Governo, dopo la fiducia, la nomina sottosegretari, ultime notizie

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Governo, dopo la fiducia al Senato, oggi c'è la nomina di 42 sottosegretari.

 

Dopo aver archiviato anche la giornata del giuramento al Quirinale, dei 21 ministri che compongono il nuovo governo Conte bis e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si va verso le due giornate forse più importanti, quelle del prossimo lunedì e martedì, quando le Camere del Parlamento italiano saranno chiamate a votare la fiducia al nuovo governo giallorosso.

 

Scopriamo in questo articolo chi sono le forze politiche che sostengono il governo giallorosso, e che hanno votato Sì alla Camera e Senato e chi ha votato NO, quanti e quali sono i numeri che ha al Senato e alla Camera il nuovo Esecutivo, chi e per quale motivo andrà all'opposizione.

 

Governo, dopo la fiducia la nomina sottosegretari:

Governo, dopo la fiducia la nomina sottosegretari, ultime notizie

Il M5S e Pd nel complesso possono contare per le grandi questioni solo sui loro uomini e sui loro numeri. Numeri più che sufficienti però.

Dopo che il Presidente della Repubblica ha dato l'incarico al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di trovare una nuova maggioranza in Parlamento, dopo varie difficoltà, intoppi, il voto su Roussou, si è riusciti a dare un nuovo governo all'Italia.

 

C'è stato il giuramento al Quirinale della nuova squadra dei ministri del governo Conte bis ed il primo CdM del nuovo Esecutivo, durante il quale è stato scelto Paolo Gentiloni per la commissione Ue.

 

Nella giornata del voto della fiducia al governo Conte bis alla Camera, il Premier, ha esposto il programma di governo sul quale ha poi chiesto ed ottenuto la fiducia.

 

La prima fiducia al governo Conte, alla Camera, è stata di 343 sì e 263 no, per cui adesione molto più alta rispetto alla soglia della maggioranza assoluta che è di 316 voto Sì. A favore del nuovo esecutivo, voteranno il Movimento 5 stelle, il Pd e Liberi e Uguali. Contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia.

 

Il clima alla Camera durante i discorsi delle forze politiche è stato molto rancoroso soprattutto da i due partiti all'opposizione Fratelli d'Italia e Lega che hanno scatenato la bagarre guadagnandosi anche l'espulsione di un deputato.

Nel suo discorso da un'ora e mezza, Conte, ha poi anche menzionato le linee programmatiche del suo nuovo governo a partire dalla legge di bilancio 2020, poi l'obiettivo della riduzione del debito pubblico e delle tasse fino ad una serie di riforme che vanno dal fisco alla giustizia, dal taglio dei parlamentari alla nuova legge elettorale, dall'autonomia regionale alla revisione dei decreti sicurezza fino agli interventi per gli asili nido, all'asegno unico per le famiglie e una legge di genere per equiparare gli stipendi delle donne.

 

Ieri, Fratelli d'Italia e Lega, hanno espresso alla Camera il loro NO al nuovo esecutivo e l'hanno fatto anche attraverso una manifestazione in piazza Montecitorio alla quale però non ha partecipato Forza Italia  ma Giovanni Toti con il suo nuovo partito Cambiamo!.

 

Durante il voto di fiducia al Senato c'è stato un duro scontro nell'Aula a palazzo Madama, tra il senatore Matteo Salvini che ha risposto a tono a quanto detto dal Premier Conte, e lo stesso Conte.

Il governo Conte bis ha comunque ottenuto la fiducia con 161 voti a favore.

 

Dopo la fiducia c'è stata la nomina dei 42 sottosegretari.

 

Governo fiducia Senato e Camera i numeri:

Qualche giorno fa, proprio nei giorni frenetici che hanno poi portato il M5s e Pd a stipulare l'accordo di governo, il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, aveva detto che almeno 9 senatori del M5s avrebbero proposto di non votare la fiducia a Conte in cambio di una candidatura per un seggio con la Lega alle prossime elezioni.

 

Se questo fosse stato vero, al Senato, ci sarebbero dovuti essere 9 dissidenti pentastellati che avrebbero potuto minare la fiducia al nuovo governo Conte.

 

Facendo i calcoli, infatti, la somma dei senatori M5s e di quelli del Partito democratico sono 158 senatori anziché 167, per cui al di sotto della maggioranza assoluta di 161, alla quale però si devono aggiungere i voti a favore di 4 senatori Leu ma Emma Bonino ha già detto che voterà NO.

 

Paola Taverna vice al Senato, ieri a "In Onda" ha confermato che i numeri al Senato ci sono e che non è assolutamente vero che ci sarebbero questi 9 franchitiratori.

 

Alla fine il nuovo governo Conte ha ottenuto la fiducia al Senato con 169 voti Sì.

 

Alla Camera, invece, le cose sono molto più tranquilli, visto che la soglia della maggioranza assoluta è di 315 deputati, e Pd e M5s possono contare su 247 parlamentari: 215 del Movimento Cinque Stelle, 111 del Pd, 14 di Leu e 7 del gruppo Misto.

 

Dell’opposizione farebbero invece parte Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia. 

 

Voto Fiducia Governo M5S e Pd: FI, FdI e Lega votano NO

Voto di fiducia governo Conte bis Forza italia di Silvio Berlusconi vota NO.

FI ha sempre sostenuto che la Lega non avrebbe dovuto fare l'accordo con i 5 stelle, che doveva staccare la spina sin da subito, che l'unica alternativa possibile, erano elezioni subito con un Centrodestra unito. 

 

Voto di fiducia governo Conte bis Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni ha votato NO:

Ovviamente anche la leader di FdI, Giorgia Meloni, ha incontrato Giuseppe Conte ed è stata chiara sulla posizione del suo partito, "niente inciuci e subito al voto". 

 

Contro il "governo delle poltrone", quello del M5s e Pd, a politica romana ha chiamato a raccolta tutti gli italiani che vogliono andare al voto e sono contrari a questo governo. 

 

L'appuntamento è per lunedì in piazza Montecitorio.

 

Voto di fiducia governo Conte bis Lega Matteo Salvini ha votato NO:

Anche e soprattutto in questo caso, la Lega di Matteo Salvini ovviamente voterà no alla fiducia al "governo dei poltronisti" e annunciato la sua presenza: "Lunedì sarò in piazza a Montecitorio. In modo composto, pacifico, democratico. Contro il governo "chiamiamo a raccolta decine di milioni di italiani che non si rassegnano a questa schifezza. È un governo che parte col minimo del consenso, è una operazione di palazzo".

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