Il nuovo sindaco

Asse Pd-M5S alle comunali del 2021: a Roma lo scoglio è Virginia Raggi

L’ingresso di Zinga nell’esecutivo aprirebbe anche il fronte delle regionali nel Lazio. Possibile un accordo con i 5S, ma solo escludendo l’attuale sindaca

23 settembre 2020 12:40
Asse Pd-M5S alle comunali del 2021: a Roma lo scoglio è Virginia Raggi

Con l’asse del Governo che si è spostato a sinistra, l’ala governista dei Cinquestelle guarda al Pd ed entrambi guardano al prossimo bivio elettorale: le comunali del 2021. Quando la capitale e città come Napoli, Torino e Milano andranno al voto per eleggere i nuovi sindaci. Ma nello scacchiere delle candidature per i primi cittadini è Roma il banco di prova del nuovo patto dem-M5S. Perché nella capitale d’Italia la partita per il Campidoglio si intreccia con gli equilibri della squadra di Governo. E perché a Roma lo scoglio più grande sulla via della ritrovata pax si chiama Virginia Raggi.  

 

Zingaretti al Governo

Pazienza e lavoro certosino per non dividere la maggioranza giallorossa hanno contraddistinto la fase pre-elettorale e pre-referendum di Nicola Zingaretti.  Accusato dai suoi di eccessiva ‘condiscendenza’ verso i grillini il segretario ha atteso il responso delle urne. Che gli ha dato ragione. E nel giro di poche ore, diventato ormai l’alleato più forte, ha presentato il conto ai pentastellati dettando l’agenda alla squadra di Governo. Senza spingere l’acceleratore sull’unica mossa che più ci si sarebbe aspettati: il suo ingresso nell’Esecutivo. Ma rumors e alcune fonti giornalistiche danno il segretario impegnato in un match ancora più sottile.

 

Se Zingaretti diventasse ministro dell’Interno, con funzioni persino di vice premier, come caldeggiato da Renzi, dovrebbe lasciare la presidenza della Regione Lazio. Aprendo a Roma un nuovo fronte elettorale insieme alle comunali del 2021. In tal caso, la famigerata ‘pax zingarettiana’ che regna alla Pisana - i Cinquestelle di Roberta Lombardi tutto sommato non sono mai entrati in rotta di collisione con il Presidente - potrebbe risultare particolarmente utile. Un terreno già collaudato per scegliere insieme il candidato governatore del Lazio e anche il sindaco della capitale. A una sola condizione: che si escluda la nella sfida per il Campidoglio Virginia Raggi, invisa ai romani e la cui sconfitta è certa. Il problema, però, è che i grillini l’hanno già ricandidata. 

 

Di Maio più di prima guarda al Pd

Quanto il voto delle regionali abbia cambiato i rapporti di forza nella coalizione di Governo è assodato. Altrettanto si può dire per le motivazioni che hanno spinto Luigi Maio subito dopo il voto a prendere posizione: “Serve un nuovo schema di gioco. Per il 2021 dobbiamo mettere insieme le forze della coalizione di Governo”.  Con un Movimento ben lontano dal record di consensi delle politiche del 2018, che da due anni fa i conti con un’emorragia di voti inarrestabile - ulteriore dimostrazione di una mancanza genetica di radicamento nei territori - l’unica salvezza è rafforzare l’asse con il Pd di Zingaretti. Ma Di Maio &C dovranno fare presto i conti con quei grillini che l’alleanza con i dem non l’hanno mai voluta. E che ora sono pronti a giocarsi la carta della disfatta elettorale. Sulle regionali 2020 Di Battista è stato lapidario: “la peggiore sconfitta del M5S”.  La ‘pasionaria’ Barbara Lezzi lo segue e parla di un vero e proprio “disastro”.

 

La scissione, dunque, sarebbe sempre più vicina. Con Dibba a capo di un ‘Movimento di lotta’ e Di Maio, con il beneplacito di Beppe Grillo e Roberto Fico, leader del ‘Movimento di governo”, incamminati su binari paralleli e destinati a non incontrarsi più. Ma il ministro degli Esteri sa che per correre nella capitale col Pd può solo considerare la ricandidatura dell’attuale sindaca un capitolo definitivamente chiuso. E lasciare che sia Zingaretti a scegliere la testa d’ariete con cui riportare – così vuole - il centrosinistra a Palazzo Senatorio. Perché adesso è il leader del Nazareno a condurre il gioco. E tra Governo, Regione Lazio e Campidoglio ha tutte le intenzioni di prendersi il tempo necessario per studiare le mosse giuste. Alla maniera sua: con calma, pazienza e lavoro certosino. 

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