Recovery Fund, il premier Conte: “L’Italia all’altezza della sfida”

“Credibili se in grado di cogliere questa opportunità storica. Adesso Piano di ripresa lungimirante”. Ma Matteo Salvini attacca: “Prestito strano”

22 luglio 2020 15:49
Recovery Fund, il premier Conte: “L’Italia all’altezza della sfida”

“L’Italia è stata all’altezza della sfida”. Nel suo primo passaggio parlamentare post-vertice straordinario di Bruxelles Giuseppe Conte riferisce in merito all’ accordo sul Recovery Fund che assegna a Roma 209 miliardi. “L’intesa segna un passaggio fondamentale. C’è stato un mutamento di prospettiva”, dice il premier. “Le logiche di austerity sono oggi inadeguate. Quella che è emersa è un’Europa più inclusiva, coesa, più politica”.


Un Conte poco enfatico ma che mette bene in evidenza il risultato conseguito, e accolto al Senato dalla standing ovation dei gruppi di maggioranza, parla di decisioni di “portata storica” e di “risultato non scontato”. Ribadisce che “l’interlocuzione è stata serrata e complessa con una pluralità di posizioni e di interessi in campo. In alcuni momenti”, aggiunge, “la rigidità è sembrata insuperabile e ci sono stati tentativi di snaturare il senso comunitario del Next Generation Ue. Confermata anche la visione anacronistica di pochi Stati membri. Ma alla fine il risultato è stato l’unico possibile per preservare la stabilità dell’unione monetaria”.

 

Oltre che sui passaggi del negoziato e sulla “determinazione dell’Italia a proseguire a oltranza il confronto” il presidente del Consiglio si sofferma sui dettagli tecnici delle decisioni prese. A partire dalle partite contabili. Le prime sui cui i capi di Stato e di Governo e le rispettive delegazioni si sono misurati. L’esito è stato “che rimanesse integra la proposta della Commissione di 750 miliardi di dotazione”, anche se con una modifica della ripartizione tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti. Questi ultimi adesso ammontano complessivamente a 360 miliardi, a 390 i sussidi. Risorse che l’Ue potrà recuperare grazie all’emissione, per la prima volta dalla sua nascita, di eurobond. Per Conte “con i titoli di debito europei l’Ue è all’altezza del suo destino”. Nel corso del Consiglio europeo disco verde anche per il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, che abitualmente richiede diverse sessioni. “Il saldo italiano pur restando negativo migliora rispetto a quello attuale, passando da -0,24% a -0,17% del Pil".


Altrettanto dura la partita sui meccanismi decisionali del Recovery Fund. “Abbiamo evitato che fossero compromessi”, dice il premier. L’accordo registra che sarà la Commissione europea a esercitare l’azione di controllo sui Piani di investimento e di riforma dei singoli Paesi membri. Che a sua volta può chiedere conferma a un comitato che riunisce i ministri economici dei 27 e che, con 13 voti, se rappresentano il 35% della popolazione dell’Ue, può bloccare le risorse. Anche sul ‘freno di emergenza’, che consente a uno Stato ‘insoddisfatto’ del Piano di un altro di richiedere la sospensione dei versamenti per 3 mesi, decide in un’ultima istanza l’organismo con a capo Ursula Von Der Leyen. Un’altra vittoria: “i passaggi sull’unanimità avrebbero imprigionato il Piano di ripresa sulla base di veti incrociati.”


Il Fondo europeo rimarrà in vita fino al 2026 e dal 2027 inizierà il rimborso delle risorse. I 127 miliardi di prestiti che spettano all’Italia potranno essere impegnati fino al 31 dicembre 2023. I tempi sono stretti. I piani, dettagliatissimi, con indicazione di costi, impatto, coerenza con le priorità europee, devono arrivare a Bruxelles entro metà ottobre. E Palazzo Chigi sa che questa sfida è altrettanto, se non più difficile, di quella per ottenere i fondi e a condizioni accettabili. “Il governo italiano sta lavorando a un Piano nazionale di ripresa che sia ‘lungimirante’”, dice il premier nell’emiciclo del Senato. “Ora è prioritario indirizzare in maniera efficiente le risorse. La credibilità dell’Italia passa anche dal saper dimostrare di cogliere questa opportunità storica”. Non farlo “sarebbe un errore epocale di cui non potremmo certo accusare l'Europa".


Conte ringrazia tutti. Le forze di maggioranza e anche quelle di opposizione “che pur nella diversità di posizioni hanno compreso la posta in gioco”. “La classe politica italiana”, dice, “ha dato una grande prova di maturità”. Ma nel suo intervento in Senato Matteo Salvini attacca e rivendicando di “essere maggioranza nel Paese”, dice al premier: “Lei ha dato le patenti di opposizione brava o cattiva. Ma se qualcuno contesta qualcosa non lo fa perché è cattivo ma perché non abbiamo le fette di salame sugli occhi". E aggiunge: “Se c'è qualcosa di buono per l'Italia siamo contenti, lo valuteremo nei prossimi mesi. Ho due obiezioni di metodo sul grande successo. Questo è il primo caso in cui il prestito dopo 4 giorni viene concesso ma dicendo 'amico mio i soldi del prestito li spendi come ti dico io’. E' un prestito un po' strano signor premier".

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