Stato di emergenza, proroga 15 ottobre: cosa comporta, che significa

Coronavirus, stato di emergenza: cos'è e cosa significa, cosa comporta, possibile proroga fino al 15 ottobre, ultime notizie e aggiornamenti dal governo

29 luglio 2020 15:16
Stato di emergenza, proroga 15 ottobre: cosa comporta, che significa

Proroga stato di emergenza ultime notizie

 

***Proroga stato di emergenza ultime notizie 29 luglio 2020: Il Senato ha approvato il 28 luglio 2020 la risoluzione della maggioranza sulla proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre con 157 voti favorevoli, 125 contrari e 3 astenuti. 

 

«La proroga è una facoltà espressa dalla legge per contrastare la pandemia che non si è risolta» ha dichiarato il Presidente del Consiglio al Senato. «C'è una imprevedibile evoluzione, la pandemia non ha esaurito i suoi effetti.»

 

«Se decidessimo diversamente, se ci assumessimo la responsabilità di non prorogare lo stato di emergenza dichiarato il 31 gennaio scorso» ha sottolineato «dobbiamo essere consapevoli che cesserebbero di avere effetto le ordinanze, e vorrei ricordare perché è chiaro che sfuggono le singole ordinanze ma sono state adottate ben 38 ordinanze, di cui 4 attualmente al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, ecco queste ordinanze perderebbero effetti così come i conseguenti provvedimenti attuativi.»

 

Dopo l'ok del Senato, è arrivata anche la seconda approvazione. Questa mattina c'è stata l'informativa del Premier alla Camera, dove ha incassato 286 sì e 221 no. Rivolgendosi in particolare alle opposizioni, che l'hanno duramente criticato e hanno attaccato la proposta, Conte ha chiesto di non creare «confusione tra i cittadini»: con questa proroga infatti non ci sarà «nessuna misura più restrittiva, nessun ritorno al lockdown».

 

Cosa comporta la proroga dello stato di emergenza?

Lo stato d'emergenza è regolato dalla legge 24 febbraio 1992 n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile) modificata dal D.L. n. 59/2012 (Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile). Ma cosa comporta esattamente la proroga dello stato di emergenza fino a ottobre?

 

Il governo può affrontare con "poteri speciali" diverse questioni: ad esempio dal reperimento di navi per tenere in quarantena i migranti, alla possibilità di bloccare l'ingresso in Italia da altri paesi; dal prolungamento dello smart working, all'opportunità di poter effettuare il pagamento scaglionato delle pensioni, come già avvenuto in questi ultimi mesi.

 

Sempre grazie a uno stato di emergenza ancora in vigore, possono essere istituite eventuali "zone rosse" e il commissario Arcuri, come ricordato dal premier al Senato, può continuare a occuparsi delle misure straordinari sulla scuola. Come l'acquisto dei banchi e di tutto il materiale necessario, saltando alcuni passaggi per l'affidamento degli appalti.

 

Durante lo stato di emergenza il governo può anche intervenire velocemente anche sugli eventi (decidendo per ingressi contingentati) e su un ritorno graduale alla normalità. 

 

In questo periodo può attivarsi inoltre il sistema Gros che, come ha ricordato Conte, «è la centrale operativa remota di soccorso sanitario per cui in mancanza di posti letto in una regione, Gros interviene per la ripartizione e il trasferimento dei pazienti in altre regioni».

 

 

***Proroga stato di emergenza ultime notizie 23 luglio 2020: il Cdm del 22 luglio 2020 non ha formalizzato la proroga dello stato di emergenza, che al momento risulta in vigore fino al 31 luglio.

 

Stando alle ultime indiscrezioni, contrariamente alle notizie circolate la scorsa settimana, ci sarebbe comunque l'intenzione di un prolungamento fino al 31 ottobre: il premier Conte si recherà alla Camera il prossimo 29 luglio alle ore 9:30. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

 

Secondo quanto riportato dal Corriere, il governo sarebbe propenso a mantenerlo per poter decidere su diversi ambiti della vita pubblica, grazie a Dpcm e ordinanze del Ministero della Salute, come la riapertura delle scuole, lo smart working, il via libera agli eventi e la gestione delle elezioni.

 

Intervistato a Radio24, il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto capire che l'esecutivo ritiene la proroga necessaria, ma deve esserci un ulteriore passaggio in parlamento. «L'orientamento del governo è che non siamo fuori da questa vicenda. Stiamo molto meglio di prima, non siamo più nella tempesta di marzo, ma ancora c'è bisogno di tenere tutta una serie di norme, regole, elementi di sicurezza che sono connessi a questa stagione straordinaria.»

 

 

***Proroga stato di emergenza ultime notizie 18 luglio 2020: il governo potrebbe ripensarci e non prorogare oltre il 31 luglio lo stato di emergenza. A sostenerlo è La Stampa, che pubblica oggi le indiscrezioni in prima pagina.

 

"Appena rientrato da Bruxelles il premier Conte incontrerà il ministro della Salute Speranza per decidere il da farsi, ma il ritorno alla normalità legislativa, con il governo che decreta e il Parlamento che approva e modifica sembra cosa fatta" si legge sul quotidiano. Nel caso in cui la notizia venisse confermata, quali sarebbero gli scenari successivi? 

 

Non prolungare lo stato di emergenza farebbe cadere alcune misure economiche attualmente in vigore, come il blocco dei licenziamenti.

La soluzione potrebbe essere quella di emanare un decreto legge, entro fine mese, per riproporre le misure necessarie, non solo di carattere economico ma anche generali, per affrontare le prossime settimane. Intanto inizia a farsi sentire il pressing di Confindustria e di altre imprese, viene evidenziato nell'articolo, che lamentano di non riuscire a sostenere il calo dei fatturati con l'obbligo di non ridurre gli organici.

 

Una mancata proroga dello stato di emergenza andrebbe però a colpire soprattutto l'incarico affidato al commissario Arcuri in merito alla scuola, stabilito dal Dpcm e legato proprio alla sua durata, difficilmente rinnovabile in situazioni differenti.

 

 

*** Proroga stato di emergenza ultime notizie 13 luglio 2020: Martedì 14 luglio si voterà per il nuovo Dpcm, mentre per la proproga dello stato di emergenza, in scadenza il 31 luglio, è necessaria una delibera del Consiglio dei ministri su cui il premier Conte riferirà in parlamento. Lo hanno precisato fonti da Palazzo Chigi.

 

E mentre continua il dibattito politico sulla necessità o meno di estendere lo stato di emergenza, alcune indiscrizioni parlano di una proroga fino al 31 ottobre 2020, anziché al 31 dicembre. Nessuna decisione ufficiale è stata però ancora presa.

 

Stato di emergenza: cos'è e cosa comporta la proroga

Il Presidente del Consiglio potrebbe firmare la proroga dello stato di emergenza, dichiarato lo scorso 31 gennaio e in vigore per sei mesi, su suggerimento del Cts e del Ministero della Salute.

La notizia, riportata inizialmente da Il Messaggero, è stata confermata in termini di probabilità dal Premier Conte durante la cerimonia del Mose a Venezia: «Ragionevolmente ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il Coronavirus dopo il 31 luglio.»

 

Secondo le indiscrezioni quindi, lo stato di emergenza potrà essere prolungato fino al 31 dicembre 2020. 

 

Stato di emergenza: cos'è e cosa comporta la proroga

Prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020 permetterebbe al Premier di poter emanare altri Dpcm- ossia dei provvedimenti urgenti e subito efficaci- senza passare dal Parlamento, nel caso ce ne sia bisogno.

 

Proprio come già accaduto in questi ultimi mesi, quando sono stati decisi lockdown e misure restrittive.

 

Il Consiglio dei Ministri deve però ancora prendere una decisione definitiva.

 

Come sottolineato dallo stesso premier, secondo quanto riportato da La Stampa «è una decisione collegiale che va presa in Cdm. Faccio solo una riflessione anticipatoria: l'eventuale proroga dello stato d'emergenza significa che siamo nella condizione di adottare misure necessarie, anche minimali. Non dovete sorprendervi, se non fosse prolungato non avremmo i mezzi necessari per intervenire, anche su territori circoscritti.»

 

La possibilità della proroga prospettata dal Premier non piace però alle opposizioni. In un post sulla sua pagina Facebook, il segretario della Lega Matteo Salvini ha scritto: «Allungare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre? No grazie. Gli italiani meritano fiducia e rispetto, donne e uomini eccezionali che hanno dimostrato buon senso e generosità che adesso vogliono vivere, lavorare, amare. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto.»

 

Dello stesso parere Giorgia Meloni, leader di FdI. «Non mi pare che ci siano i presupposti per prorogare fino alla fine dell'anno lo stato emergenza, che è uno strumento del quale il governo dispone per fare un po' quello che vuole, accelerando dei passaggi che altrimenti avrebbero bisogno di maggiori contrappesi.»

 

Anche Pd e Italia Viva hanno espresso dei dubbi. «Se il Governo vuole prorogare lo stato di emergenza - ha sottolineato Stefano Ceccanti, capogruppo dem in commissione Affari costituzionali - venga prima in Parlamento a spiegarne le ragioni.» 

 

Reazioni che hanno spinto Conte a precisare, successivamente alle prime dichiarazioni sul tema: «Non ho detto che il governo ha deciso di prorogare lo stato d'emergenza, ma che è un tema che dobbiamo affrontare» evidenziando che «sarà una decisione collegiale del governo nel debito confronto con il Parlamento.»

 

Coronavirus, stato di emergenza: “prudenza” come parola d’ordine

Le scelte del governo, come sottolineato dal Ministro della Salute Speranza- che ha chiuso le frontiere con 13 paesi considerati “a rischio”- sono dettate dalla “prudenza”.

 

Anche se il premier Conte, durante la sua visita al premier Pedro Sanchez a Madrid, ha parlato anche di fiducia, oltre che di attenzione, in un’intervista rilasciata al canale spagnolo Nius: «In questo momento gli italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche, sociali e culturali con tranquillità e serenità. Devono rispettare le regole del distanziamento e dell’uso della mascherina, ma le attività devono riprendere.»


Alcuni esperti stanno evidenziando già da tempo che potrebbe esserci una seconda ondata di contagi di Covid-19 in autunno. Niente di certo, ma resta comunque vietato abbassare la guardia.

 

«Alcuni esperti, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata» ha affermato il premier. «Io non so se arriverà anche perché non sono uno scienziato e mi pare di capire che essendo questa pandemia di un nuovo virus le previsioni siano difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l’Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo.»

 

Anche il commissario Arcuri, parlando dell’app Immuni- che non ha raggiunto il target di download prefissato- ha dichiarato che ci sarà comunque utile in autunno.

Coronavirus, l’intervista del Premier al canale spagnolo Nius

Nella video intervista rilasciata al canale spagnolo Nius, Conte ha parlato non solo del virus e delle vicende italiane, dal primo focolaio di Codogno fino all’inchiesta di Bergamo; ma anche della relazione con Sanchez e delle misure europee contro la crisi economica causata dall’emergenza coronavirus.

 

«Noi oggi stiamo elaborando una risposta che viene da noi stessi, europea, non è più un piano che ci viene proposto dall'esterno», ha risposto alla domanda sul Recovery Fund e le assonanze con il piano Marshall. «Lo stiamo elaborando noi perché dobbiamo essere consapevoli del momento che stiamo vivendo e dobbiamo coordinare gli sforzi, tutti insieme, per poterci riprendere e dare una prospettiva ancora più rafforzata alla stessa Unione europea, alla nostra casa comune.»


Un piano che deve avere tempi rapidi. «Credo che i tempi siano determinanti. Io mi batterò, con lo stesso Sanchez su questo siamo d’accordo» ha sottolineato il Premier. «Ci batteremo affinché si possa finalizzare al prossimo vertice e comunque entro il mese di luglio.»


Conte ha anche accennato alle riforme italiane, tra cui anche l’ipotesi di riduzione dell’IVA, temporaneo, legato a pagamenti digitali, e al Mes: «La questione non è che io non voglia affrontare il problema, è questione che affrontarlo adesso significherebbe fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. A me interessa quel che serve alla comunità nazionale, ai cittadini. Un domani, quando avremo definito il negoziato, avremo gli strumenti sul tavolo, li studieremo uno per uno, aggiorneremo le valutazioni sui flussi di cassa, il quadro della finanza pubblica italiana, andrò in Parlamento e farò una proposta.»

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