Conte cede, il condono edilizio non passa: stralciato l’articolo 10

Ma tra gli alleati di Governo adesso lo scontro è su gare e appalti veloci. Possibile il rinvio del decreto semplificazioni alla settimana prossima

1 luglio 2020 12:22
Conte cede, il condono edilizio non passa: stralciato l’articolo 10

Dl Semplificazioni condono edilizio ultime notizie 1 luglio 2020:

 

*** Decreto Semplificazioni ultime novità: Alla fine l’articolo 10 sul condono edilizio è stato stralciato. Dopo la denuncia dei Verdi e il ‘no’ del ministro Costa, del Pd e di Leu ad ogni tipo di sanatoria di abusi edilizi Conte ha dovuto cedere.

 

Quelle norme non sono passate. Ma sul decreto semplificazioni la strada pare sia ancora in salita. L’idea di Palazzo Chigi era di portare il provvedimento in Consiglio dei ministri già domani. Ma a questo punto non è scontato che i tempi vengano rispettati. La lite nella maggioranza si è spostata   sul regime straordinario introdotto fino a luglio dell’anno prossimo per l’affidamento diretto degli appalti per importi fino a 5 milioni di euro. 

 

 

Decreto semplificazioni, scoppia anche la grana condono edilizio

Arriverà in Consiglio dei ministri giovedì. Mentre oggi i capidelegazione della maggioranza si riuniranno per discuterne. Ma il decreto semplificazioni prima ancora di essere varato, già divide i partners di Governo. A far discutere alcune norme che celerebbero una sanatoria per abusi edilizi. E quelle sulla deregolamentazione degli appalti e la nuova disciplina del danno erariale dei pubblici amministratori, cu cui anche Autorità anticorruzione e Corte dei Conti sarebbero in allarme.


Andiamo con ordine. Ad accendere oggi i riflettori sul decreto che dovrebbe velocizzare le procedure amministrative e rendere più snella la burocrazia sono i dissidi sull’articolo 10. Che prevede regolarizzazioni amministrative semplificate per gli abusi che non abbiamo comportato un aumento del carico urbanistico. E “una sanatoria per gli immobili edificati abusivamente che risulteranno conformi ai piani regolatori alla data di presentazione della domanda”. In sostanza, denunciano i Verdi attraverso il coordinatore nazionale Angelo Bonelli, “modificando la destinazione urbanistica con una variante fatta dal sindaco si consente la sanatoria edilizia. Una norma furba e scandalosa che consentirà ai comuni di modificare i piani urbanistici per regolarizzare tutti gli abusivi.” Dello stesso avviso Leu e Pd. Il sottosegretario dem all’ambiente Roberto Morassut parla di norma 'ammazza suolo'. E ne chiede lo stralcio. “Del resto” dice, “di semplificazione non ha nulla. È tempo di Green New Deal non di condoni”. Ancora più categorico il ministro Cinquestelle Costa: “i condoni non sono ammissibili”.


Ma non è solo l’articolo 10 dell’attuale bozza del decreto a sollevare malumori. Il provvedimento su cui Palazzo Chigi, pare sia a lavoro da circa due mesi, punta anche a sbloccare i contratti pubblici. Alcune novità sono di particolare rilievo. Si parte da una deroga al regime ordinario sugli appalti. Fino al 31 luglio dell’anno prossimo ci saranno affidamenti diretti, quindi senza gara, per opere di importi inferiori a 5 milioni di euro e per quelle di importo maggiore che saranno considerate urgenti attraverso un decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Per poi passare al danno erariale. Con le nuove norme, la responsabilità verrebbe limitata alla sola ipotesi di “dolo per le azioni e a non anche per le omissioni in modo che i pubblici dipendenti abbiano maggiori rischi di incorrere in responsabilità in caso di non fare”.


L’abuso di ufficio si configurerà invece attraverso specifiche, non più generiche, violazioni di legge che verranno individuate. E in materia di aggiudicazione degli appalti le amministrazioni dovranno conferirli anche in presenza di un ricorso, salvo arrivasse una sentenza favorevole allo stesso. Verranno, inoltre, velocizzate le procedure per il via libera alle opere e la Via- Valutazione di impatto ambientale dovrà arrivare in Conferenza dei Servizi entro 60 giorni e non più entro 90.


Il 2 luglio a Montecitorio L’Autorità nazionale anti corruzione presenterà la relazione annuale. Si attendono da parte del presidente Francesco Merloni riferimenti al decreto semplificazioni. Su cui l’Anac non fa mistero delle sue perplessità, specie in riferimento alle nome sull’affidamento diretto delle gare. Sul piede di guerra anche la Corte dei Conti che critica duramente l’esclusione della responsabilità per danno erariale dei pubblici amministratori anche in presenza di colpa grave. Il quotidiano La Stampa pubblica oggi il testo dell’email con cui il Presidente dei magistrati contabili comunica ai suoi colleghi di aver scritto direttamente al Presidente della Repubblica Mattarella. L’auspicio della Corte è che si arrivi a un’interlocuzione con l’esecutivo e a una mediazione sulle norme contestate.

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