’Eurogruppo” – ha scritto su Twitter il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – Continuiamo a impegnarci per una risposta europea all’altezza della sfida del Covid-19. È il momento della responsabilità comune, della solidarietà e delle scelte coraggiose e condivise”.

 

 

L’Europa è al 95% del traguardo. Manca l’ultimo passo che, a detta di Enzo Amendola in un tweet, Ministro agli affari europei, consisterebbe in una “politica
fiscale dei 27 coordinata e “degli strumenti nuovi come un fondo di ripresa economica, il bond, che permetta di affrontare questa sfida in modo forte
– afferma il Ministro in un’intervista a Rainews24. E, continua, ribadendo come sia importante, per l’Italia, continuare a negoziare per ottenere risultati definitivi che soddisfino i bisogni nazionali, ma conciliandoli con gli orientamenti e decisioni dell’Ue.


Twitter Amendola – intervista a Rainews24

 

Anche la Commissione europea, in un tweet del Commissario Paolo Gentiloni, responsabile per gli affari economici, fa appello al senso di responsabilità, presupposto necessario a reagire all’emergenza. E, commentando il rinvio della riunione dei 27 responsabili del Tesoro al giorno successivo, scrive “Domani è un altro giorno”.

 

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