Vertice Ue sul Recovery fund. Day 1: i retroscena da Bruxelles

Resistere ai Frugali per siglare un compromesso su pacchetto anti-crisi. Consiglio del 17-18 luglio: ecco cifre e condizionalità offerte in questo Speciale.

17 luglio 2020 17:35
Vertice Ue sul Recovery fund. Day 1: i retroscena da Bruxelles

È giunta la resa dei conti. Al via il rush finale per un piano di ripresa dell’economia europea post-covid19 che mobiliterebbe 750 miliardi di euro per NextGenerationEU e 1.074 miliardi per il Bilancio pluriennale (QFP).

 

Dopo il lungo lockdown, Il Consiglio europeo ha riaperto le porte ai Capi di Stato e di Governo dell’Ue, giunti oggi a Bruxelles per il Vertice delle 10h00, in cui si cerca l’accordo sul ‘pacchetto rilancio’. Le cifre diffuse da Bruegl, l’International Monetary Fund (IMF) e la Banca Mondiale sull’entità della risposta mondiale alla crisi sanitaria mostrano che, con un totale complessivo di 2.364 miliardi (pari al 17% del PIL), la Ue si colloca in testa, seguita da Stati Uniti (15,9% del PIL ovvero 3.061 miliardi di dollari) e Cina (4,2% del PIL ovvero 4.200 miliardi di yuan).

 

Attesissimo il doorstep, trasmesso via video, quello del Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Un ingresso atipico, infatti, in mancanza del consueto schieramento di riflettori, giornalisti e operatori della stampa oltre il red carpet. In presenza di cameraman e fotografi, la prima dichiarazione del Day 1 - “Non è un summit importante solo in termini di denaro” – ha esordito Michel – “ma soprattutto per il progetto che rappresenta”. Come aveva enfatizzato nella lettera di convocazione indirizzata alle capitali - “Un’intesa è fondamentale, ora è arrivato il momento”.

 

La corrispondente di The Italian Times riporta che ieri sera, nel cuore del quartiere istituzionale, sirene e convogli di auto-blu hanno rianimato le strade di Bruxelles, preannunciando l’appuntamento clou della stagione covid19. Nella sala dell’Europa building, oggi, immagini di un cordiale saluto ‘gomito-a-gomito’. Ma i più maliziosi potrebbero pensare a una ‘sgomitata’, quella che, più diplomaticamente parlando, è una maratona negoziale in cui si cercano sinergie.

 

Alla tavola rotonda, guidata dalla Cancelliera tedesca Merkel, l’Unione oggi chiede ai Paesi Frugali – ancorati a condizionalità e istanze che non conciliano le esigenze dei Paesi del Sud d’Europa – lungimiranza e apertura. In termini di probabilità, la strada sembra quindi in salita. Per il Primo Ministro olandese Mark Rutte, infatti, la possibilità di chiudere con un’intesa definitiva “entro domenica” è “poco meno del 50%”, come ha messo subito in chiaro questa mattina di fronte alle telecamere, irremovibile sull’intenzione di continuare a ‘barattare’ riforme con aiuti e fondi. Il quadro è complesso, se consideriamo le singole richieste di tutti i 27.

 

Nella breve call del 10 luglio ad Angela Merkel, il Premier ceco aveva chiesto di spingere affinché il compromesso fosse ‘condiviso’ sul “criterio di disoccupazione negli ultimi 5 anni”, uno degli elementi previsti dall’Esecutivo Ue per la distribuzione dei fondi a sostegno del reddito. “Non va bene per noi”, twittava Andrej Bebis, che oggi punta a massimizzare il contributo Ue per sostenere investimenti e mercato del lavoro, difendendo appieno la posizione del Governo di Praga

 

Ecco una sintesi di The Italian Times per Twitter sul Recovery package.

 

Cosa si sta discutendo – Speciale Summit Ue 17 luglio

I leader sono chiamati a decidere sul prossimo Bilancio (QFP) e sul maxi-fondo anti-crisi (Next Generation EU) da 750 miliardi di euro. Il pacchetto proposto dalla Commissione Von der Leyen lo scorso 27 maggio, è in fase di valutazione dal 19 giugno. A distanza di un mese, vedremo quale sarà la decisione finale (se ci sarà) e se una serie di incontri bilaterali, dibattiti e scambi delle ultime settimane produrranno i risultati sperati.

 

Mentre a Roma le forze politiche continuano il muro-contro-muro sull’utilizzo del MES (Fondo Salva-Stati), il Premier Giuseppe Conte, al suo arrivo, ha dichiarato di essere consapevole delle divergenze di “interessi dell’Unione”, chiamata a superare un “momento di verità e ambizione”, a detta di Emmanuel Macron, fiducioso sulla continuità di supporto e impegno da parte della Merkel e di Michel.

 

Ad aprire la sessione è stato David Sassoli, Presidente dell’Europarlamento. “Il pacchetto di misure annunciato dalla Commissione (…) ha proposto, per la prima volta, di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro sui mercati finanziari nel quadro di un nuovo strumento di ripresa” – ha detto Sassoli e ha spiegato che – “Il Parlamento sostiene questa impostazione, il suo importo e la ripartizione indicata tra sovvenzioni e prestiti”. L’Eurocamera pone l’urgenza su un’entrata in vigore entro il 2023. “Riteniamo che sia giunto il momento di eliminare tutti gli sconti nella contribuzione degli Stati membri, che sono iniqui e difficili da giustificare” – ha continuato il Presidente. Sul meccanismo di governance, ha specificato come questo debba fissare in modo adeguato il principio del controllo democratico sull’allocazione delle risorse e l’approvazione dei piani nazionali di ripresa. “Dobbiamo dirci le cose con chiarezza”, ha detto in merito al QFP – “Il Parlamento è deluso dalla proposta di QFP presentata a questo tavolo. (…) Non è possibile agire senza garanzie di finanziamento costanti e a lungo termine”.

 

Tappe e dettagli della proposta oggetto del Summit

Il 10 luglio, Charles Michel ha presentato la sua proposta relativa al QFP e al pacchetto per la ripresa, che richiede “(…) convergenza, resilienza e trasformazione. Concretamente, questo significa riparare ai danni causati dal covid-19, riformando le nostre economie (…)”, individuando 6 elementi costitutivi di un possibile accordo:

 

QFP

1.074 miliardi di euro (stando alla proposta di febbraio, frutto di due anni di discussioni tra gli Stati membri).

 

Correzioni (i cosiddetti rebates)

Mantenere le correzioni forfettarie per Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svezia.

 

Next Generation EU

Alla Commissione sarebbe conferito il potere di contrarre prestiti fino a 750 miliardi di EUR in virtù di una decisione sulle risorse proprie. Tali fondi potrebbero essere utilizzati per prestiti back-to-back e per spese convogliate attraverso i programmi del QFP.

 

Prestiti e sovvenzioni

Michel ha proposto di preservare l’equilibrio tra prestiti, garanzie e sovvenzioni al fine di evitare oneri eccessivi per gli Stati membri con elevati livelli di debito. Clausola fondamentale per evitare un aumento della frammentazione e delle disparità.

 

Ripartizione dello strumento per la ripresa e la resilienza

La proposta garantisce che i fondi siano destinati ai Paesi e ai settori più colpiti dalla crisi: il 70% dello strumento per la ripresa e la resilienza verrebbe impegnato nel 2021 e nel 2022, secondo i criteri di ripartizione della Commissione.

 

Il 30% verrebbe impegnato nel 2023, tenendo conto del calo del PIL nel 2020 e nel 2021. La dotazione totale dovrebbe essere erogata entro il 2026.

 

Governance e condizionalità

Sulla base della proposta, gli Stati membri prepareranno piani nazionali per la ripresa e la resilienza per il periodo 2021-2023 in linea con il Semestre europeo, e in particolare, con le Raccomandazioni specifiche per Paese. I piani saranno riesaminati nel 2022. La valutazione sarà approvata dal Consiglio con votazione a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.

 

Inoltre, il 30% dei finanziamenti sarà destinato a progetti legati al clima. Le spese a titolo del QFP e di NextGenerationEU saranno in linea con l’obiettivo dell’Ue di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, come pure con gli obiettivi di Horizon2030 e quanto stabilito dall’Accordo di Parigi.

La terza condizionalità proposta dal Presidente è legata allo Stato di diritto e ai valori europei.

 

Rimborsi e risorse proprie

I rimborsi inizierebbero nel 2026, aumentando da ora la pressione per l’introduzione di nuove risorse proprie. A partire dal 2021, sarebbe introdotta una nuova risorsa legata all’uso dei rifiuti di plastica. Nella prima metà del 2021, la Commissione presenterebbe una proposta relativa a una misura di adeguamento del carbonio e, entro la fine del 2021, verrebbe introdotto un prelievo sul digitale. L’Esecutivo Ue andrebbe quindi avanti con una proposta (rivista) sul sistema di scambio di quote di emissione (l’Emissions Trading Scheme, ETS). Procederebbe poi con le azioni di implementazione sul progetto di meccanismo delle transazioni finanziarie.

 

Per quanto riguarda il capitolo Brexit, infine, Michel prevede la riserva di adeguamento all’uscita del Regno Unito dall’Unione per un importo pari a 5 miliardi di euro. Mossa per contrastare le impatti e conseguenze nelle economie e settori maggiormente colpiti.

 

Infine, l’auspicio di Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia, invita via Twitter a partecipare a questo grande confronto – il cui risultato è per niente scontato - con coraggio, impegno e unità... “e un po’ di fortuna, ricordando che oggi è venerdi #17”.

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