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Parlamento quasi chiuso, ma deputati e senatori si tengono la diaria

E' il gettone che viene erogato per la presenza in aula o in commissione. Con il virus può esserci solo un sesto dei parlamentari, eppure lo prendono tutti

6 aprile 2020 18:09
Parlamento quasi chiuso, ma deputati e senatori si tengono la diaria

Corsivo

The Italian Times vuole stare sul classico: quando il giornalismo era una delle poche professioni, con medici e avvocati, cosiddette “liberali” vi erano alcuni format (si direbbe oggi) codificati, di cui con il boom del digitale si sono perse le tracce, visto che anche la carta stampata, chissà perchè, non lo usa più come una volta. Eccovi quindi Il Corsivo, breve testo che usa appunto i caratteri in corsivo perchè vuole segnalare qualcosa che, nel bene e nel male, merita con tempestività e stringatezza di essere portata a conoscenza dei lettori. Il nostro corsivo ha la sigla di chi lo scrive.

 

Incredibile, ma vero. Deputati e senatori continuano ad incassare la diaria anche se il Parlamento è chiuso da qualche mese, e quando è aperto i presenti per ovvi motivi di distanziamento anti Covid-19 sono un sesto del totale. Come è noto, la diaria è una sorta di gettone di presenza di circa 300 euro al giorno e viene applicato al contrario: si presume che tu sia presente, se non lo sei al riscontro successivo che si fa attraverso la partecipazione alle votazioni la diaria ti viene detratta. Per la verità, di sospendere la diaria (solo questa voce dello stipendio, si badi bene) se n’è parlato nella riunione degli uffici di presidenza di Camera e Senato, ma la freddezza di Elisabetta Casellati e la titubanza di Fico (entrambi timorosi di alienarsi simpatie utili in futuro) hanno impedito di devolvere la diaria alla Protezione civile, alla Sanità o più semplicemente di risparmiarla sul budget parlamentare.

 

Ora, noi non siamo per il taglio dei parlamentari perchè riteniamo che il territorio debba essere rappresentato e perchè debba conservarsi l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato, abbiamo già denunciato che Camera e Senato da qualche decennio si limitano soltanto ad approvare i decreti del governo e a recepire le direttive europee, ritagliandosi soltanto qualche mancia elettorale laddove possono ma senza riuscire a determinare alcun indirizzo o, peggio ancora, contrasto rispetto alle decisioni del governo, peraltro imposte a colpi di fiducia. Passi pure per i vitalizi, che sono alla fine fine diritti acquisiti e infatti sono stati accantonati i fondi nel caso probabile che i ricorrenti abbiano ragione, ma la diaria mentre proprio non ci sono, quella è troppo. A meno che non venga considerata come i 100 euro in più sulla busta paga di chi deve lavorare anche ai tempi della peste 4.0. (Ade)

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