Anti-terrorismo Ue

Ue, lotta al terrorismo: mini-vertice dell'asse Macron-Kurz-Merkel

In aumento gli attacchi terroristici in Europa. Le discussioni, promosse da Parigi per patto Ue contro terrorismo. Per Macron, è ora di riformare Schengen.

12 novembre 2020 18:57
Ue, lotta al terrorismo: mini-vertice dell'asse Macron-Kurz-Merkel

Non basta il dramma della pandemia a preoccupare gli europei. Si aggiunge anche la minaccia del terrorismo che fa salire la tensione, scatenata dalle reazioni ai fatti recenti: la decapitazione a Parigi, l’attacco a Nizza e la sparatoria di Vienna. E, in ultimo, a Gedda.

 

Il 2020 non è dunque solo l’anno del covid-19, ma anche di un bilancio di vittime del terrorismo più drammatico rispetto all’ultimo biennio. Nel territorio dell’Unione europea, sono stati compiuti nove attacchi di cui tre solo nelle ultime settimane. L’incremento, a detta degli analisti di Europol, sarebbe attribuibile ai confinamenti e allo sfaldamento del sedicente Stato islamico.

 

Mini-vertice Macron-Kurz-Merkel: l’Italia non c’era, cosa si è discusso?

Mentre i leader europei come Michel, Von der Leyen e Kurz rendono omaggio alle vittime, l’Eliseo propone di coordinare un’azione più mirata nella lotta al terrorismo. Si è discusso, in un mini-summit virtuale ospitato da Macron, una risposta “rapida” alla radicalizzazione dell’Islam che parta dalla nuova politica esterna che irrigidisca i controlli alle frontiere. Per il Premier francese è urgente preparare un’offensiva europea a quello che ha definito “Islam politico”.

 

L'annuncio è arrivato dopo i colloqui intercorsi tra Macron, Sebastian Kurz (Austria), Angela Merkel (Germania), Charles Michel (Consiglio europeo) e Ursula Von der Leyen (Commissione Ue). Sugli strumenti più idonei a fermare il terrore, la Francia ha cercato di aprire una riflessione sulla riforma di Schengen (un dossier che da anni è già sul tavoli dell’Ue). Ha anche affermato che disposizioni europee in materia di asilo sono state utilizzate in modo improprio da persone in cerca di ingresso per motivi sinistri. Secondo alcune fonti, si tratterebbe di fondare uno “European Act”, un nucleo antiterrorismo contro l’Islam radicale.

 

Charles Michel aveva chiesto, precedentemente agli ultimi attacchi, l’istituzione di un nuovo organo pan-europeo per supervisionare la formazione degli imam (capi spirituali) e assicurarsi che i loro seguaci non contribuissero a diffondere un’“ideologia dell'odio”. “Dobbiamo creare quanto prima un istituto europeo per la formazione degli imam in Europa”, così afferma Charles Michel in un post su Twitter. Si legge anche che “I messaggi online che glorificano il terrorismo devono essere rimossi rapidamente. Non deve esserci impunità per i terroristi e per coloro che li lodano su Internet”.

 

Il 6 novembre, il Governo austriaco ha deciso di chiudere due moschee, situate appena fuori della capitale. Vicine all’Islam radicale, sarebbero frequentate dall’attentatore jihadista della sparatoria di Vienna. Fonti austriache informano che una delle due moschee era membro della rete dell’Iggoe della comunità islamiche.

Alla videoconferenza non è stata invitata l’Italia, che tuttavia, oggi, ha avuto un incontro bilaterale di cooperazione a copertura di diversi punti in agenda, su invito dell’austriaco Kurz.

 

Centro europeo antiterrorismo

Un precursore di un futuro e ipotetico “European Act” già c’è. Nel gennaio 2016, è stato istituito il Centro europeo antiterrorismo (ECTC), a seguito di una decisione del Consiglio Giustizia e Affari interni dell’Unione del 20 novembre 2015. Si tratta di una piattaforma attraverso la quale gli Stati membri possono rafforzare la condivisione delle informazioni e la cooperazione operativa riguardo all’attività di monitoraggio e d’indagine relativa ai combattenti terroristi stranieri, al traffico di armi da fuoco illegali e al finanziamento del terrorismo.

 

Sempre a seguito degli attentati di Bruxelles del marzo 2016, c’è anche un nuovo Commissario per l’Unione della Sicurezza, nominato dal Consiglio in comune accordo con l’allora Presidente della Commissione, Jean Claude Juncker.

 

Europol: lotta alla radicalizzazione online

Nel marzo 2015, il Consiglio ha incaricato Europol di istituire un’unità specifica per contrastare la propaganda terroristica su Internet. L’unità Ue addetta alle segnalazioni su Internet (EU IRU) è incaricata, tra l’altro, di individuare i contenuti online di carattere terroristico e di estremismo violento e di fornire consulenza agli Stati membri su queste politiche e sui programmi ad hoc.

 

Con sede a L’Aia, nei Paesi Bassi, Europol è un’agenzia dell’Ue che fornisce assistenza ai 27 Stati membri dell’Unione europea per combattere la grande criminalità internazionale e il terrorismo. L’agenzia collabora anche con molti Stati partner non membri dell’Ue e con organizzazioni internazionali, soprattutto per la condivisione di dati e informazioni che riguardano i movimenti di persone verso l’Europa.

 

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