Audio Berlusconi, interviene anche il magistrato Claudio D’Isa

Intanto i legali del cavaliere, Ghedini e Coppi: “Dichiarazioni di Amedeo Franco rese note alla Corte europea per i diritti dell’uomo già nel 2016”

2 luglio 2020 19:33
Audio Berlusconi, interviene anche il magistrato Claudio D’Isa

Audio Berlusconi ultime notizie 2 luglio 2020:

 

Non si placano le polemiche sulle dichiarazioni del magistrato Amedeo Franco, relatore della sezione feriale della Corte di Cassazione che nel 2013 condannò definitivamente Silvio Berlusconi per frode fiscale. Che aveva parlato durante una conversazione con il leader di Forza Italia di sentenza “pilotata dall’alto”. E mentre gli avvocati del cavaliere, Niccolò Ghedini e Franco Coppi, chiariscono che le affermazioni del magistrato “furono rese note alla Corte Europea per i diritti dell’uomo già nel 2016”, è Claudio D’Isa, uno dei cinque magistrati che fecero parte di quella sezione, ad intervenire sull’argomento. “Si sentiva nell'aria una spasmodica attesa del verdetto. Ma non ci furono assolutamente pressioni esterne. I toni, anzi, erano sereni. In camera di consiglio esiste una dialettica, ognuno porta la sua tesi. Ma sottolineo anche io che la decisione fu unanime”, ha detto nel corso di un’intervista a il Fatto Quotidiano.

 

Berlusconi, audio Franco getta ombre su condanna processo Mediaset

*** Berlusconi ultime notizie 1 luglio: Forza Italia fa quadrato attorno a Silvio Berlusconi e con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta chiede una commissione parlamentare d’inchiesta “per fare chiarezza su quello che è successo nel 2013”. Il caso dell’audio del colloquio tra il cavaliere e il giudice Amedeo Franco, relatore della sezione della Suprema Corte che quell’anno condannò in via definitiva il leader azzurro per frode fiscale, riaccende il vecchio conflitto tra il cavaliere e la magistratura italiana. Dopo sette anni quel processo torna alla ribalta. La difesa ha deciso di rendere pubblica la registrazione con cui Franco, morto circa un anno fa, parlava di “plotone d’esecuzione” e di sentenza “manovrata dall’alto”. Parole che hanno alzato in questi giorni un polverone sul potere giudiziario già provato dalla vicenda Palamara.

 

E se il vicepresidente di Forza Italia Tajani porta il caso al Parlamento europeo e dinanzi alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, parlando di “democrazia distorta”, a rispondere per i giudici è l’allora presidente della sezione della Cassazione cui fui affidato il verdetto, Antonio Esposito. "Non ho mai, in alcun modo, subito pressioni né dall'alto né da qualsiasi altra direzione", ha affermato il magistrato. Che mette in evidenza come "la sentenza fu adottata all'unanimità: Il giudice Franco prese parte, unitamente agli altri componenti, alla stesura della motivazione, approvata in un'apposita camera di consiglio di cui venne redatto verbale sottoscritto da tutti i componenti che poi sottoscrissero la motivazione firmando ogni foglio della sentenza. E non risulta che Amedeo Franco abbia formalizzato alcuna nota di dissenso ai sensi dell’art. 16 della legge n. 117 del 1988”.


Ma i forzisti insistono: “a causa di quella sentenza Berlusconi, democraticamente eletto dagli italiani, fu costretto ad abbandonare il Senato e gli fu impedito di candidarsi per diversi anni. Vogliamo la verità". Difende il fondatore di Mediaset anche Claudio Martelli. L’ex delfino di Bettino Craxi parla di “magistrati animati da un interesse politico. Berlusconi doveva essere eliminato dalla scena e alla fine ci sono riusciti. Con processi-farsa, come oggi apprendiamo dalla viva voce degli artefici". L’ex ministro di Grazia e Giustizia poi torna sulla sua vicenda: "anche Craxi e io siamo stati messi nello stesso mirino, dovevano farci fuori dalla scena pubblica, e ci hanno dato la corsia preferenziale”.


Nessun commento invece da Pd e Cinquestelle. Ci pensa però il dissidente Alessandro Di Battista attraverso la sua pagina Facebook a dare voce alla vecchia anima del Movimento. “Berlusconi ha finanziato Cosa Nostra”, dice. “In un Paese normale basterebbe questo per mandare, definitivamente, in naftalina un ex-presidente del Consiglio”. E sull’audio: “Sappiamo che Amedeo Franco non solo non si oppose alla sentenza di condanna ma che nei mesi successivi partecipò alla scrittura delle 208 pagine di motivazione firmandole tutte quante. E sappiamo che Berlusconi venne condannato in primo grado, in appello e in Cassazione, in totale da 12 giudici diversi". Intanto gli azzurri lanciano la raccolta firme per la nomina di Silvio Berlusconi a senatore a vita.

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