La visione Von der Leyen

Von der Leyen, un anno dopo, primo discorso su Stato dell’Unione

La Presidente ha fatto il punto, in Eurocamera,sul suo mandato a Bruxelles. Impegni, traguardi, priorità 2021. Accento su sanità, Green Deal, Recovery Fund.

17 settembre 2020 13:52
Von der Leyen, un anno dopo, primo discorso su Stato dell’Unione

Ursula Von der Leyen, a un anno dall’inizio del suo mandato, è stata la grande protagonista di un momento chiave, dal punto di vista politico e programmatico, per il futuro dell’Unione europea. Il 16 settembre ha presentato la sua visione di un’Europa che esce “più forte” dalla pandemia di coronavirus, per poi illustrare le priorità per l’agenda del 2021. La Commissione Von der Leyen scommette sulla ripresa sostenibile che darà all'Europa un ruolo centrale a livello globale e sotto tutti gli aspetti: economico, ambientale e geopolitico.

 

Come ha osservato Manfred Weber (influente politico tedesco ed eurodeputato dell’Partito Popolare Europeo – PPE) nel suo intervento di ieri, lo “Stato dell’Unione” della Von der Leyen tocca questioni prioritarie su cui l’Europa e i 27 hanno bisogno di azione immediata, come “la salute, le migrazioni, lo stato di diritto, il clima e il lavoro.

 

Ecco una sintesi del primo anno di mandato del team Von der Leyen, del modo in cui ha tenuto fede ai suoi impegni. E di cosa c’è in cantiere per i prossimi mesi.

 

Lotta al covid-19,«Dobbiamo costruire un’Unione della sanità»

Dopo essersi soffermata sugli interventi attuati durante la pandemia del covid-19 e di come trarre alcune lezioni dalla crisi sanitaria, la Von der Leyen ha parlato di sistemi sanitari e ricerca medica. Come primo passo, la Commissione proporrà di rafforzare (aumentandone anche responsabilità e competenze) sia l’Agenzia Europea per i Medicinali (l’EMA) che l’ECDC, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. La risposta all’emergenza si è vista anche con l’introduzione del nuovo programma EU4Health. Per rendere questo programma “resistente nel futuro”, la Presidente ha detto di aver proposto al Parlamento un aumento della dotazione di EU4Health per rimediare ai tagli operati dal Consiglio europeo.

 

Come secondo passo, la Von der Leyen preannuncia la costruzione della BARDA, l’Agenzia per la ricerca e lo sviluppo nel la biomedicina avanzata, con l’obiettivo di sostenere la capacità di riposta a minacce ed emergenze transfrontaliere. In particolare, il suo riferimento è stato alle scorte da accumulare per far fronte alle dipendenze della catena di approvvigionamento, in particolare per i prodotti farmaceutici.

Ursula ha parlato anche di “Italia”, nel suo discorso più importante della stagione, citando il capo del Governo italiano – “Con il Presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l’Europa c'è (…)”. Il che fa crescere le aspirazioni di Roma a candidarsi come sede dell’evento (appunto, il Global Health Summit). Grandi opportunità all’orizzonte per il nostro Paese, dunque, se riuscisse a farsi promotore in Europa di un sistema sanitario – rinnovato e competitivo - a tutela di tutti, come suggerisce anche un post del Ministro Roberto Speranza sui Social e il messaggio del Premier su Twitter.

 

Obiettivi di transizione verde

La missione del Green Deal comporta molto di più che un taglio di emissioni, si tratta di creare un mondo più forte in cui vivere”, ha esordito la Von der Leyen sulle azioni per il clima e la transizione alla green economy.

La Commissione Ue punta a fare dell’Europa il primo continente climate neutral, ossia “neutrale” sotto l’aspetto climatico. Tradotto: “a emissioni zeroentro il 2050.

Attualmente, i goal di breve periodo stabiliscono di tagliare le emissioni di gas serra del 40% entro il 2030. La Von der Leyen potrebbe voler osare ‘in meglio’, portando la percentuale al 55%: un’ulteriore conferma degli sforzi che si stanno dimostrando nella corsa alla “rivoluzione verde” e agli obiettivi climatici.

 

Ai margini della plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles, Massimiliano Smeriglio, (eurodeputato indipendente eletto nelle liste del PD), ha osservato come sia stato particolarmente “decisivo il passaggio sull’efficientamento energetico”. Nello specifico, il deputato si riferisce a quel 37% del Recovery Plan (come ha detto la Von der Leyen, sono risorse da attingere dal NextGenerationEU) che va investito in un Green Deal europeo e ridurre le emissioni almeno del 55% entro il 2030. Smerillo ha aggiunto anche che sono “Tutti obiettivi assolutamente degni di sostegno, che le linee guida del Governo italiano in parte riprendono. Ora però bisogna fare la differenza nei progetti, correre sul digitale e la transizione ecologica per non lasciarci sfuggire la più grande opportunità dal dopoguerra ad oggi”, ha concluso Smeriglio.

 

Economia, stabilità, lavoro e stato di diritto

Tutti nell’Unione dovrebbero poter contare su salari minimi. (…) Gli europei sono determinati a uscire (…) da questa fragilità”, scaturita dall’incertezza dei lunghi mesi di pandemia.

 

Consapevole delle conseguenze devastanti della crisi sull’occupazione, Manfred Weber nel suo breve intervento in presenza degli europarlamentari, ha enfatizzato il peso che ha il mercato del lavoro per la stabilità economica e l’urgenza di implementare le misure a sostegno dei giovani. ”Jobs, jobs, jobs!”, ha enfatizzato il politico tedesco.

 

Per la Von der Leyen, l’Unione oggi ha fatto tutto il possibile per limitare le perdite e stimolare la ripresa. Ha autorizzato, ad esempio, oltre 3 miliardi di euro a sostegno di aziende e industria: dai pescatori della Croazia e dagli agricoltori in Grecia alle Pmi in Italia e ai liberi professionisti in Danimarca. La Banca Centrale Europea ha intrapreso un’azione decisiva attivando il programma PEPP. I Governi ora attingeranno al NextGenerationEU per guardare avanti e progettare la svolta.

Le risorse del Bilancio europeo e del Recovery Fund, al pari delle promesse ottenute sul fronte delle questioni legate allo stato di diritto, non sono negoziabili. Nel linguaggio della Presidente, si percepisce un’esortazione affinché siano “spese” nel modo giusto.

 

Novità in vista sul piano migrazioni

In materia di migrazioni, nella futura proposta di Bruxelles “verrà abolito il Regolamento di Dublino e sarà sostituito da un nuovo sistema di governance", ha dichiarato la Von der Leyen prima di lasciare spazio al dibattito.

Non possiamo lasciare che l’Italia e la Grecia svolgano il lavoro per tutti”, ha messo in chiaro la Von der Leyen. L’Accordo di Dublino stabilisce che i migranti vengano registrati e richiedano asilo nel Paese di arrivo sul quale ricade l’intero peso dei flussi. Nulli gli esiti degli sforzi dell’Ue di chiedere la ridistribuzione, vista la ferma opposizione degli Stati membri meno esposti.

 

A una settimana dall’incendio nel campo profughi di Moria, nell'Isola di Lesbo, alcuni analisti e opinionisti continuano a suggerire che la politica migratoria dell’Unione si stia eclissando. I problemi che l'Europa si trova a fronteggiare non sono passeggeri, ma sistematici. Le situazioni di emergenza migranti non sembrano “eclissarsi”, anzi persistono. Nel 2020, i numeri degli sbarchi e di altre criticità sono aumentati. È quindi impellente procedere a un accordo in cui i Governi nazionali dovranno prendere posizione immediata e concreta. Non è semplice per l’Ue (l’obiettivo comune e lo spirito di solidarietà) vincere sugli interessi nazionali e giungere a risoluzioni comuni. Serve un grande piano che tutti possano accettare. E questo implica incentivi e sovvenzioni (dove vi è reale bisogno) e “disincentivi” (se utili a frenare i trend meno virtuose).

 

Più “Unione” sulla strategia geopolitica

In politica estera, sia lontano (es. in Bielorussia e in Medio Oriente) che più vicino (es. in Libia e Sahel), l’Ue deve gestire un dialogo disteso con interlocutori ostili. E fare i conti con dinamiche in cui la Cina e la Russia sembrano incoraggiate dalle crisi nel Mediterraneo orientale e a Minsk.

Ursula sembra aver mantenuto fede all’impegno preso di rendere più agile il processo decisionale in materia di relazioni esterne dell’Ue, dove il dibattito si è intensificato negli ultimi 6 mesi, portando a buoni risultati in termini di accresciuto consenso.

 

Il nodo sulla Brexit

Rivolgendo lo sguardo a tutti i capitoli ancora aperti nelle complicate trattative con il Governo di Londra (dopo il difficile ‘divorzio’ del Regno Unito dall’Ue), la Von der Leyen si è espressa in modo lucido e netto sul fatto che non si sono ottenuti i risultati attesi. “Ogni giorno che passa, la possibilità di un accordo si allontana”, ha detto. Ha poi concluso citando la visione di Margaret Thatcher (ex-Premier britannica soprannominata Lady di ferro) su quanto sia grave correre il rischio di violazione dei trattati internazionali. "La "fiducia è alla base delle relazioni", ha aggiunto la Von der Leyen.

 

Di seguito il tweet per accedere a una parte importante, quella dedicata al dibattito sullo Stato dell'Unione:

 

Cos'è il tanto atteso discorso sullo "Stato dell’Unione"

A settembre di ogni anno, il capo dell’Esecutivo europeo pronuncia, all’emiciclo del Parlamento europeo, il discorso che fa il punto sui risultati conseguiti nel corso dell’ultimo anno e presenta le priorità per l’anno successivo. Una specie di “album di fotografie”, espresso in una in una serie di messaggi strategici e politici, ma anche di numeri (cifre e goal), che ricalca le priorità politiche che il Presidente ha presentato a inizio mandato. Questo è lo Stato dell’Unione. Un titolo generalmente accompagnato da uno slogan o un breve teaser. Quest’anno, la Von der Leyen, ha proposto “a year on”, un anno dopo “capitolo successivo”.

 

Il Presidente illustra, inoltre, in che modo la Commissione affronterà le sfide più urgenti e le idee (la cosiddetta vision) per plasmare il futuro dell’Ue.

 

Le 6 priorità della Commissione per il 2019-2024

  • Green Deal europeo

Diventare il primo continente a impatto climatico zero.

  • Era digitale

La strategia digitale dell'Ue doterà le persone di competenze inerenti a una nuova generazione di tecnologie.

  • Economia al servizio dei cittadini

L’Ue deve creare un ambiente più attraente per gli investimenti e una crescita che offra lavori di qualità, in particolare per i giovani e le piccole imprese.

  • Un’Europa più forte nel mondo

Rafforzerà la propria voce nel mondo promuovendo il multilateralismo e un ordine mondiale basato su regole.

  • Promuovere lo stile di vita europeo

  • Un nuovo slancio per la democrazia europea

L’Europa deve tutelare lo stato di diritto per difendere la giustizia e i valori fondamentali dell’Ue.

Più voce ai cittadini e salvaguardia della democrazia europea da interferenze esterne quali la disinformazione e i messaggi di odio diffusi online.

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