Pillole costituzionali

DPCM: significato acronimo, cos'è come funziona, è costituzionale?

Dpcm cos'è e significato acronimo di Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, come funziona, quando si usa, differenza con il decreto legge

23 novembre 2020 17:04
DPCM: significato acronimo, cos'è come funziona, è costituzionale?

Che cos'è il DPCM e quando si può usare? Che differenza c'è tra il decreto legge? Cosa significa esattamente l'acronimo di Dpcm? Queste sono solo alcune delle domande che i cittadini italiani, si stanno facendo da quando è iniziata la pandemia ed il Governo è ricorso sempre più spesso a questo tipo di provvedimento per agire contro gli effetti devastanti del Covid. 

 

Non a caso siamo tornati a parlare di Dpcm proprio in questi giorni visto che il DPCM 3 novembre emanato a pochi giorni di distanza dal DPCM 25 ottobre 2020 e dal DPCM 18 ottobre 2020, scadrà il 3 dicembre e che il Governo è già al lavoro sul nuovo Dpcm Natale 2020.

 

Per cui prepariamoci ad avere nuovo decreto del Presidente anche a dicembre dal momento che il nuovo Dpcm è valido fino al 3 dicembre.

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto che proroga al 31 gennaio lo stato di emergenza che scadeva il 15 ottobre. Poi c'è stato l'incontro tra governo e Regioni per decidere le misure da inserire prima nel Dpcm 7 ottobre, poi nel dpcm 13 ottobre, poi del 18 ottobre, poi del 25 ottobre con la 'stretta' per il contenimento del virus ed ora del 2 novembre con zone rosse e lockdown in alcuni territori.

 

Alla luce di tutte queste novità andiamo quindi a concentrarci sulla nostra guida al DPCM e andiamo a spiegare cosa sono i decreti del presidente del consiglio dei ministri e quando si usano.

 

DPCM significato acronimo:

Cosa significa DPCM? Dpcm è l'acronimo di:

  • Decreto

  • Presidente 

  • Consiglio

  • Ministri

ovvero, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

DPCM: cos’è e come funziona

Che cos'è il DPCM?Il Dpcm è un provvedimento che può essere emanato solo dal Presidente del Consiglio.

 

I Decreti del Presidente del consiglio, come per i Decreti ministeriali, sono atti amministrativi, e, in quanto tali, possono derivare da norme di legge, ma non possono autonomamente promuoverle. Dal punto di vista della gerarchia giuridico-istituzionale, tali decreti appartengono ad un rango inferiore rispetto alla legge, ai decreti legge e ai decreti legislativi delegati.

 

DPCM come funziona: solitamente i decreti del Presidente del Consiglio sono stati impiegati per questioni meramente tecniche e solo per determinati ambiti o settori, basti pensare che finora erano utilizzati ad esempio per fissare i criteri per le nomine dirigenziali. Ed è solo con l'era della pandemia, che i DPCM, sono stati utilizzati come provvedimenti di "sicurezza" nazionale.  

 

Affiché il DPCM sia legale, essendo questo un provvedimento di “rango inferiore”, occorre che ci sia un decreto o una legge per reggersi. In pratica serve un provvedimento di rango superiore che ne sancisca l’ambito e i limiti di applicazione, i principi generali ecc. Ecco perché tutti i DPCM finora emanati dal governo Conte si sono sempre poggiati su un apposito decreto legge tra i tanti il decreto Io resto a casa, dl agosto ecc.

 

Differenza tra DPCM e decreto legge:

Capito che cos'è e come funziona il DPCM andiamo a spiegare la differenza che c'è tra un DPCM e un decreto legge.

  • Il DPCM è un atto che non viene sottoposto ad alcun intervento di verifica - il decreto legge invece deve essere sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica;

  • Il DPCM essendo quindi più veloce proprio perché non ha un controllo preventivo, è ottimale nei casi straordinari di necessità e di una certa urgenza.

  • I decreti ministeriali (DPCM) sono quindi di più rapida emanazione perché necessitano solo del presidente del consiglio. Iter più lento per i decreti leggi che per loro natura sono provvedimenti collegiali.

  • I DPCM e i decreti leggi sebbene entrino immediatamente in vigore, per i secondi è previsto un passaggio in più: la conversione in legge del decreto in Parlamento, e senza la quale si procederebbe alla decadenza retroattiva del provvedimento.

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