L'informativa di Conte

Conte alla Camera: “Serve risposta coordinata dell’Unione Europea”

Sul fronte interno il premier mai stato così solo. Pd: “I ministri sono adeguati all’emergenza?” E Di Maio a Repubblica: “il Governo ascolti le piazze”

29 ottobre 2020 17:39
Conte alla Camera: “Serve risposta coordinata dell’Unione Europea”

Il premier Conte parla alla Camera dei Deputati per l’informativa sull’ultimo Dpcm del 24 ottobre. “Non abbiamo mai sottovalutato la pandemia” dice ai deputati. “I dati delle ultime settimane indicano una rapida crescita. Il numero dei nuovi positivi è preoccupante”. E ammette che il “tracciamento risulta complesso”. L’impennata dei contagi “sta determinando una pressione severa sul servizio sanitario”. Non nasconde che “regna ancora grande incertezza nella fase che stiamo attraversando”, ma assicura che “il Governo ce la metterà tutta per mettere in sicurezza il Paese”. Spiega che sin “dall’inizio della pandemia il suo impegno è anche in sede Ue. Senza una risposta coordinata dell'Europa e sul piano globale, nessuno Stato può superare la crisi sia sul piano sanitario che economico”.

 

Nel pomeriggio vertice Ue con Von der Layen

Il premier annuncia per questo pomeriggio un vertice in videoconferenza con gli altri capi di Stato e di Governo, durante il quale la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, farà “il punto sulla situazione sanitaria” e illustrerà un “pacchetto di risposte europee alla pandemia”. Con attenzione particolare “ai test e ai vaccini anti-Covid”. Con Conte anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. 

 

Conte in difesa

Durante il suo intervento il presidente del Consiglio sottolinea che non è solo l’Italia ad essere in difficoltà. I maggiori partners europei, Francia e Germania in testa, lo sono più di noi. Puntualizza questo aspetto, come già altre volte. Gioca in difesa: anche negli altri Paesi i governi sono in affanno. Nessuno ha in mano la ricetta per uscire dalla crisi. Ma oggi si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. Ricorda che quando “a ottobre si palesava una nuova recrudescenza" del virus la decisione di prorogare lo stato di emergenza “fu fortemente criticata da alcuni in questa stessa Aula”. Poi fa appello all’unità.  La “dialettica politica è legittima” ma confida che tutti “offrano un contributo costruttivo nell'interesse del Paese”. Cita e il capo dello Stato e suscita l’applauso dell’emiciclo: “La scorsa settimana il presidente Mattarella ci ha ricordato che tutte le articolazioni dell'ordinamento democratico sanno di dover operare sempre con spirito di unità e coesione”.

 

Il Pd chiede la verifica mentre il dialogo con l’opposizione non decolla

Conte non è mai stato così solo. Il dialogo a livello istituzionale non è mai partito. L’opposizione, ad eccezione di Silvio Berlusconi, peraltro poco seguito dai big di Forza Italia, attacca duramente Palazzo Chigi. Rimprovera da mesi di non essere coinvolta nelle decisioni in questo passaggio cruciale della vita del Paese. Le cose non vanno meglio nella maggioranza. C’è scontento, si accusa il premier di scarsa collegialità. Nel vertice di due sera fa lo scontro con Italia Viva non si è attenuato. La renzianissima Maria Elena Boschi avrebbe chiesto di anticipare la verifica di maggioranza, considerando troppo lungo il tempo di attesa per gli Stati generali dei Cinquestelle. Oggi Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato rincara la dose: “Il presidente Conte valuti se i singoli ministri sono adeguati all’emergenza, apra la verifica, abbiamo bisogno di una maggioranza coesa, ancora a lei l’onore di aprire all’opposizione. Trovi il luogo dove confrontarsi costantemente con il Parlamento. Il Parlamento rappresenta il Paese, il Parlamento va ascoltato”.

 

Intanto oggi il quotidiano La Repubblica pubblica una lettera aperta del ministro degli Esteri, Luigi di Maio. “Il Governo ascolti le piazze”, dice, “la politica divisa non deve dare le colpe ai cittadini”. Poi parla di “arco parlamentare frammentato” e di una “maggioranza che continua a pestarsi i piedi giorno dopo giorno”. L’ex leader pentastellato da più di una settimana sembra aver cambiato decisamente rotta. Tira in ballo il Governo per non pronunciare il nome di Conte. Cerca l’anima populista perduta da quando anche lui è uomo di Governo, e torna a farsi paladino delle piazze in protesta. Segno, anche questo, che qualcosa sta cambiando ai piani alti del potere esecutivo. C’è già chi parla di Governo di unità nazionale o di larghe intese. Ma è improbabile che al Quirinale simili opzioni vadano bene. Qualche cambiamento ci sarà ma Mattarella non vuole grandi sconvolgimenti in questa fase di emergenza. Il Pd incalza, vuole il rimpasto. E stavolta Conte se vuole rimanere dov’è qualche casella del suo Governo la dovrà cambiare. 

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