La guerra dei dazi

Nuovi dazi Ue-USA: black list per 4 mld di dollari sul Made in USA

Da oggi, la lista Ue colpisce le importazioni dagli Stati Uniti di alimentari, aerei e alcune componenti industriali. Boeing vs Airbus, OMC e contromisure.

10 novembre 2020 12:52
Nuovi dazi Ue-USA: black list per 4 mld di dollari sul Made in USA

Un vento di nuovi dazi soffia sulla partnership transatlantica accendendo i riflettori sulle relazioni tra l’Unione europea e gli Usa.

Con il via libera dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO), Bruxelles sta andando avanti con un piano di dazi che colpisce fino a 4 miliardi di dollari di merci e produzioni americane. Negli antefatti della decisione, i sussidi statunitensi alla casa di produzione degli aerei Boeing.

È l’esito della videoconferenza tra i 27 ministri Ue al Commercio che lunedì hanno affrontato questo dossier particolarmente sensibile per l’economia europea: come rispondere a quei 7,5 miliardi di dollari che, da circa un anno (24 luglio 2019), l’Amministrazione Usa fa ricadere sui prodotti europei.

 

Il braccio di ferro Usa-Ue nel campo commerciale (o guerra dei dazi) era partito dalla diatriba, intavolata anche in seno all’OMC, relativa al caso Airbus-Boeing. In seguito alla mancanza di progressi da parte degli Stati Uniti sulla scomoda deriva per mancata intesa, l’Unione europea ha fatto leva sui propri diritti, annunciando di pubblicare, in settimana, una lista di prodotti soggetti a dazi a partire da oggi, 10 novembre.

 

Le cifre del ‘conto’ presentato alla nuova Amministrazione Biden erano già pronte per far scattare la compensazione da parte delle autorità dell’Ue, che ha tuttavia preferito aspettare la chiusura delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Il Vice-presidente dell’Esecutivo Ue con delega al Commercio, Valdis Dombrovskis, ha spiegato come si tratti di “una decisione del Wto che autorizza (l’Ue) a imporre penalità e questo stiamo facendo”. Il politico lettone ha poi aggiunto che la Commissione preferisce, comunque, intraprendere la via del dialogo, dichiarandosi “pronta a ritirare le tariffe e sedersi al tavolo, se gli Usa faranno lo stesso”. Per Dombrovskis, prima gli Usa poi l’Ue dovrebbero mettere fine alla politica dei dazi, che non sono altro che il risultato di una lunga faida sul sostegno statale fornito alla Boeing e alla rivale europea Airbus. “Non vogliamo un'escalation” - ha spiegato - “seguiremo lo stesso approccio degli Stati Uniti, quindi oltre a prodotti del settore aviazione (aerei) le tariffe interessano prodotti agricoli, l’alimentare e i beni e processi industriali”.

 

Sul sito della Gazzetta Ufficiale europea è stato pubblicato un elenco preliminare con i codici delle merci soggette alle tariffe aggiuntive europee sui prodotti Usa. Dai documenti Ue e da un’analisi di Coldiretti, si legge che la black list contiene prodotti di punta del Made in USA. Applica tariffe del 15% per gli aerei, salendo al 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane, 25% anche su trattori, consolle e video giochi, pesce (salmone) e crostacei congelati, frutta secca, succhi di agrumi, pompelmi, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, rum e vodka, accessori moda (come borse e portafogli), parti di motociclette e altri componenti dell’automotive.

 

'Effetto valanga' sull'economia, Ue pronta alla conciliazione con il nuovo team Biden

Non si legge - neanche sui social- ancora una reazione ufficiale da Washington. A impegnare Joe Biden, infatti, sono i festeggiamenti per la recente vittoria alle urne. Successo già riconosciuto sia da Charles Michel che dagli altri leader Ue, Ursula Von der Leyen e David Sassoli, che hanno espresso le congratulazioni al neo Presidente e alla sua Vice, Kamala Harris. “L'Ue è pronta ad impegnarsi per una forte relazione transatlantica. Covid-19, multilateralismo, cambiamenti climatici e commercio internazionale sono alcune delle sfide che l'Europa vuole affrontare insieme”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio europeo. Il blocco dei 27, insomma, spera che l’elezione di Joe Biden possa aiutare a riavviare i colloqui.

 

Circa 16 milioni di lavoratori su entrambe le parti hanno posti di lavoro sostenuti dal commercio transatlantico, una cifra notevolmente elevata per l’economia globale. Anche prima che la pandemia colpisse, negli ultimi quattro anni, le tariffe hanno colpito aziende e persone che producono e vendono tutta una serie di beni.

 

Siamo pronti a ritirare o sospendere le nostre tariffe in qualsiasi momento quando gli Stati Uniti saranno pronti a farlo dalla loro parte, sia che si tratti dell’attuale o futura amministrazione degli Stati Uniti”, ha detto il Ministro tedesco dell’Economia Peter Altmaier ai margini del Consiglio dei Ue del Commercio. Ha anche spiegato come i 27 ritengano improbabile che l’agenda del team commerciale di Biden - e ipotetici cambiamenti nella politica Usa - entrino in vigore prima di febbraio o marzo.

 

Secondo i dati Coldiretti, gli Stati Uniti sono il primo mercato extraeuropeo delle esportazioni italiane. Solo per i prodotti agroalimentari ‘tricolori’, si parla di 4,7 miliardi nel 2019, con un ulteriore aumento del 3,8% nei primi otto mesi del 2020.

Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, avverte sulla necessità di “fermare subito la guerra dei dazi tra Unione europea e Stati Uniti d’America che ha già colpito le esportazioni di cibo e bevande Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro su prodotti come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello”. A detta di Prandini, “l’elezione di Joe Biden apre nuove prospettive che l’Ue deve essere in grado di cogliere per avviare un dialogo costruttivo ed evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia”.

 

Boeing versus Airbus, dazi contro dazi, OMC

Lo scontro sulle sovvenzioni agli aerei Boeing e Airbus risale al periodo in cui Donald Trump era in carica, ma le tensioni commerciali tra i due alleati tradizionali sono cresciute particolarmente durante il suo mandato. Nel gergo giornalistico internazionale, queste particolari tariffe sono chiamate tit-for-tat (significa infliggere una ferita o un insulto in cambio di quello che si è subito, occhio per occhio…)

 

L’anno scorso, l’OMC ha affermato come fossero plausibili eventuali ritorsioni contro Bruxelles, da parte degli Stati Uniti, su beni per un valore di 7,5 miliardi di dollari per il sostegno concesso ad Airbus. Il 26 ottobre di quest’anno, ha emesso una sentenza simile a favore dell’Ue sul sostegno offerto alla Boeing. Negli ultimi mesi, entrambe le parti hanno adottato misure pensate per “correggere i programmi offensivi”. Ma ieri, Dombrovskis ha annunciato che, di fatto, non si sono realizzati i progressi sperati in direzione di una normalizzazione e, in attesa di conciliazione, si procede con le imposizioni aggiuntive già programmate.

 

Nel marzo 2019, l’Organo d’Appello (Appellate Body) dell’OMC ha confermato che gli Stati Uniti non avevano intrapreso azioni adeguate per conformarsi alle norme internazionali sugli aiuti di Stato, nonostante le sentenze precedentemente emesse. L’Amministrazione Usa ha continuato a sostenere, illegalmente, il suo colosso degli aeromobili Boeing. A scapito di Airbus, dell’industria aerospaziale europea e dei lavoratori del settore. L’Organo d’Appello ha rilevato anche che una serie di strumenti in corso d’uso, inclusi alcuni contratti di appalto della NASA e del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, costituiscono sussidi che possono causare danni economici ad Airbus. Ha infine confermato che Boeing continua a beneficiare di una concessione fiscale illegale degli Stati Uniti che supporta le esportazioni (la Foreign Sales Corporation e l’esclusione dal reddito extra-territoriale).

 

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