Recovery Plan, Commissione Ue: una Task Force per i Piani di riforme

Task force delle task force. La Commissione Ue affida alla francese Gauer (del SG) il coordinamento dei lavori di redazione dei Piani nazionali di riforme.

25 luglio 2020 15:11
Recovery Plan, Commissione Ue: una Task Force per i Piani di riforme

Mentre a Roma ci si interroga su come sarà composta la Task Force per il Recovery Plan del Premier Giuseppe Conte, Bruxelles ne ha introdotta una europea che sarà operativa a partire dal 16 agosto. Una specie  “task force delle task force” coordinerà gli sforzi dei 27 Stati membri nel loro cammino di preparazione delle riforme previste dal piano di ripresa deciso martedì scorso in sede di Consiglio europeo. Per accelerare il meccanismo di ripresa, la Commissione ha anche già provveduto a  nominare l’alta funzionaria francese, Celine Gauer, nel ruolo di Capo ad interim, responsabile dell’operato della Task Force.

 

A darne notizia è stato il Vice-Presidente della Commissione europea, il greco Margaritis Schinas, a conclusione del Collegio dei Commissari, che hanno visto scatenarsi, in questi giorni, numerose reazioni in molti Stati membri della decisione dell’Eurosummit.


Nel pool entreranno esperti in questioni di Bilancio Ue a lungo termine 2021-2027, offrendo competenze in grado di assicurare la gestione del maxi-fondo NextGenerationEU. Se si guarda all’organigramma pubblicato il 24 luglio, si evince come a Task Force sia stata collocata all’interno del Segretariato Generale (SG) della Commissione, al fine di supportare la risposta dei Governi alla crisi economica e alla pandemia, applicando principi e obiettivi che favoriscano la ripresa e la resilienza. Di fatto, la task force si troverà sotto la governance della Presidente Von der Leyen, per garantire che i Piani elaborati dalle capitali siano in linea con i requisiti normativi. Si punta a perseguire anche i target previsti dalle strategie di transizione verde e digitale, monitorando il processo di implementazione del sostegno finanziario della ‘mission recovery’, connessa alle prerogative e ai programmi del Semestre europeo.

 

Sia Ursula Von der Leyen che il Presidente del Consiglio Conte, dunque, si trovano in una fase particolarmente delicata del loro mandato che li espone a nuove sfide complesse e grandi responsabilità.

 

Abbiamo letto, nei grandi titoli dei media di queste ultime settimane, come il Capo del Governo stia facendo ora i ‘conti’ con i 209 miliardi di euro di prestiti e sovvenzioni assegnati all’Italia dal Recovery Fund. Commissioni, Sotto-commissioni e, immancabile, una Task Force…ancora da nominare...per assicurare la migliore gestione delle priorità di spesa. Sale la tensione, infatti, sul dibattito con al centro la formazione di una cabina di regia composta di Ministri e funzionari dei Ministeri coinvolti, le cui competenze spaziano dall'economia allo sviluppo economico, sud, innovazione, infrastrutture a altre politiche relative a riforme, quadro finanziario pluriennale e fondo per la ripresa. La struttura sarebbe ospitata a Palazzo Chigi, capitanata da Conte, coadiuvato nell’ardua impresa da tecnici ed esperti ministeriali. Per declinare meglio a livello locale il nuovo corso del Recovery, dei provvedimenti anticrisi e la corretta distribuzione della dotazione, si paventa anche l’ipotesi di avvalersi di rappresentanti delle Regioni e dei Comuni.

 

La faticosa maratona negoziale a Bruxelles tra il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e i 27 leader dell’Ue dello scorso 21 luglio testimonia come siano ancora lunghe e incerte le tappe da percorrere per uscire dalla recessione e riavviare la produzione rendendo operativo NextGenerationEU e le decisioni in seno al QFP. Mentre gli economisti si interrogano sulle soluzioni, si accendono nuovi dibattiti sui bond, il meccanismo di rating e sulle eurotasse. Infatti, c’è un altro tassello importante da non trascurare: Bruxelles deve cercare la ‘luce verde’ da parte dei 27 Governi nazionali per procedere all’incremento delle risorse proprie del 0,6%. Uno step necessario che la Commissione Ue deve compiere per rivolgersi ai mercati in cui reperire i prestiti.

Si parla di “eurotasse” con riferimento a risorse provenienti dai Paesi membri, come la Plastic tax (si applica alla plastica non riciclata), la Web Tax (ricade sui giganti tech e del digitale) e l’ETS (Emissions Trading Scheme, riguarda le emissioni di CO2, ad esempio nell’ambito del trasporto aereo e marittimo).

 

Chi è Celine Gauer

È una funzionaria francese. Ma parla anche il tedesco (e, ovviamente, l’inglese). Attualmente, è Vice-Segretario Generale in Commissione europea. È responsabile per gli sviluppi delle politiche di Smart Regulation e del programma di lavoro e coordinamento delle politiche del SG. Nel 1994, ha conseguito la laurea magistrale presso l’Università della Sorbona a Parigi. Si era precedentemente diplomata all’Institut d'Etudes Politiques, sempre nella capitale francese. Alle spalle, ha anche una formazione universitaria (il cosiddetto baccalaureat) in filosofia e matematica.

 

È stata anche Direttrice generale aggiunto presso la DG Salute e sicurezza alimentare (SANTE), Direttrice  per il Mercato e casi in materia di Energia e Ambiente della DG Concorrenza (COMP). La carriera istituzionale della Gauer era iniziata lavorando ai casi anti-trust e concentrazioni dell’Esecutivo Ue a Bruxelles. La svolta arrivò nel 2008 con la nomina a  Capo-Unità in DG COMP. È stata anche Case handler all’Unità Acciaio, costruzioni, vetro e metalli e a quella della Sicurezza dei prodotti e dei servizi. Una donna particolarmente conosciuta e influente nei corridoi del palazzo Berlaymont. Fonti europee hanno anche fatto sapere a The Italian Times che la Gauer suona il violoncello ed è membro dell’Orchestra Sinfonica di Bruocsella dal 1996.

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