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Governo allo sbaraglio

Governo affronta Covid senza armatura ma con bonus bici e lockdown

L'Italia affronta nuovamente il nemico a mani nude, nonostante il governo abbia avuto tutto il tempo necessario per prepararsi ad una seconda ondata Covid

4 novembre 2020 08:52
Governo affronta Covid senza armatura ma con bonus bici e lockdown

Italiani in coda virtuale per il bonus bici e monopattini elettrici mentre l’Italia va dritta verso un nuovo lockdown che potrebbe pregiudicare la ripresa economica iniziata nel 3° trimestre.

 

In tutti questi mesi in cui il Covid ha stravolto le nostre vite, il governo a suon di bonus è riuscito a tenere a bada gli animi agitati dei cittadini colpiti dalla crisi economica, nella speranza che la situazione critica fosse ormai alle spalle.

 

Il peggio però sembra non essere mai morto, con la seconda ondata di contagi che rischia di essere più preoccupante della prima. Questa volta non c’è alibi che tenga, l’esecutivo non può affatto giustificarsi dichiarando di essere stato preso alla sprovvista. Ci sono stati lunghi mesi in cui si poteva fare qualcosa e in cui poco, davvero poco, è stato fatto.

 

Bonus bici e monopattini al via, insieme ad un nuovo lockdown

Il tanto atteso click day per il bonus mobilità è arrivato, con le solite problematiche di connessione al sito del Ministero dell’Ambiente e con solo pochi fortunati che riusciranno ad accedere al bonus bici e monopattini elettrici.

Lo stanziamento previsto con il decreto Rilancio è di 210 miliardi di euro, ma l’esecutivo assicura che ci saranno nuovi fondi in Legge di Bilancio e che saranno accontentati tutti gli italiani.

 

Una nuova promessa che dovrà essere in qualche modo mantenuta per non agitare gli animi già tesi di milioni di italiani alle prese con problemi ben più importanti del bonus bici. Il premier Conte, infatti, sta per annunciare un nuovo lockdown, che non sarà nazionale come quello della primavera scorsa, ma che comunque imporrà importanti limitazioni alla circolazione e all’attività delle aziende.

 

Le imprese hanno ormai l’acqua alla gola e con questo secondo lockdown, seppur, soft, rischiano di annegare. I ristori annunciati come la panacea di tutti i mali, con molta probabilità serviranno a poco, o meglio serviranno solo a prolungare l’agonia.

 

Cosa accadrà poi con la fine della cassa integrazione Covid e del blocco dei licenziamenti prorogati entrambe al 31 marzo 2021? Si continuano a rimandare i problemi, ma prima o poi i nodi verranno al pettine, anche perché le misure a sostegno delle imprese e del lavoro non potranno durare in eterno. Dopo un autunno rosso ci attende una primavera di fuoco.

 

Il governo continua ad improvvisare

Con i bonus ed i ristori il governo sta cercando di tenere a bada gli italiani, in un periodo in cui la tensione sociale potrebbe degenerare e portare non solo a disordini sociali ma ad una vera e propria rivoluzione.

Nei giorni scorsi abbiamo già assistito ai primi scontri in piazza, alla delusione e disperazione di migliaia di imprenditori e soggetti colpiti dalle nuove restrizioni per frenare la seconda ondata di contagi.

 

La rabbia divampa e non saranno certo i ristori a gettare acqua sul fuoco, considerato che i contributi a fondo perduto non riusciranno a ricostruire il tessuto economico italiano dilaniato dalla pandemia.

 

Forse, ma dico forse, il problema è stato sottovalutato dai nostri amministratori. Un esempio emblematico arriva proprio dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che si è trovato costretto a posticipare l’uscita del proprio libro sul Covid, quello intitolato “Perché guariremo”. Con questa opera Speranza intendeva festeggiare la fine della pandemia, dipingendo un’Italia che è riuscita a piegare il nemico nonostante fosse disarmata di fronte al Coronavirus, proprio come lo è ora: costretta ad affrontare ancora una volta il Covid a mani nude, nonostante abbia avuto tutto il tempo necessario per costruirsi elmo, armatura, scudo e spada.

 

Si è pensato a festeggiare la fine della Coronavirus con i vari bonus, mentre sono stati tralasciati i bisogni primari del Paese nel caso di una recrudescenza della pandemia, dall’assunzione di medici ed infermieri, alla creazione di strutture sanitarie per affrontare nuove emergenze.

 

Per non parlare poi della scuola, con la didattica a distanza che tornerà a farla da padrone ma senza che le famiglie italiane siano dotate dei mezzi necessari per sostenerla, dalla connessione ai pc e tablet.

 

A proposito di bonus, un bonus internet, pc e tablet, è stato varato ma sarà disponibile solo a partire dal 9 novembre prossimo e solo per le famiglie con reddito Isee sotto i 20.000 euro. Per tutti gli altri, si vedrà, con calma in seguito, magari ad anno scolastico terminato, magari con la fine della seconda ondata di contagi, magari proprio quando non ci sarà più traccia di Coronavirus sulla Terra, speriamo presto, speriamo il prima possibile.

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