Il question time di Conte

Conte: “Scenario di tipo 3. Senza restrizioni virus fuori controllo”

Durante il question time a Montecitorio il premier difende i provvedimenti adottati. Domani sarà di nuovo in Aula per un’informativa senza votazioni

28 ottobre 2020 18:51
Conte: “Scenario di tipo 3. Senza restrizioni virus fuori controllo”

Le restrizioni che il Governo sta mettendo in atto e “che anche altri partner europei stanno adottando rispondono a una precisa strategia che è quella di gestire la pandemia senza rimanerne sopraffatti”. Giuseppe Conte risponde a Montecitorio alle interrogazioni sul Dpcm del 24 ottobre e descrive la situazione odierna su covid e misure di contenimento adottate dal suo Esecutivo. Secondo gli studi e le analisi del Comitato tecnico scientifico nel Paese in questo momento c’è “uno scenario di tipo 3. Lo studio prevede possibilità di interruzione di alcune attività particolarmente a rischio, anche su base oraria, possibilità di lezioni scaglionate per la scuola e l’incremento dello smart working per decongestionare i trasporti”.  Conte assicura che “a tali misure si è attenuto il Governo”. Una volta pronta la bozza nella giornata di sabato, Palazzo Chigi ha atteso il parere del Cts prima di dare il via libera. E i tecnici “dopo ampia analisi hanno condiviso i provvedimenti inseriti nel testo”. 

 

Interventi severi ma necessari. In Europa quadro allarmante

Dopo le contestazioni durissime all’ultimo Dpcm, arrivate anche da alcuni alleati, Conte difende l’operato Governo: “Siamo consapevoli che sono misure severe ma sono necessarie a contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci completamente di mano”. Il premier si sofferma anche sul resto dell’Ue e parla di “quadro allarmante”.  Molti Paesi “presentano un notevole incremento nel numero di nuovi casi positivi e proprio in queste ore Francia e Germania sono state costrette a preannunciare severe misure restrittive. In Italia, nonostante le misure finora adottate, la diffusione del contagio ha raggiunto un picco massimo di 21.994”. Da dodici settimane, sottolinea, “si osserva un'accelerazione del progressivo peggioramento dell'epidemia di SARS-CoV-2”. 

 

Il nodo dei trasporti

Il premier avverte: " L'insieme delle misure va valutato in termini complessivi e gli effetti nell'arco di circa due settimane. Non le abbiamo adottate secondo un criterio arbitrario né con una gerarchia di valori fra le attività. Tutte rispondono alla necessità di tenere sotto controllo i contagi". Ma tra i nodi ancora da sciogliere i trasposti restano in testa. Da più parti, si ritiene che il Governo non abbia programmato le azioni necessarie per assicurare distanziamento ed evitare i rischi derivanti da linee sovraffollate e congestionate. “E' evidente che ci sia un'oggettiva difficoltà di assicurare che le misure di sicurezza e distanziamento siano rispettate nel corso dell'intera giornata”, ammette il premier. Per questo si sta agendo per “alleggerire i flussi nei trasporti” e verranno istituiti “tavoli permanenti per la soluzione delle criticità”. Inoltre la legge di Bilancio prevede “ulteriori risorse”. 

 

Migliorare la risposta del sistema sanitario 

In arrivo nuovi interventi per rafforzare la risposta sanitaria all'emergenza epidemiologica. Conte annuncia lo stanziamento nel decreto legge ristori di “30 milioni di euro per favorire la somministrazione di tamponi rapidi presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta” e “il rinnovo del contratto di categoria che faciliterà proprio, tra le clausole inserite, il coinvolgimento dei medici di base”. 

 

Domani in Parlamento non si vota. Solo un’informativa da parte di Conte

E’ confermato che domani il presidente del Consiglio svolgerà sia alla Camera che al Senato un’informativa sul nuovo Dpcm, pertanto non sono previste nuove votazioni. A differenza di quanto chiesto dall’opposizione. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, conferma però l’intenzione del Governo di coinvolgere le Camere. Già dalla settimana prossima Conte potrebbe riferire nuovamente in Aula e questa volta con comunicazioni a cui seguirebbe il voto su atti di indirizzo. 

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