Le regionali in Puglia

Elezioni Regionali 2020 Puglia: Fitto ed Emiliano. La grande sfida

Il governatore uscente fa appello al voto disgiunto dei Cinquestelle e per il post elezioni ancora una volta tenta il dialogo su un progetto comune

1 settembre 2020 10:09
Elezioni Regionali 2020 Puglia: Fitto ed Emiliano. La grande sfida

Nel 2015 Michele Emiliano aveva avuto gioco facile a battere il centrodestra, allora diviso tra Adriana Poli Bortone candidata alla carica di presidente per Forza Italia e Francesco Schittulli che guidava il fronte dei ‘fittiani’ e di Fratelli d’Italia. Oggi il quadro è diverso. E il governatore uscente è costretto a strizzare l’occhio ai Cinquestelle sperando che il voto disgiunto tra presidente e liste possa portargli i consensi necessari per la vittoria alle elezioni regionali 2020.


Per il magistrato in aspettativa che non ha mai voluto lasciare la toga - piuttosto ha preferito rinunciare all’iscrizione al Pd dopo la sentenza della Consulta del 3 dicembre 2018 che ha vietato ai giudici di avere tessere di partito - il voto disgiunto dei grillini può rappresentare davvero un’ancora di salvezza. Alle strette per il testa a testa con il candidato Raffaele Fitto - sul cui nome viaggiano uniti Forza Italia, Lega e FdI e che alcuni sondaggi danno persino in vantaggio - Michele Emiliano lancia ponti. “I Cinquestelle”, dice, “hanno bisogno di metabolizzare che si può votare per il M5S ma, grazie al voto disgiunto, si può salvare la Puglia assicurando la prosecuzione del buon governo di questi anni. Aprendo così anche un nuovo progetto che come ho sempre detto può includere anche il Movimento”.


L’ex sindaco di Bari dal 2004 al 2014 e che nel 2015 ereditò il governo regionale da Nichi Vendola paga lo scotto di non essere riuscito a riunire sotto la sua bandiera il centrosinistra regionale. Italia Viva correrà da sola con Ivan Scalfarotto. E i Cinquestelle con Antonella Laricchia, già candidata presidente cinque anni fa, non hanno ceduto fino ad oggi alle tentazioni di allearsi con il magistrato. Nel 2015 il Movimento aveva portato a casa il 18% dei consensi e 7 consiglieri regionali, oggi viene dato al 12. Ma è vero che la corsa per la poltrona di presidente è di fatto a due. Sono Emiliano e Fitto i due veri competitor di questa tornata elettorale in terra pugliese. Sullo sfondo una delle città più martoriate del sud Italia: Taranto e la sua Ilva. Non è un caso che il governatore spinga sulla questione della decarbonizzazione e sullo stop all’utilizzo di sostanze e fonti inquinanti per convertire l'industria al “green new deal” tramite tecnologie industriali alternative. Anche questa battaglia è stata determinante per vincere le primarie 2020 del centrosinistra. Emiliano con il 70% ha sbaragliato gli avversari che aspiravano alla corsa per la poltrona di presidente.


L’ex ministro del Governo Berlusconi IV agli Affari regionali e più giovane presidente di Regione, Raffaele Fitto a soli 31 anni dal 2000 al 2005 oggi contende al controverso - e nemmeno particolarmente amato Emiliano – la guida della Giunta regionale. I prossimi 20 e 21 settembre circa 3 milioni e 400 mila elettori pugliesi su un totale di 4 milioni di abitanti dovranno esprimersi su 8 candidati presidenti e 1400 aspiranti al Consiglio regionale. Il sistema di voto è un proporzionale a turno unico. Vince chi prende anche un solo voto in più rispetto agli altri candidati presidenti. Di recente il Governo nazionale è intervenuto per introdurre anche nel sistema di voto della Puglia la doppia preferenza di genere. Intanto incuriosisce elettori e media il derby inedito tra due virologi: Danila De Vito, classe 1951, ordinaria della Scuola di medicina di Bari, candidata a sostegno di Fitto. E Pier Luigi Lopalco, classe 1964, ordinario di Igiene all’Università di Pisa, candidato con la lista ‘Con’ che appoggia Emiliano e già consulente per il governatore nella task force per l’emergenza coronavirus. Anche questa è una bella lotta. Anche questo succede in tempi di Covid.

 

 

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