Cos'è l'Autonomia differenziata, significato, testo riforma Regioni

«Cos’è l'autonomia differenziata Regioni significato, cosa prevede il testo della riforma autonomia regionale in base articolo 116 Costituzione e cosa cambia»

L'Autonomia regioni è uno dei punti nevralgici dell’accordo di Governo Lega-M5S ed è da sempre bandiera della Lega di Matteo Salvini e delle Regioni del nord in primis Lombardia e Veneto mentre è fortemente temuta dal Movimento 5 stelle e dalla sinistra in generale.

 

Ma come ammesso dal leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, "l'autonomia è nel contratto e si farà ma sarà un'autonomia per tutti gli italiani, equilibrata e giusta".

 

La partita quindi sembra essere ancora tutta da giocare e come ha ricordato anche il Presidente della Camera Fico, gli accordi sull’autonomia finora presi con le Regioni, possono comunque essere modificati dal Parlamento.

 

Ricordiamo che al momento la richiesta di maggiore autonomia è stata avanzata da diverse regioni come ad esempio la Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Campania, in due (Lombardia e Veneto si è svolto un referendum nel 2017 che ha confermato la volontà dei cittadini di ottenere una maggiore indipendenza dallo Stato e oltre a queste ultime anche con Emilia-Romagna e Piemonte si è giunti alla fase di intese tra regioni e governo.

 

Ma esattamente cosa prevede il testo della riforma Autonomie 2019 e cosa si intende quando si parla di autonomie differenziate, secondo quanto elaborato anche dagli uffici della Camera.

 

l tema del riconoscimento di forme e condizioni particolari di autonomia per le Regioni ordinarie, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si è imposto al centro del dibattito sul rapporto tra Stato e Regioni dopo l'esito non confermativo del referendum sulla riforma costituzionale, anche a seguito delle iniziative intraprese nel corso del 2017 dalle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

 

Cos'è l'autonomia differenziata?

Che cos’è l'autonomia differenziata per le regioni? L’autonomia differenziata per le regione, di cui si sente parlare molto spesso specie ultimamente, è uno dei temi su cui si è giocata la crisi di governo.

 

Cosa significa autonomia regionale: In pratica con la cd. Autonomia differenziata alcune regioni, in testa Lombardia e Veneto, chiedono il riconoscimento di una maggiore autonomia come previsto dall’aricolo 116 della Costituzione dopo la modifica avvenuta con la riforma costituzionale del Titolo V approvata nel 2001.

  • L'art. 116 della Costituzione, al terzo comma prevede infatti che le regioni che hanno i bilanci in ordine, possono chiedere di vedersi assegnate maggiori competenze rispetto a quelle previste solitamente alle regioni a statuto ordinario.

  • L'articolo 116 al comma 1 e 2 riconosce dunque le regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige) e al terzo comma, riconosce quindi la possibilità di attribuire forme e condizioni particolari di autonomia anche alle Regioni a statuto ordinario.

  • L'ambito delle materie nelle quali possono essere riconosciute tali forme ulteriori di autonomia sono ad esempio nei rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni, il commercio con l'estero, la tutela e sicurezza del lavoro, l'istruzione che però è già stata esclusa dalla riforma perché il M5S ha fatto muro su questa concessione, professioni, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all'innovazione, tutela della salute; alimentazione, coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

  • Esclusi dalla autonomia regioni, una serie di temi, come la tutela dell’ordine pubblico, che rimangono in ogni caso esclusiva competenza dello Stato.

  • In base a quanto previsto dalla riforma della Costituzione del 2001 e del famoso Titolo V, la concessione dell’autonomia può essere approvata solo dopo l'approvazione di una legge ad hoc che deve essere votata dalle Camere a maggioranza assoluta.

 

Autonomia differenziata sono 13 le regioni che la vogliono:

La possibilità di una maggiore autonomia delle Regioni è prevista dall'articolo 116 della Costituzione, che riconosce la possibilità alle regioni che hanno bilanci virtuosi di poter ottenere dallo Stato l’assegnazione di maggiori competenze rispetto a quelle normalmente attribuite come regioni a statuto ordinario.

 

Le prime regioni ad essersi appellate all'articolo 116 sono state la Lombardia oggi guidata da Attilio Fontana e dal Veneto di Luca Zaia, che con un referendum consultivo, hanno ricevuto l'ok da parte dei cittadini di contrattare una maggiore autonomia con lo Stato.

 

Successivamente è stata anche la regione Emilia-Romagna ad attivare le procedure senza però referendum ma con un voto in consiglio regionale.

 

Il 28 febbraio del 2017, sul finire della precedente legislatura, il governo di Paolo Gentiloni ha sottoscritto con Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia tre distinti accordi preliminari, che individuavano i principi generali, i metodi e un primo elenco delle materie oggetto dell’autonomia, in vista della definizione dell’intesa che sembrava dovesse arrivare in tempi piuttosto brevi.

 

Nel luglio dello scorso anno, il servizio studi del Senato ha pubblicato un dossier in cui si diceva che l'autonomia differenziata era stata richiesta già 13 regioni a statuto ordinario su 15, di cui:

  • 7 Regioni avevano formalmente conferimento al presidente di chiedere al governo l'avviamento della trattativa: Campania, Liguria, Lazio, Marche, Piemonte, Toscana e Umbria.

  • 3 Regioni invece non avevano ancora approvato formalmente il mandato, ma avevano assunto iniziative preliminari che in alcuni casi hanno portato all’approvazione di atti di indirizzo e si tratta di Basilicata, Calabria e Puglia.

Il vero nocciolo dell'autonomia differenziata come confermato dal governatore del Veneto Luca Zaia (Lega), è la questione soprattutto fiscale, l’obiettivo della maggiore autonomia è quello di lasciare in regione fino al 90% delle tasse pagate dai contribuenti veneti.

 

Autonomia differenziata regioni: cosa prevede il testo della riforma?

Autonomia differenziata regioni cosa prevede il testo della riforma: il testo della riforma autonomia regioni 2019 deve essere ancora approvato e per farlo servirà ancora molto tempo visto che in base all'articolo 116 della Costituzione, l'autonomia deve essere prevista da una legge rinforzata, ossia approvata con un insieme di procedure più complesse, e poi approvata all'unanimità dalle Camere.

 

Quello che finora è stato approvato, sono le 3 bozze di testo degli accordi di autonomia di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna inviate al ministero degli Affari Regionali.

 

Nei 3 distinti accordi, le Regioni, ha quindi quindi richiesto il riconoscimento di una maggiore autonomia ai sensi dell'articolo 116 della Costituzione, su diverse tematiche che vanno dalla questione delle risorse fiscali alla competenza in materia di istruzione, dalla tutela per l’ambiente alle infrastrutture stradali e ferroviarie, ecc.

 

In pratica l'ambito delle materie nelle quali può essere riconosciuta l'autonomia sono

 

A) Tutte le materie che l'art. 117, terzo comma, attribuisce alla competenza legislativa concorrente:

  • rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;

  • commercio con l'estero;

  • tutela e sicurezza del lavoro;

  • istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;

  • professioni;

  • ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi;

  • tutela della salute;

  • alimentazione;

  • ordinamento sportivo;

  • protezione civile;

  • governo del territorio;

  • porti e aeroporti civili;

  • grandi reti di trasporto e di navigazione;

  • ordinamento della comunicazione;

  • produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;

  • previdenza complementare e integrativa;

  • coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;

  • valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;

  • casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;

  • enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

 

B) Un ulteriore limitato numero di materie riservate dallo stesso art. 117 (secondo comma) alla competenza legislativa esclusiva dello Stato:

  • organizzazione della giustizia di pace;

  • norme generali sull'istruzione;

  • tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. 

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