Ue, Decreto Liquidità: via libera da Bruxelles a 200 mld alle imprese

Aiuti di Stato: la Commissione europea approva il regime di garanzia italiano a sostegno delle imprese. Il bilancio totale della misura ammonta a 200 mld

14 aprile 2020 17:21
Ue, Decreto Liquidità: via libera da Bruxelles a 200 mld alle imprese

In attesa del vertice del 23 aprile, la Commissione europea ha approvato - in tempi record- il regime italiano di aiuti per sostenere le imprese in un’economia fortemente provata dalla crisi covid-19. In due comunicati, Bruxelles annuncia il via-libera che autorizza misure per un bilancio totale di 200 miliardi di euro.

 

Le azioni previste dalle autorità italiane mediante il Decreto Liquidità, e da oggi operative a seguito dell’approvazione dell’Esecutivo europeo, consistono in un regime di garanzia per nuovi prestiti in conto capitale e d’investimento concessi dalle banche.

 

Un intervento pensato per creare un meccanismo di garanzia pubblica a beneficio di Piccole e medie imprese (Pmi), per le società a media capitalizzazione e per i liberi professionisti, contribuendo a sollevare il tessuto economico-produttivo dal duro impatto delle perdite causate dalla pandemia del coronavirus.

 

Dettagli e iter del nuovo pacchetto

Il nuovo pacchetto, che porterà liquidità alle banche per stimolare l’attività d’impresa in Italia, si colloca nel contesto di un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato che era stato precedentemente adottato dalla Commissione europea (19 marzo 2020) e successivamente modificato dalla stessa (3 aprile).

È la SACE (società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo-finanziario, ma di proprietà statale) l’organismo incaricato di emanare il Regolamento e la Convenzione con l’Associazione banche italiane (ABI), strumenti fondamentali per stabilire la tempistica, le modalità e gli importi massimi garantiti (inclusi i tetti ai tassi di interesse) nell’erogazione dei crediti.

 

Per far fronte alle urgenti esigenze di liquidità, da oggi, gli Stati membri consentiranno piena flessibilità in materia di aiuti di Stato, ma nelle seguenti forme:

 

(i) Sovvenzioni dirette, iniezioni di azioni, agevolazioni fiscali selettive e pagamenti anticipati fino a 100.000 euro a una società attiva nel settore agricolo primario,

  • 120.000 euro a una società attiva nel settore della pesca e dell'acquacoltura e

  • 800.000 a una società attiva in altri settori.

Possono anche concedere, fino al valore nominale di 800.000 euro per impresa, dei prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti che coprono il 100% del rischio, eccezione fatta per il comparto agricolo primario, come anche quello della pesca e dell'acquacoltura, dove si applicano tetti diversi, rispettivamente 100.000 euro e 120.000 euro per azienda.

 

(ii) Garanzie pubbliche fino al 90% del rischio sui prestiti assunti dalle società per assicurarsi che le banche continuino a fornire prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Serviranno a coprire il capitale circolante immediato e le esigenze di investimento delle aziende.

 

(iii) Prestiti pubblici sovvenzionati a società con tassi di interesse favorevoli a imprese. Aiuteranno le imprese a coprire il capitale circolante immediato e le esigenze di investimento.

 

(iv) Misure di salvaguardia per le banche che convogliano gli aiuti di Stato all'economia reale (si tratta di aiuti diretti ai clienti delle banche, non alle banche stesse). Si forniscono indicazioni su come garantire una distorsione minima della concorrenza tra le banche.

 

(v) Assicurazione pubblica del credito all'esportazione a breve termine per tutti i Paesi.

 

(vi) Sostegno a attività di ricerca e sviluppo (R&S) relativi al coronavirus e alla crisi sanitaria. Questo aiuto è emanato sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Può essere concesso anche un bonus per progetti di cooperazione transfrontaliera tra Stati membri.

 

(vii) Supporto per l’installazione e l'upscaling di strutture di test per lo sviluppo e il test di prodotti (inclusi vaccini, ventilatori e indumenti protettivi).

 

Consentire, in Italia, una richiesta immediata dei prestiti

Le misure annunciate oggi dall’Esecutivo Ue erano già attese a Roma, dove il MISE (Mistero dello Sviluppo economico) ha già provveduto a renderle immediatamente operative per velocizzare l’apporto di liquidità alle banche. Una nota del MISE informa che è disponibile online il MODULO per compilare la richiesta di garanzia (fino a 25.000 euro). Questo avviene in seguito alla pubblicazione del Decreto legge Liquidità in Gazzetta ufficiale.

 

Il beneficiario si rivolgerà alla banca, oppure al Confidi (il consorzio italiano di garanzia collettiva dei fidi) compilando il modulo e inviandolo via e-mail (o tramite posta non certificata) a questi due intermediari. L’obiettivo è ridurre al massimo i tempi tecnici di accredito degli importi richiesti sui conti correnti delle imprese.

 

Il MISE e Mediocredito centrale (responsabile per la gestione del Fondo di garanzia) sono impegnati, in queste ore, a dialogare con l’Abi e gli istituti di credito. Si lavora per accelerare l’attivazione e disponibilità, in tempi brevi, di sistemi informatici efficienti e la semplificazione della modulistica.

 

La richiesta di introdurre un regime che funzioni in un contesto di emergenza ha infatti la finalità di arginare i rischi associati all'emissione di prestiti a realtà gravemente colpite dall’emergenza del coronavirus, contribuendo a coprire il capitale circolante immediato delle imprese o le esigenze di investimento, assicurando così il proseguimento delle attività produttive.

 

Il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Margrethe Vestager, responsabile delle politiche di concorrenza, ha dichiarato: “Il sistema di garanzia italiano, con un budget fino a 200 miliardi di euro, consentirà garanzie pubbliche su nuovi prestiti e sul rifinanziamento di prestiti esistenti per tutte le imprese, comprese le grandi società (…).”

 

Il riferimento esplicito della Vestager a “tutte le imprese” è utile a capire come, dall’Ue, si sia accesa una doppia “luce-verde”, anche per fornire assistenza finanziaria a tutte le aziende che registrino fino a 499 dipendenti.

 

“Continuiamo a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali possano aiutare a mitigare gli effetti dell'epidemia di coronavirus” - ha concluso la Vestager.

 

 

Annunciando la decisione, la Commissione ha messo in luce come la misura sia compatibile con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato.

 

Un passo necessario, adeguato e proporzionato, in quanto tutte le misure e provvedimenti risultano anche in linea con l'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’unione europea).

 

In particolare:

 

(i) l'importo del prestito sottostante per società è limitato a quanto necessario per coprire il fabbisogno di liquidità per il prossimo futuro;

(ii) le garanzie saranno fornite solo fino alla fine di quest'anno,

(iii) le garanzie sono limitato a un massimo di sei anni e

(iv) i premi per le commissioni di garanzia sono conformi ai livelli previsti dal quadro temporaneo.

 

La misura comprende anche garanzie per garantire che l'aiuto finanziario sia effettivamente incanalato dagli istituti finanziari verso i beneficiari che ne hanno bisogno.

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