Vertice Ue, Day 3: bilancio e Recovery Fund. Le ultime da Bruxelles

Freno d’emergenza, diritto di veto, dumping fiscale, cresce pressione su Frugali. Michel cerca punto d'atterraggio sui capitoli aperti. Le cifre aggiornate.

19 luglio 2020 17:14
Vertice Ue, Day 3: bilancio e Recovery Fund. Le ultime da Bruxelles

In ritardo rispetto alla tabella di marcia prevista per mezzogiorno, riprenderà solo dalle 17h30 la sessione plenaria della terza giornata di negoziati a Bruxelles, dove Capi di Stato e di Governo si sono riuniti per il Consiglio europeo straordinario, chiamato a decidere sul piano di ripresa, in primis sull’entità del Recovery Fund e del Bilancio pluriennale (QFP).

 

Mentre scatta il conto alla rovescia, questa mattina un primo colpo lo batte l’Ungheria di Viktor Orban. È il Primo Ministro del Governo di Budapest, infatti, a mirare dritto al bersaglio, dichiarando che se oggi il summit naufragasse, sarà per colpa di Mark Rutte. I riflettori restano cosi puntati sulla partita decisiva Olanda-Italia sul mix tra sovvenzioni e prestiti di NextGenerationEU.

 

Proprio per portare un po’ di ossigeno a un’atmosfera sempre più tesa - che stava facendo arenare i negoziati - e accelerare la risoluzione verso un break even point, Michel ha interrotto la sessione dopo cena con il “freno di super emergenza”, estendendo i colloqui al Day 3.

Riusciranno i 'magnifici sette' a produrre buoni esiti dopo il lungo braccio di ferro (su volume aiuti e governance) tra il fronte del Sud e gli ultimi ‘bastioni’ dei Paesi rigoristi del Nord? Ci sarà la svolta auspicata anche tra Est e Ovest (sullo Stato di diritto) dopo oltre 60 ore di incontri?

 

I leader non riescono a trovare la quadra su quattro questioni ‘aperte’ che oggi monopolizzeranno le nuove consultazioni e le trattative tra ‘frugali’ e ‘cicale’, cosi metaforicamente definiti dagli ambienti della press internazionale, che associa ai primi anche il concetto di ‘prestiti camuffati’.

 

Ecco in 4 punti il menu del giorno, una maratona negoziale, anticipata questa mattina da una colazione tra Michel, Von der Leyen, Merkel e Macron nel rooftop dell’Europa building.

 

1. Equilibrio tra sovvenzioni e prestiti

Ieri sera, Charles Michel ha proposto una soluzione di compromesso, in cui il proposto fondo di recupero da 750 miliardi di euro consisterebbe in 450 miliardi di euro in sovvenzioni e 300 miliardi di euro in prestiti. Ma i Paesi frugali continuano a spingere per un livello inferiore di sovvenzioni per ridurle a 375 miliardi di euro, scontrandosi con la resistenza del Sud, guidata da Italia e Spagna.

 

2. Governance del fondo di recupero

i Paesi Bassi hanno vogliono il veto sull'erogazione dei fondi di recupero. Michel ieri ha suggerito un nuovo approccio che crea quello che ha definito un “freno di super emergenza”, per prendere e dare tempo ai Paesi che ancora non chiudono su una posizione unanime.

 

3. Stato di diritto

Ungheria e Polonia stanno respingendo una proposta per collegare i finanziamenti dell’Ue ad alcuni criteri dello Stato di diritto. E ancora, lo scontento dell’Olanda che guarda all’ultima proposta di Michel come a una sorta di ‘annacquamento’ del disegno iniziale della Commissione europea.

 

4. Dimensione del pacchetto complessivo

C’è divisione sulla dimensione del pacchetto combinato di budget e recupero. All’inizio di questo mese, Michel ha proposto un pacchetto di 1.820 miliardi di euro.

Oggi proseguiremo perché dobbiamo fare di tutto per chiudere (…)”, ha affermato Conte riguardo alle divergenze in sospeso e all’azione di accerchiamento della difesa olandese.

A esercitare pressione sulla posizione di Rutte oggi sarà lo stesso Michel che dovrà anche affrontare l’ostinazione del Premier olandese a voler mantenere il diritto di veto sugli aiuto e sull’uso dei fondi in bilancio. È buon motivo di un testa-a-testa tra Italia e Olanda la questione del dumping fiscale del Governo dell’Aja, come anche di altri Paesi frugali, come causa di squilibrio dei bilanci nazionali. La risposta di Rutte è altrettanto forte nel segnalare ai Paesi ‘meno resilienti’ di procedere con le riforme, soprattutto quelle del regime pensionistico e del mercato del lavoro (forse, alludendo al ‘quota 100’).

 

Possibili scenari sui ‘nodi’ in sospeso

A fronte di un taglio dei 500 miliardi proposti con garanzia, i nordici potrebbero cedere sull’accordo che attribuisce alla Commissione la gestione degli aiuti. Questa mossa aggira il veto e neutralizzerebbe il peso dei Governi dei 27. Scenario respinto dall’Italia, dato che implicherebbe forti ingerenze di Bruxelles sulle politiche del Paese.

Il Piano, rivisto da Michel, apparentemente non è ancora abbastanza per i frugali. Considerando anche che, stando a fonti diplomatiche, Macron avrebbe fatto il possibile, in queste ore, per mettere fuori discussione l’ipotesi di abbattere l’entità delle sovvenzioni spingendole sotto i 400 miliardi di euro. Sebastian Kurz, Cancelliere austriaco, twitta da Bruxelles - in tedesco – auspicando a soluzioni di “solidarietà”, ma - di fatto – il suo messaggio parla aicontribuenti austriaci” per rassicurarli sul suo netto ‘no’ alla condivisione del debito nel lungo periodo. Sempre per Kurz, “C'è stato movimento nella giusta direzione, ma c'è ancora molta strada da fare (…)”, come si legge in un tweet della notte scorsa.

 

L'Unione europea deve trovare un accordo per il rilancio delle economie in recessione per evitare tracolli delle 27 economie e rischi irreversibili, da settembre, per il futuro della moneta unica. Attendiamo gli aggiornamenti delle prossime ore per capire come si uscirà dallo stallo. 

 

Quali altri sforzi sta facendo Michel per giungere a esiti concludenti? Il delicato equilibrio tra ‘dare e avere’

Si sa che in un gioco di squadra come quello dell’Unione, tutto può funzionare se si applica la magica formula del DARE/AVERE. Per ridurre l’importo del finanziamento della sovvenzione, il leader belga ha proposto riduzioni a diversi programmi di Bilancio dal progetto originale.

 

Si tratta di un taglio a Horizon2020 per 2 miliardi di euro, per 2,7 miliardi di euro al programma sanitario e 5 miliardi al finanziamento dello sviluppo rurale. E ancora, si eliminerebbero 26 miliardi di euro previsti per sostenere la solvibilità delle aziende.

 

Ha anche addolcito la pillola per i frugali, aprendo possibilità a aumenti degli sconti a compensazione dei contributi complessivi dei Paesi che pagano di più nel Bilancio comune. In cifre: +50 milioni di euro di sconto all’Austria; +25 milioni di sconti per Danimarca e Svezia.

 

La partita, infine, si giocherà anche sui volumi delle entrate doganali dell’Ue che resteranno nelle casse dei Governi, passando dal 15% al 20%.  Una sorta di piccolo-grande goal per Rutte, dato che i porti olandesi, storicamente fiorenti, hanno in mano una parte consistente del traffico europeo.

 

Per maggiori approfondimenti leggi il nostro speciale con tutti i dettagli e le cifre del PIANO RECOVERY Ue su cui Charles Michel sta cercando un punto d’atterraggio.

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