Polonia al voto, rieletto il Presidente Duda: chi è, cosa rappresenta

Elezioni presidenziali e ballottaggio ad affluenza record confermano Andrezej Duda al Governo di Varsavia. Chi è il Presidente e come è visto da Bruxelles?

14 luglio 2020 08:56
Polonia al voto, rieletto il Presidente Duda: chi è, cosa rappresenta

Dziekujemy! Niech zyje Polska!” (trad.it.: Grazie e lunga vita alla Polonia!) – ha salutato cosi i suoi elettori Andrezej Duda, riconfermandosi alla presidenza del Governo polacco. Con un vantaggio sull’altro candidato di punta - il coetaneo Rafal Trzaskowski e attuale Sindaco di Varsavia - che la sera del 12 luglio registrava il 49,6% delle preferenze, il ballottaggio delle elezioni presidenziali si è chiuso con la vittoria “a filo” dell’esponente delle forze della destra (il partito Diritto e Giustizia (PiS) del governo uscente) sul candidato di centro-destra della coalizione Piattaforma Civica (PO).

 

È quanto riportato dallo spoglio ufficiale di lunedì mattina. I cittadini polacchi, la cui affluenza alle urne è stata particolarmente alta (secondo i dati della Commissione nazionale elettorale, si parla del +4% rispetto ai record del primo turno elettorale) aprono la via del consenso a un nuovo mandato per Duda. In piena stagione covid-19, le elezioni erano in agenda per maggio scorso, ma Varsavia ha deciso di posticiparle, viste le circostanze dettate dal lockdown e dall’emergenza sanitaria. Inoltre, si è discusso anche sull’affidabilità dei risultati stessi, dato che parte degli elettori non si sono recati fisicamente al seggio, potendo optare per il voto-via posta.

 

Chi è Duda e perché la sua vittoria ha un peso

Andrzej Duda è nato a Cracovia il 16 maggio 1972 (48 anni).  Di professione avvocato e politico, è stato Presidente della Polonia dal 6 agosto 2015. Prima di questo ruolo, Duda è stato membro della Camera polacca (la Sejm) e deputato al Parlamento europeo dal 2014 al 2015. Duda è di fede cattolica e si è sposato con Agata Kornhauser, insegnante di lingua tedesca in un noto liceo di Cracovia, da cui ha avuto una figlia (Kinga) nata nel 1995 e laureatasi in giurisprudenza nel 2019. È appassionato di sci e, durante gli studi, ha partecipato ai Campionati accademici polacchi nella categoria ‘sci alpino’.

Alle elezioni presidenziali del 2015, è stato il candidato più influente proposto dal partito Diritto e Giustizia (PiS). Nel primo turno di votazioni, ha ricevuto 5.179.092 voti (34,76% dei voti). Nel secondo turno, registra il 51,55% dei voti, battendo l’allora Presidente in carica, Bronislaw Komorowski. Il 24 ottobre del 2019, il PiS ha sostenuto nuovamente Duda in vista della campagna di rielezione del 12 luglio 2020.

 

In una campagna elettorale rivelatasi vincente in virtù di una attività di promozione dei valori tradizionali cari ai polacchi (ad esempio nell’ambito di politiche a sostegno delle famiglie numerose e di quello che in Italia chiameremmo il bonus-bebè), Duda aveva annunciato di mirare a mantenere, se non incrementare, i livelli di produzione e consumi di un Paese dall’economia in stabile crescita fino a prima dello scoppio della pandemia. Il Sindaco di Varsavia puntava invece al consolidamento di politiche sociali e programmi a sostegno della spesa pubblica da un lato, dall’altro si è schierato a difesa delle norme costituzionali. Mesi fa, i sondaggi parlavano di percentuali nettamente favorevoli per Duda (viaggiava attorno a un consenso  del 60%). Il duello elettorale si è acuito nelle ultime settimane, mettendo di fatto in bilico la sua ipotetica vittoria e generando nuovi equilibri in cui Trzaskowski stava prendendo quota. Duda resta dunque alla guida del Paese, ma esperti, analisti politici e buona parte dell’opinione pubblica guardano all’esito delle elezioni, non come una definitiva conferma del leader politico, ma come un percorso tutto in salita e di difficile gestione, anche alla luce delle prime reazioni dei cittadini stessi, che restano divisi e poco fiduciosi in un clima di grande incertezza e di recessione pandemica.

 

Con queste elezioni, si intravvedeva – infatti - un potenziale riposizionamento della Polonia nello scenario politico dell’Ue. Il Presidente Duda, di fatto un conservatore, è stato protagonista di un testa-a-testa con le istituzioni di Bruxelles in merito a questioni delicate e fortemente dibattute. È il caso della sentenza emanata dalla Corte di Giustizia dell’Ue contro Varsavia, quando Duda ha respinto la proposta dell'Unione europea di quote di immigrazione per ridistribuire i richiedenti asilo. Un secondo caso riguarda la tutela dello stato di diritto che ha portato alla procedura d’infrazione da parte dell’Esecutivo Ue (come sancito dall’articolo 7 del Trattato dell’Unione europea) nei confronti della Polonia per il mancato allineamento sulla riforma della giustizia, che assicuri l’indipendenza alle cariche-chiave (magistrati e giudici) dalle autorità governative di Varsavia.

Bruxelles teme eventuali mosse e strette da parte da parte del Governo polacco. Durante il suo ultimo mandato, Duda ha già dato qualche segnale di sconcerto, varando l’introduzione di una legge in forza della quale le cariche dirigenziali dell’emittente radio-televisiva di Stato vengano individuate e nominate direttamente dal Ministero del Tesoro (anziché tramite procedura di concorso pubblico).

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