Il sostegno alle grande aziende

Ue, aiuti di Stato a imprese italiane: via libera a ricapitalizzazione

Buone notizie da Bruxelles per misure del Dl Rilancio: autorizzano ricapitalizzazioni di imprese colpite da effetti del covid19. La dotazione è di 44 mld.

19 settembre 2020 16:02
Ue, aiuti di Stato a imprese italiane: via libera a ricapitalizzazione

Per sostenere le grandi aziende colpite dalla pandemia del coronavirus, il Decreto legge Rilancio prevede di introdurre misure già notificate dal Governo Conte a Bruxelles.

 

Regime italiano per la ricapitalizzazione

Il 17 settembre, Roma ha ricevuto l’autorizzazione da parte della Commissione europea al regime, con una dotazione di bilancio complessiva pari a 44 miliardi di euro, da realizzare attraverso strumenti di ricapitalizzazione, in particolare strumenti di equity (di capitale) e strumenti ibridi (obbligazioni convertibili e debiti subordinati). In combinazione con il regime italiano destinato alle piccole e medie imprese (Pmi), approvato dalla Commissione il 31 luglio 2020, le misure italiane in questione mirano a sostenere la solvibilità di un’ampia gamma di imprese che hanno sofferto a causa della crisi, aiutandole a garantire il proseguimento delle loro attività e a sostenere l'occupazione.

 

I servizi dell’Esecutivo europeo, infatti, hanno riscontrato che il regime notificato dall’Italia “è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo" sugli aiuti di Stato, concludendo che le misure sono “necessarie, appropriate e proporzionate” per far fronte all’emergenza.

Ma attenzione, non tutte le società saranno ammesse a beneficiare di questo regime temporaneo e straordinario. Il regime si rivolge alle grandi imprese che nel 2020 hanno subito o subiranno una forte diminuzione del fatturato. Il testo normativo fa riferimento al 31 dicembre 2019 come data “spartiacque”. Ne risulta che le aziende, in crisi già prima di quella data, NON sono ammissibili all’aiuto nell’ambito di questo regime. Contrariamente, l’aiuto interesserà quelle in difficoltà a partire dal 1 gennaio 2020 (quindi direttamente riconducibile alla crisi sanitaria ed economica covid-19).

 

Tra i criteri di ammissibilità, si stabilisce anche che le attività delle imprese che presentano domanda debbano risultare strategiche per il rilancio economico, per dare nuovi stimoli al mercato del lavoro.

 

Le misure autorizzate

Gestite da un ente istituito ad hoc, il “Patrimonio Rilancio”, sono quattro le misure di cui si compone il regime:

  • Conferimenti in capitale;

  • Obbligazioni obbligatoriamente convertibili;

  • Obbligazioni convertibili su richiesta del beneficiario o dell'obbligazionista;

  • Debiti subordinati.

 

Ecco, nel dettaglio, alcune specifiche normative estratte dal relativo documento ufficiale:

  • Il sostegno è messo a disposizione delle imprese se risulta necessario per il mantenimento delle attività, se non è disponibile nessun’altra soluzione adeguata e se è nell'interesse comune intervenire;

  • il sostegno si limita all'importo necessario per garantire la sostenibilità dei beneficiari e non va al di là del ripristino della struttura patrimoniale precedente la pandemia da coronavirus;

  • il regime prevede una remunerazione adeguata per lo Stato;

  • le condizioni che governano le misure incentivano i beneficiari e/o i loro proprietari a rimborsare il sostegno quanto prima possibile (sono previsti tra l'altro aumenti progressivi della remunerazione, il divieto di distribuzione di dividendi e l'introduzione di un massimale di remunerazione dei dirigenti e di un divieto di versamenti di bonus agli stessi);

  • sono in atto misure di salvaguardia per garantire che i beneficiari non beneficino indebitamente degli aiuti di Stato alla ricapitalizzazione a scapito della concorrenza leale nei mercati interni, ad esempio, il divieto di acquisizioni, per evitare espansioni commerciali aggressive;

  • gli aiuti a favore di un'impresa superiori alla soglia di 250 milioni di euro devono essere notificati separatamente e valutati individualmente.

 

Per quanto riguarda gli aiuti sotto forma di strumenti di debito subordinato:

  • non supereranno i limiti relativi al fatturato e alle spese salariali dei beneficiari previsti dal quadro temporaneo e possono essere concessi soltanto entro la fine del 2020.

Margrethe Vestager ha spiegato che il nuovo regime, non solo farà sì che le aziende italiane riescano a consolidare la base di capitale, ma anche a semplificare l’accesso ai finanziamenti, in particolare quelli per la ripresa. “Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per trovare soluzioni praticabili in grado di mitigare l'impatto economico della pandemia di coronavirus nel rispetto delle norme dell’Ue”, ha aggiunto la Vice-presidente responsabile per le politiche di Concorrenza dell’Unione.

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