La situazione Covid in Italia

Covid, record di nuovi casi: la seconda ondata comincia a mordere

Il Cts: “Servono misure più stringenti”. Il ministro dem Franceschini chiede a Conte un nuovo vertice. E intanto la Regione Campania chiude le scuole

16 ottobre 2020 15:40
Covid, record di nuovi casi: la seconda ondata comincia a mordere

I numeri continuano a salire. Sono 8.804 i nuovi contagi per covid registrati in Italia su 162.932 tamponi. Lombardia, Piemonte e Campania le regioni più colpite. E questa mattina il capo delegazione dem in Consiglio dei Ministri, Dario Franceschini, ha chiesto al presidente Conte “una riunione per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere i contagi, ovviamente d'intesa con le Regioni". 

 

“Da inizio della pandemia”, aveva fatto sapere ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, “non sono mai stati processati così tanti tamponi”. Dunque, il numero dei nuovi casi va letto in proporzione all’aumento dei test effettuati sulla popolazione. Ma quello che preoccupa in questo momento è l’aumento dei ricoveri. Per il presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-emergenza area critica, Alessandro Vergallo: “ci troviamo in una situazione di allerta in tutte le Regioni perché si rischia, nel breve termine, una saturazione dei posti se il trend non si modificherà”. All’agenzia Ansa dichiara che ad oggi "in dieci Regioni la tenuta delle terapie intensive è particolarmente a rischio, poiché ci si sta avvicinando alla soglia massima fissata dal ministero della Salute del 30% di posti occupati dedicati a malati covid”.  

 

Di “situazione molto grave” parla anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute per l'emergenza da coronavirus. “Il contact tracing”, dice, “non sta funzionando né manualmente, con le interviste ai positivi al virus sui loro contatti, né tecnologicamente con l'App Immuni. Le Asl non sono più in grado di tracciare i contagi, quindi la strategia di contenimento del virus non sta funzionando”. 

 

Di fronte a un’accelerazione dell’epidemia, siamo ormai in una “fase acuta”, non va esclusa un’ulteriore stretta sulle misure adottate solo pochi giorni fa con il nuovo Dpcm del Governo. Che, peraltro, inizieranno a produrre effetti solo tra 15 o 20 giorni. Ma c’è di più. “Nella fase precedente il virus era un problema geograficamente limitato”, ha detto Speranza. “Oggi la sfida è generale, tutti i territori affrontano la crescita, nessuno può ritenersi fuori pericolo. Non c'è provincia o regione che possa sentirsi non a rischio. Questa è la grande differenza tra la stagione vissuta a febbraio marzo e aprile e quella attuale”.

 

Il primato dei contagi è ancora in Lombardia dove si è arrivati a quota 2.067, di cui la metà in provincia di Milano. Segue la Campania con 1.127 casi e il Piemonte con 1.033. Tra le tre è la Regione del governatore Vincenzo De Luca ad aver già messo in atto misure più restrittive rispetto a quelle adottate a livello nazionale. Da oggi al 30 ottobre le scuole in Campania rimarranno chiuse. La decisione è stata giudicata “gravissima, profondamente sbagliata e inopportuna” dalla ministra dell’Istruzione Azzolina, ma De Luca mostra i dati e quasi 500 contagi riguardano alunni e docenti. 

 

Anche il Comitato Tecnico Scientifico chiede “alla luce dei nuovi dati misure più stringenti per affrontare il progressivo aumento dei contagi". Ma il leader della Lega Matteo Salvini avverte: “Spero che nessuno pensi di richiudere tutto quanto punto a capo, perché per l'Italia sarebbe un disastro non solo economico ma anche culturale e sociale”. E invita ad essere “cauti, attenti, prudenti, ma mai vittima del terrore, della paura”.  Dal canto suo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, chiede “massima collaborazione tra le istituzioni e dialogo tra maggioranza e opposizioni. No a campagne elettorali, no a slogan propagandistici, no ad attacchi strumentali. Serve confrontarsi anche tra Stato centrale, Regioni e amministrazioni locali.”

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