Appalti pubblici, Anac: ‘no’ a modello Genova. Conte: “ha funzionato”

A Montecitorio la presentazione della relazione annuale 2019 dell’Autorità anticorruzione. Merloni: “Causa Covid calo del valore degli appalti per 18,6 mld”

2 luglio 2020 19:40
Appalti pubblici, Anac: ‘no’ a modello Genova. Conte: “ha funzionato”

Nei giorni in cui si discute sul decreto semplificazioni e sull’opportunità di sburocratizzare il Paese anche con appalti più ‘veloci’, l’Anac lancia il suo monito all’utilizzo dei super-commissari e del ‘modello Genova’, quello del ponte Morandi per intenderci. Dalla Camera dei deputati, dove questa mattina ha presentato la relazione annuale dell’Autorità anticorruzione che presiede dallo scorso ottobre, Francesco Merloni stigmatizza come “rischiose” le due ipotesi. "Ben vengano tutte le semplificazioni per aiutare amministrazioni e imprese, ma non è togliendo le regole che il sistema funziona meglio. Al contrario, le deroghe indiscriminate creano confusione, i responsabili unici di procedimento e le imprese non hanno punti di riferimento e si rischia di favorire la corruzione e la paralisi amministrativa", dice lapidario.  

 

Ma se il ricorso a commissari con poteri speciali - così come è stato il sindaco Marco Bucci nel capoluogo ligure - e al modello per la ricostruzione in tempi record del viadotto di Polcevera, non trova il favore dell’Autority che dal 2014 svolge anche compiti di vigilanza in materia di contratti pubblici, dello stesso avviso non è il premier. Che invece punta molto sul ‘modello Genova’ per sbloccare opere medie e grandi, soprattutto quelle strategiche per far ripartire il Paese. "Non ho seguito la relazione dell'Anac”, dichiara, “ma dico che il modello Genova ha funzionato. Adesso stiamo rafforzando i controlli, preventivi e repressivi” e fa riferimento agli appalti ancora fermi che vanno sbloccati.

 

L’Anac in merito ha fornito il quadro attuale seguito all’emergenza sanitaria. Causa Covid  “22 mila procedure di gara, per 23 miliardi, non sono ancora perfezionate”. Inoltre, nei primi quattro mesi dell’anno si registra “un calo del 33% del valore degli appalti con il Nord che ha perso circa il 50% rispetto all'anno scorso segnando meno 14 miliardi di euro”. Sul dato della flessione nazionale, pari a 18,6 mld, il Nord pesa per l'80%.

 

Ma a preoccupare sono soprattutto i fenomeni corruttivi. Denuncia Merloni: “è in aumento il trend di quelli delle mafie. Le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane". E sorprende il valore della tangente “di frequente molto basso e che assume sempre di più forme diverse dalla classica dazione di denaro, come l'assunzione di amici e parenti. Desta particolare allarme il fatto che la funzione pubblica sia venduta per molto poco, 2.000 o 3.000 euro, a volte anche per soli 50 o 100 euro". 

 

“La corruzione è una piaga” per il nostro Paese, commenta il presidente della Camera Roberto Fico. “Che ne nima alla radice lo sviluppo, l'occupazione, l'equità, la giustizia e la coesione sociale, la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e la credibilità internazionale”. Mentre il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede evidenzia l’importanza dell’“interlocuzione con l’Anac per tutti i ministeri, soprattutto per quello della Giustizia”. “Questa interlocuzione”, dice, “la teniamo costante e serrata. Da quando ho giurato da ministro ho considerato la lotta alla corruzione come priorità, non solo per la giustizia ma per la democrazia di questo Paese e continueremo su questa strada". 

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