Politica economica

Covid, Lagarde: “Nessun ritiro prematuro delle misure di sostegno”

La Bce assicura ancora iniezioni di liquidità. L’Italia intanto punta a crescita e riduzione del debito. Ma la Banca d’Italia avverte: “Quadro incerto”

8 ottobre 2020 08:56
Covid, Lagarde: “Nessun ritiro prematuro delle misure di sostegno”

Che la Banca Centrale Europea stia facendo uno sforzo straordinario per sostenere i Paesi Ue maggiormente in difficoltà è fuori di dubbio. E fuori di dubbio è anche che l’Italia sia tra i principali beneficiari di questo sforzo, visto che da febbraio a luglio l’istituto guidato da Christine Lagarde ha acquistato 95 miliardi di debito pubblico italiano. In un’intervista alla Harvard International Review la presidente francese della Bce ha ribadito quanto le misure adottate abbiano “contribuito a evitare una recessione ancor più profonda e un credit crunch che avrebbe lasciato cicatrici profonde e durature sull’economia europea”. E ha avvertito sul pericolo di un loro “ritiro prematuro”. Per questo l’Eurotower manterrà in piedi la sua “rete di sicurezza” almeno “fino a giugno 2021”.

 

In Italia stime ottimistiche. Via Nazionale frena

Quello offerto dalla Bce è un paracadute fondamentale per il Governo italiano, che si appresta a varare per il prossimo anno una manovra economica che ha l’ambizione di conciliare crescita e graduale riduzione del debito. Ma il direttore generale della Banca d’Italia, Daniele Franco, fa notare che a luglio via Nazionale ha previsto “un calo del Pil del 9,5% nel 2020 e un aumento del 4,8% l'anno prossimo”. “Queste previsioni”, dice, “ipotizzavano che la pandemia rimanesse sotto controllo”. Adesso il quadro è molto più incerto. “Il rischio è che una risalita dei contagi determini un'evoluzione dell'epidemia che possa pesare sulla fiducia di famiglie e imprese”. La Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza fa una previsione di “-9% e +5,1 nello scenario di base, costruito sull'ipotesi del virus ai livelli attuali e sulla disponibilità a metà 2021 dei vaccini”. Ma, ammonisce: “c’è anche uno scenario alternativo con un -10,5% nel 2020 e +1,8 nel 2021. Scenario molto, molto pesante”.

 

Il Governo aumenta il deficit

Dunque, le previsioni di crescita lasciano il tempo che trovano. Intanto il Governo ha deciso di aumentare il deficit. Sono 22 i miliardi di nuovo debito previsti dalla Nadef. L’Esecutivo per sbloccarli dovrà chiedere l’autorizzazione al Parlamento che potrà dare il via alla misura solo a maggioranza qualificata. Per il resto delle risorse programmate nella manovra per il 2021 il Governo conta, ovviamente, sul Recovery Fund.

 

L’Ecofin ‘migliora’ l’accordo di luglio

Da Bruxelles arrivano notizie positive. L’Ecofin che riunisce i ministri finanziari di tutti i Paesi membri ha raggiunto un accordo che “migliora ulteriormente” su due punti chiave il compromesso raggiunto a luglio sul Next Generation Eu. Parola del ministro Roberto Gualtieri. Innanzitutto perché il “il 10% di anticipo” dei fondi “non riguarda più il 70% delle risorse ma il 100%”, quindi sarà più alto. E in secondo luogo perché sulle procedure relative agli esborsi “non ci possono essere veti di nessuno”. Tradotto in termini pratici significa che il “freno d’emergenza” ha subito un certo ridimensionamento. Sui paletti ai Piani dei singoli Stati non è passato l’aggancio alle raccomandazioni della Commissione europea del 2019, più rigide delle attuali. Il compromesso raggiunto, che porta la firma della Germania e che ha corretto anche i termini per ultimare i progetti, fissandolo ad agosto 2026, deve passare però al vaglio del Parlamento europeo.??

 

L'Italia pronta a utilizzare tutte le risorse del Recovery Fund

La preoccupazione maggiore è quella di un possibile ritardo nell’erogazione dei fondi Ue per via di intoppi ai negoziati che dovrebbero portare alla conclusione di tutti i passaggi procedurali. Ma anche in questo caso il ministro italiano dell’Economia si mostra ottimista. "Ci vorrà un po' di tempo" per la piena ratifica del Next Generation Eu “ma non pensiamo che questo produrrà un ritardo tale da far venire meno la pianificazione del Recovery fund”. Nel 2021 Roma conta di accedere a una prima tranche da 21 miliardi del Fondo, 10 di sovvenzioni e 11 di prestiti. “Utilizzeremo tutte le risorse” messe a disposizione, assicura Gualtieri: 205,4 miliardi di euro da “distribuire nel modo più coerente per massimizzarne l'impatto sulla crescita e per renderle coerente con la nostra strategia di finanza pubblica”.

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