Le regionali in Campania

Elezioni regionali 2020 Campania: De Luca e Caldoro. La grande sfida

Manca ormai davvero poco alle elezioni regionali 2020 in Campania. Nella regione partenopea il test elettorale più importante per numero di votanti.

2 settembre 2020 10:19
Elezioni regionali 2020 Campania: De Luca e Caldoro. La grande sfida

Quasi cinque milioni di cittadini chiamati al voto, 26 liste presentate, 7 candidati governatori, 1247 aspiranti consiglieri regionali. Il voto per le elezioni in Campania dei prossimi 20 e 21 settembre è uno dei test più importanti. Di sicuro si tratta della Regione che coinvolge il maggior numero di elettori in questa tornata di amministrative. E la sola con un déjà-vu quasi imbarazzante: la corsa per la poltrona di governatore di due eterni rivali, Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro, ormai alla loro terza competizione l’uno contro l’altro.

 

Nel 2010, nonostante l’ampia coalizione che lo appoggiava, dal Pd a Italia dei Valori, l’allora sindaco di Salerno non riuscì a battere il forzista candidato di tutto il centrodestra. Caldoro portò a casa più del 54% delle preferenze: 1 milione e 600 mila voti contro 1 milione e due del rais salernitano. L’affluenza al voto fu del 51,93%. Nella stessa tornata, tra gli aspiranti governatori anche uno sconosciuto Roberto Fico, attuale presidente della Camera dei Deputati, che per i grillini raccolse solo l’1,35% dei consensi. Ma quello di dieci anni fa fu solo il primo round. Lo scontro a due si sarebbe ripetuto nel 2015, questa volta col sorpasso di De Luca sul presidente uscente. Una vittoria di misura – 41,15% su 38,8 di Caldoro – ma che ha consentito all’esponente Pd – poco amato dal suo partito a livello nazionale - di insediarsi saldamente a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania a Napoli. E anche di battere l’allora ‘new entry’ tra i Cinquestelle regionali, Valeria Ciarambino. Il M5S non ‘sfondò’ in Campania, pur conquistando 7 seggi in Consiglio regionale con 387 mila voti. 

 

Quest’anno il déjà-vu più che a due è a tre. La triade – De Luca, Caldoro, Ciarambino – si contende ancora lo scettro della Regione alle elezioni Regionali 2020. Mentre per il proporzionale, il sistema con cui si eleggono i consiglieri, il distacco sarebbe minore. Potrebbe avere rilievo il voto disgiunto che è previsto dalla legge elettorale campana. I 50 consiglieri che andranno a formare l’assemblea legislativa regionale vengono eletti con sistema proporzionale con l’applicazione di un premio di maggioranza legato al presidente eletto. Le liste che lo sostengono ottengono almeno il sessanta per cento dei seggi. Ma ogni elettore può votare per un candidato alla carica di Presidente, non collegato alla lista prescelta. I cittadini di centrodestra che opteranno per De Luca presidente potranno poi votare i candidati delle loro liste.

 

Vale la pena ricordare che in Campania nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza. Sugli attuali 1247 candidati 554 sono donne. Un record di presenze femminili che lascia bene sperare. Tra i 750 candidati delle liste di centrosinistra le signore sono 350, 119 tra i 291 delle liste a sostegno di Caldoro. Primeggia su tutti i partiti quello Repubblicano che appoggia De Luca e che ha candidato 30 donne. Ultimo invece il Movimento 5stelle con sole 17 candidate. 

 

 

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