Il piano di ripresa spagnolo

Spagna: presentato a Madrid il Recovery Plan del Governo Sanchez

Il Premier spagnolo illustra piano per gestire 72 mld di fondi Ue in soli 3 anni. Il 37% per investimenti verdi, il 31% al digitale. Il resto alla coesione.

8 ottobre 2020 11:44
Spagna: presentato a Madrid il Recovery Plan del Governo Sanchez

Il Premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha presentato il 7 ottobre, al Palazzo della Moncloa, le proposte che invierà a Bruxelles per affrontare la crisi del coronavirus e le sfide del rilancio dell’economia iberica per il prossimo decennio. Il Recovery Fund ha assegnato alla Spagna, lo scorso luglio, risorse per 140 miliardi di euro, di cui 72,7 sono aiuti diretti.

 

Un piano di salvataggio, promosso anche sui Social con il tag #PlanEspanaPuede (piano “La Spagna può”), che riflette lo slancio con cui gli spagnoli intendono reagire all’emergenza economico-sanitaria. Il documento si basa su quattro assi trasversali: la transizione ecologica, la coesione sociale e territoriale, la digitalizzazione e la parità di genere. L’annuncio del Governo parla di un tetto di spesa senza precedenti, pari a 196 miliardi di euro (+ 50%) per superare una recessione più profonda: -11,2% quest’anno, rispetto al 9,2% previsto in primavera. Il piano prevede di incrementare di ben 25 miliardi di euro la dotazione derivante dai finanziamenti europei del prossimo anno, contribuendo a un aumento del PIL del 2,7% nel 2021 e della crescita potenziale del 2% nel corso di un decennio.

 

Tra i co-protagonisti collegati in video-conferenza, i membri dell’Esecutivo Sanchez, ma anche rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati, nonché gli ambasciatori dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, le delegazioni della società civile e, numerosi, anche i giornalisti. A partire dal supporto multimediale (un megaschermo per il live di Sanchez con i partecipanti), tutto sembra riflettere la predisposizione di una risposta forte e coordinata alla pandemia. Il Premier punta al “recupero” guardano al futuro, all’innovazione, alla modernizzazione e a una “Spagna verde”.

 

Sanchez implementerà le linee guida del piano a cui il Governo lavora da mesi. Per questo, ha proposto di accelerare il più possibile la gestione del fondo europeo di ripresa (NextGenerationEU) e prevede di eseguire, solo in tre anni (dal 2021 al 2023), i trasferimenti (ossia, le sovvenzioni) dal fondo Ue alle casse del Governo per stimolare gli investimenti, a fronte di un arco di tempo più ampio (sei anni) consentito dal quadro europeo (ossia, fino al 2027). Si prevede che l’investimento legato al pieno assorbimento dei fondi consentirà la creazione di 800.000 posti di lavoro aggiuntivi, oltre a un livello di PIL superiore di 2,5 punti (in entrambi gli anni), contribuendo così a lasciarsi alle spalle la recessione e proseguire con misure anticrisi che vadano di pari passo con gli obiettivi Ue. L’invio a Bruxelles del Piano è previsto entro il mese di ottobre.

 

 

The Italian Times ha seguito il discorso di Pedro Sanchez, che incoraggia alla grande svolta, partendo dall’affermazione che “quando la Spagna vuole, può”. Il Premier ha ricordato la grande recessione vissuta nel 1978, anno in cui la grave inflazione, nella penisola iberica, era stata accompagnata da un alto tasso di disoccupazione, forte incertezza e da un tentato colpo di Stato. Nello stesso anno, “in Spagna, fu creata la prima versione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Uno strumento di giustizia fiscale che, fino ad allora, ci mancava”, ha detto Sanchez in un breve excursus funzionale a spiegare come allora tutto fosse ancora da definire per un Paese che si accingeva a guardare alla Comunità economica europea (precursore Ue), di cui ancora non era membro. “La storia a partire dal quel momento (ingresso in Ue) è stata un successo collettivo”, ha dichiarato il leader spagnolo, parlando poi dei principali numeri della mobilitazione del Paese per far fronte all'emergenza sanitaria in risposta alla pandemia da covid-19.

 

Qual è il punto di partenza oggi per la Spagna?

Una domanda a cui Sanchez ha risposto presentando una serie di dati e indici economici che fanno capire come Madrid stia pianificando il rilancio, ‘calcolando’ accuratamente i numeri utili per la crescita.

Il 37% dei trasferimenti europei sarà destinato a progetti di investimento legati alla transizione ecologica; Il 31% si concentrerà a favore dell'agenda digitale. Il resto servirà ai programmi per ridurre i divari nella disuguaglianza di genere e territoriale e raggiungere una maggiore coesione sociale, attraverso il miglioramento delle politiche educative e di cura personale per gli anziani e le persone a carico. Due sono gli strumenti attraverso i quali verranno convogliate le risorse: il Facility for Recovery and Resilience (59 miliardi di trasferimenti) e il React-EU , che attiva finanziamenti pari a 12,4 miliardi, di cui 10 saranno assegnati alle comunità autonome e 2,4 saranno destinati al Ministero della Salute. Da qui, verranno distribuiti tra le regioni per l’acquisto dei vaccini, rafforzare le cure primarie o rinnovare le scorte mediche.

 “(…) Dopo il duro colpo alla salute dei cittadini e la risposta del sistema sanitario, le diverse organizzazioni prevedono che la crescita del PIL nel nostro Paese nel terzo trimestre sarà nettamente superiore al 10% trimestre su trimestre (la Banca di Spagna prevede fino al 16% di crescita del nostro PIL), recuperando così parte, non tutto, del calo iniziale. E questa è un'informazione importante per la Spagna. E per il 2021, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha annunciato, la scorsa settimana, una previsione per la nostra crescita del PIL del 7,2%”, ha spiegato Sanchez, ottimista sulla straordinaria utilità del maxi-fondo NextGenerationEU, grande acceleratore per la ripresa.

Abbiamo le infrastrutture. Abbiamo le risorse. Abbiamo il talento. Abbiamo il tessuto produttivo. Abbiamo la visione e abbiamo gli strumenti per realizzarla”, ha affermato Sanchez riferendosi agli asset nazionali. “Oggi la Spagna è un Paese europeo, non solo, è il Paese europeo con la più alta copertura in fibra ottica domestica, con l'80,4%. La Spagna ha una distribuzione in fibra ottica che è la somma di Francia, Germania e Regno Unito insieme” – ha continuato il Premier. “Siamo i primi nel settore dell'agricoltura biologica nell'Unione europea, (…) leader del mercato fotovoltaico a livello europeo in questa transizione verso l'energia pulita. Siamo il secondo Paese Ue che ha installato più energia eolica. (…) il quarto al mondo nella ricerca farmaceutica e il primo in Europa nelle sperimentazioni cliniche di trattamenti contro il covid-19. (…) Abbiamo accesso a importanti mercati europei e godiamo di un rapporto privilegiato con l’America Latina (…). La nostra posizione geografica ci pone come un ottimo punto di partenza nei rapporti con il continente africano. Oggi, infatti avrò l’occasione di recarmi in Algeria sulla base di interessi geopolitici, ma anche energetici. (…)" e ha continuato, “Somos la Costa Rica de Europa”, ha detto Sanchez prima di affermare l’importanza di lavorare anche a una strategia di salvaguardare della biodiversità del territorio nazionale.

 

La giornata politica di lancio del Recovery Plan è stata lunga a Madrid. Nella serata del 7 ottobre, i quattro Vice-presidenti del Governo (Carmen Calvo, Pablo Iglesias, Nadia Calvino e Teresa Ribera) hanno illustrato, nel dettaglio, i pilastri del piano nell’ambito delle rispettive competenze.

 

 

Le 10 politiche-guida del Piano spagnolo

Tra l’1 gennaio e il 31 aprile 2021, il Governo Sanchez attuerà 10 politiche-guida (o pilastri), in collaborazione con le autonomie, i comuni e con l'iniziativa privata (grandi aziende e PMI).

 

  • Primo Pilastro: ha a che fare con l’agenda urbana e rurale, lo spopolamento e l'agricoltura. Dovrebbe assorbire il 16% delle risorse europee nei prossimi tre anni.

  • Secondo pilastro: si concentra sulle politiche infrastrutturali e gli ecosistemi resilienti (12% delle risorse). Qui, oggi il Premier ha citato aspetti legati alla conservazione delle coste, delle risorse idriche, della biodiversità e dei trasporti.

  • Terzo pilastro: gli investimenti relativi alla transizione energetica che assorbirebbero il 9% dei fondi. Un altro 5% sarà legato all'ammodernamento delle amministrazioni (quarto pilastro), in aree connesse alla cybersecurity e alla giustizia.

  • Quarto pilastro: il 17% dei trasferimenti europei andranno alle politiche legate al tessuto produttivo, alla digitalizzazione delle imprese, al turismo e al progetto “Spagna, nazione imprenditoriale”.

  • Quinto e sesto pilastro: un altro 17% dei fondi va al Patto per la Scienza e l'Innovazione e al rafforzamento del sistema sanitario.

  • Settimo pilastro: le politiche dell'istruzione, conoscenza e formazione professionale che assorbiranno il 18% dei fondi.

  • Ottavo pilastro: nuova economia dell'assistenza e politiche per l'occupazione (6% delle risorse europee), che include l'obiettivo di fornire assistenza domiciliare a 870.000 persone a carico nei prossimi tre anni e la modernizzazione delle politiche attive del lavoro.

  • Nono pilastro: riguarda lo sviluppo di “due industrie”, cultura e sport, compresa la promozione del settore dei videogiochi, che rappresenterà l'1,1% delle risorse.

  • Decimo pilastro: modernizzazione del sistema fiscale, aumentando la progressività.

 

Spagna verde e digitale

Sanchez ha indicato alcuni investimenti ‘green’ previsti dal piano. Tra questi, l'elettrificazione della mobilità in Spagna (distribuzione di 250.000 veicoli elettrici nel 2023, cinque milioni nel 2030 e l'attivazione di 100.000 punti di ricarica), il raggiungimento dell’ambizioso “obiettivo-100% delle energie rinnovabili” nel 2050, la riabilitazione di oltre mezzo milione di abitazioni nei prossimi tre anni per renderle più efficienti, il rafforzamento della gestione integrale della costa, il ripristino di 3.000 chilometri di fiumi, la conservazione degli habitat risorse naturali, ripristino delle zone umide e degli ecosistemi più vulnerabili.

Per quanto riguarda il pilastro digitale, il 75% della popolazione dovrà ricevere una copertura 5G e tutta la popolazione potrà accedere alla connessione internet veloce.

 

Romantica e ricca di speranza è stata, infine, la scelta del Governo di Madrid di offrire – nell’intro e in chiusura della video-presentazione – le celebri note dell’Inno alla Gioia (inno d’Europa) eseguite al pianoforte da un artista spagnolo.

 

Ma intanto, c'é chi rimane scettico riguardo alla situazione reale dell’economia in Spagna, che sembra essere molto più preoccupante rispetto a quella italiana, stando a quanto avvertono alcuni analisti finanziari ed esperti di mercato.

 

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