Tridico risponde

Furbetti del bonus, Tridico: “pagare subito e poi controllare”

Chi sono i furbetti del bonus 600 euro? Deputati titolari di partita IVA che hanno approfittato dello Stato per il proprio tornaconto durante il Coronavirus

14 agosto 2020 14:34
Furbetti del bonus, Tridico: “pagare subito e poi controllare”

I furbetti del bonus 600 euro:

 

Quest’anno a Ferragosto sotto l’ombrellone si parlerà di un nuovo fenomeno di malcostume italiano. L’argomento di discussione principale degli italiani in vacanza verterà sicuramente sul bonus covid-19 da 600 euro per le partite IVA, chiesto ed ottenuto da almeno tre parlamentari. Deputati titolari di partita IVA che contribuiscono a fare le leggi per il nostro Paese e che rappresentano quell'Italia malata e ingorda, quel Belpaese che approfitta dello Stato per il proprio tornaconto. 

 

Nonostante uno stipendio da capogiro e una futura pensione guadagnata grazie a pochi anni di lavoro, questi deputati hanno avuto il coraggio di lucrare sulla pandemia per agguantare altri pochi euro destinati a chi si trova davvero in seria difficoltà.

 

Questo episodio ci porta ancora una volta a riflettere sulla mancanza di etica dei nostri politici, sul fatto che per alcuni essere un parlamentare viene visto come un beneficio piuttosto che come una responsabilità.

 

Non ci sono scuse che tengano, ecco perché in molti chiedono la restituzione del denaro e le immediate dimissioni dei “colpevoli” mentre all’Inps scoppia una bufera che potrebbe addirittura mettere a rischio la poltrona di Tridico.

 

Furbetti bonus 600 euro, audizione Tridico:

*** Furbetti bonus 600 euro ultime notizie 14 agosto: il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una richiesta di informazioni all'Inps e ha aperto una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall'Istituto rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari del bonus Covid per le partite Iva e alle notizie diffuse al riguardo.

Così si legge sull’Ansa, secondo quanto si apprende - continua l’agenzia - da fonti parlamentari, la commissione Lavoro della Camera è convocata per oggi venerdì alle 12 per l'audizione informale in videoconferenza di Pasquale Tridico, presidente dell'Inps.

Intanto vengono fatti i primi nomi e cognomi dei parlamentari che hanno richiesto e preso il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà durante l’emergenza Coronavirus:

 

Mezzogiorno di fuoco, oggi 14 agosto 2020:

Oggi in Parlamento il presidente dell’Inps Tridico dovrà spiegare in videoconferenza lo scandalo dei “furbetti del bonus 600 euro” ovvero dei quei pochi, almeno finora, parlamentari, sindaci e consiglieri che hanno fatto domanda ed hanno ricevuto dall’Inps l’indennità covid riservata alle partite Iva in difficoltà economica durante il periodo del lockdown e del post lockdown. 

Intanto il centrodestra prepara il “processo” a Pasquale Tridico, convocato dall’ufficio di presidenza di Montecitorio a guida di Roberto Fico per fare luce su questa triste vicenda di malcostume all’italiana.

L’audizione di Tridico si svolgerà in videoconferenza in commissione Lavoro in diretta streaming dopo le proteste di Fratelli d’Italia, la diretta sarà quindi trasmessa sulla web tv parlamentare poiché tre quarti dei gruppi hanno acconsentito.

Sarà quasi sicuramente la presidente Dem Debora Serracchiani, in apertura della seduta e in virtù della carica istituzionale, a chiedere a Tridico i nomi dei deputati percettori dei 600 euro per le partite Iva. 

 

Audizione, cosa ha detto Tridico:

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, è stato ascoltato in audizione in commissione Lavoro alla Camera sul caso bonus Inps, ecco cosa ha detto, i punti salienti:

  • "Con il Cura Italia il governo ha risposto mettendo a disposizione 10 miliardi e cercando di dare una risposta veloce ai cittadini. Erano momenti convulsi, con cittadini che assalivano i negozi, l'istituto ha risposto in modo efficace in 15 giorni, predisponendo una misura che non esisteva. Il bonus per gli autonomi. Lo ha elargito in 15 giorni, come chiesto dal governo". 

  • "La procedura costruita dall'amministrazione si basa sulla legge, basandosi sui nostri archivi, si attinge alla presenza o meno di altri fondi previdenziali obbligatori". "Gli approfondimenti sono in corso ancora oggi".

  • "Nel periodo di covid l'esigenza era pagare e non controllare, pagare subito e poi controllare, questo è fatto",

  • In merito alla diffusione della notizia sui "furbetti del bonus", Tridico ha affermato che "questa notizia non è uscita dal sottoscritto né direttamente né indirettamente, nel modo più assoluto".

  • "Da fine aprile l'antifrode si è concentrata sulla percezione dei bonus da parte di chi fosse iscritto ad altre forme previdenziali. Sulla base di ciò l'antifrode manda ad altre direzioni una tranche di 40 mila soggetti che risultavano presenti e iscritti a un'altra forma di previdenza. Per evitare comportamenti fraudolenti l'attenzione si è concentrata sugli amminisratori locali".

 

Chi ha preso il bonus 600 euro? Nomi e cognomi Lega e M5s:

Lega, sospesi i parlamentari Elena Murelli e Andrea Dara.

"Dopo aver ascoltato e verificato le rispettive posizioni, si conferma il provvedimento della sospensione', così il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari. Entrambi i deputati hanno percepito il bonus Inps di 600 euro previsto per i titolari di partita Iva. "Pur non avendo violato alcuna legge - ha proseguito Molinari - è inopportuno che parlamentari abbiano aderito a tale misura e per questa ragione abbiamo deciso e condiviso con i diretti interessati il provvedimento della sospensione. E' comunque incredibile che i vertici dell'Inps non abbiamo versato ai lavoratori che aspettano da marzo quanto dovuto e che abbiano invece versato a chi non era in difficoltà. In qualsiasi altro paese i parlamentari sarebbero stati sospesi ma il presidente dell'INPS sarebbe stato licenziato".

 

Sulla vicenda dei furbetti del bonus 600 euro interviene anche Matteo Salvini che dai microfoni di Agorà Estate dice: Ho dato indicazione che chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato".  "Tridico si deve dimettere? Io non faccio processi a nessuno e guardo a casa mia dove sono inflessibile. Domanderemo però al presidente dell'Inps come abbia fatto a non pagare il bonus a chi ne aveva bisogno per darlo invece ai parlamentari". 

 

Per quanto riguarda il Movimento 5 stelle è il deputato Marco Rizzone, ad aver richiesto il bonus di 600 euro destinato alle partite Iva, che hanno incontrato difficoltà durante l'emergenza.

 

"In relazione alla vicenda del bonus da 600 euro, destinato a partite Iva, lavoratori autonomi e professionisti, ho deferito il deputato Marco Rizzone al Collegio dei Probiviri chiedendone la sospensione immediata e massima severità nella sanzione", ha dichirato in una nota iVito Crimi.

 

Furbetti bonus 600 euro i nomi dei consiglieri:

Furbetti bonus 600 euro nomi e cognomi dei consiglieri che l'hanno preso:

Tra i consiglieri che invece hanno preso il bonus partita IVA c’è Anita Pirovano, una delle prime ad uscire allo scoperto. La consigliera comunale milanese che appartiene alla lista Milano Progressista, ha ammesso di aver chiesto e si è giustificata sostendendo che lei non vive di sola politica.

 

Il governatore del Veneto Luca Zaia, ha detto di voler sentire i suoi consiglieri per poi decidere:  "Incontrerò il vicepresidente Gianluca Forcolin e i consiglieri Riccardo Barbisan ed Alessandro Montagnoli. Dopo di che renderò note le decisioni". Zaia, ha sottolineato in merito alla vicenda 'bonus' che: "Ricordo che sono stato io, per primo, a porre la questione a livello nazionale, perché penso che sia fondamentale la chiarezza; bisogna avere sempre la schiena diritta. Dopo di che - ha detto il presidente - stiamo parlando di un provvedimento che non è affatto illegale, bensì di un tema di opportunità. Abbiamo tre casi tra loro differenti: due consiglieri che hanno chiesto il bonus, lo hanno ottenuto e poi hanno documentato di aver fatto beneficenza elargendola a terzi; dall'altro abbiamo un vice presidente che è socio di minoranza di uno studio associato che ha presentato domande per i soci e i clienti".

 

Altro nome che si aggiunge alla lunga lista c'è Ubaldo Bocci che si è dimesso dal ruolo di coordinatore del centrodestra in Palazzo Vecchio a seguito delle polemiche sul bonus di 600 euro dell'Inps. Bocci, già candidato a sindaco contro Dario Nardella, resta comunque nella carica di consigliere comunale. "Ho comunicato la mia decisione ai tre capogruppo di Fi, Fdi e Lega di lasciare l'incarico di coordinatore del centrodestra in consiglio comunale - ha spiegato all'Ansa - Sono uomo di centrodestra e poiché mi rendo conto che in questa fase la mia figura è divenuta ingombrante, di ostacolo, ho deciso per lealtà verso la coalizione di lasciare questo ruolo". 

 

Nelle ultime ore è uscito allo scoperto anche il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina del Movimento 5 Stelle, che sostiene di averlo dato in beneficienza al fondo del Comune attraverso un bonifico e il sindaco di Treviglio, Juri Imeri (Lega), che ha percepito il bonus da 600 euro per le Partite IVA dice per colpa del suo commercialista.

 

 

*** In base alle ultime notizie 12 agosto sul bonus partite IVA richiesto sicuramente da 3 parlamentari, 2 della Lega e 1 del Movimento 5 stelle, il Garante della privacy ha confermato il via libera ai nome dei «furbetti»: «Sulla base delle norme vigenti la privacy non è d’ostacolo alla pubblicazione dei dati relativi ai beneficiari del contributo laddove, come in questo caso, da ciò non possa evincersi, in particolare, una condizione di disagio economico-sociale dell’interessato».

 

Ciò significa che i nomi dei beneficiari del bonus 600 euro possono essere svelati, inoltre il Garante della protezione dei dati personali ha aggiunto che «sarà aperta una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall’Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse».

 

Gli occhi ora sono tutti puntati sull’Inps e sul suo presidente Pasquale Tridico finito nel mirino.

 

Da Forza Italia che ne ha chiesto le dimissioni a Italia viva che sembra essere lo zoccolo più duro tanto è vero che il vicepresidente della Commissione Lavoro, il renziano Camillo D’Alessandro, ha avanzato «la formale richiesta di audire il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico».

 

Un'istanza accolta dalla presidente Debora Serracchiani, che ha fatto sapere di aver già parlato con Tridico e che «stiamo cercando di valutare con gli uffici la disponibilità per una convocazione anche prima del 24 agosto».

 

Nel frattempo un furioso Tridico rimanda al mittente le accuse che si tratti di un’operazione politica. «Chi dice queste cose dovrebbe anche dimostrarlo, invece di sparare accuse nel vuoto» e minaccia querele. Inoltre il presidente dell'Inps assicura che se il Parlamento lo chiamerà a riferire, cosa più che probabile, «darò lì tutte le spiegazioni». 

 

Chi sono i furbetti del bonus IVA?

C’è chi li chiama furbetti del bonus IVA, chi approfittatori, e chi chiede a gran voce che vengano resi noti i nomi dei parlamentari che hanno fatto richiesta del bonus da 600 euro per i professionisti titolari di partita IVA danneggiati dagli effetti legati al coronavirus, in particolar modo dal lockdown. Di questi cinque, solo tre avrebbero ricevuto il bonus, forse due leghisti e un esponente del Movimento 5 stelle, ma il condizionale è d’obbligo visto che non ci sono conferme.

 

Sotto accusa anche 2mila tra consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci che avrebbero chiesto ed ottenuto il bonus.

 

Questa volta sarà difficile addossare le colpe ad altri, come ai commercialisti, visto che l’Inps comunica via SMS direttamente al beneficiario l’accredito del bonus, difficile nascondersi dietro un banale: “non ho fatto io la richiesta” o “non lo sapevo”.

 

Questi parlamentari non avranno sicuramento violato delle leggi ma hanno certamente tradito il codice di “onore” scritto nell’articolo 54 della Costituzione: “tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

 

Crimi chiede ai parlamentari di firmare rinuncia alla privacy

Il capo politico del M5s, Vito Crimi, appoggiato dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e dal viceministro Stefano Buffagni, pretende che venga fatta chiarezza su questa vicenda che sta gettando fango sull’intera categoria, per tale motivo ha chiesto ai colleghi parlamentari di sottoscrivere una dichiarazione per autorizzare l’Inps a fornire i dati di chi ha usufruito del bonus, una rinuncia alla privacy sperando che tutti i partiti si muovano nella stessa direzione.  

 

C’è chi invece chiede ai furbetti del bonus di venire allo scoperto autodenunciandosi, compiendo un atto di responsabilità per mettere fine ad una vicenda che rischia di infiammare gli animi degli italiani stravolti dalla pandemia e di far montare una rabbia che potrebbe diventare incontenibile.

 

Sconcertato il presidente della Camera Roberto Fico che ha parlato di etica nella politica. “È fondamentale che i parlamentari capiscano che rappresentano tutti gli italiani e che il loro comportamento debba rispettare le istituzioni. Secondo me questa situazione si risolverà in questo modo: i parlamentari dovranno uscire pubblicamente chiedendo scusa e restituendo i soldi”. La terza carica dello Stato ha difeso invece i consiglieri comunali, specificando che un “consigliere comunale ha un lavoro e uno status completamente diverso da quello dei parlamentari: è giusto che continuino ad avere un lavoro e, se sono in difficoltà, ad accedere ai bonus. Bisogna fare le dovute differenze”.

 

Tremano i vertici dell’Inps

Intanto si chiedono spiegazioni all’Inps, con i vertici che potrebbero essere spazzati via da questa improvvisa tormenta estiva. Sotto accusa soprattutto il direttore dell’Istituto Pasquale Tridico, che avrebbe dovuto vigilare per evitare uno spreco di denaro pubblico mentre ci si chiede come possano non essere stati imposti limiti di reddito al bonus e se si sia trattato di una disattenzione oppure di una mirata svista.   

 

In entrambe i casi gli italiani sono stanchi di assistere a questi soprusi, non vogliono più essere rappresentati da una classe politica ancorata ai “vizi e stravizi” del passato, hanno bisogno di trasparenza, di annusare un’aria di cambiamento che ancora fatica a diffondersi, ma che sembra aver gettato qualche timido seme sparso qua e là.

 

Effetti sul referendum per taglio parlamentari

La vicenda non potrà che avere importanti ripercussioni sul referendum per il taglio dei parlamentari in programma il 20 e 21 settembre.

 

Luigi Di Maio scrive su facebook di non avere dubbi su cosa votare: “politici furbetti con stipendi da capogiro che richiedono il bonus di 600 euro per le partite IVA in difficoltà. No comment. Tra loro 5 deputati della Repubblica. E ci si domanda ancora se il taglio dei parlamentari sia una cosa giusta. Il 20 e il 21 settembre possiamo dare insieme una bella sfoltita e fare la storia. Gli italiani potranno scegliere se tenersi 945 parlamentari o se tagliare 345 stipendi inutili. Io non ho dubbi".

 

Intanto il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini, accusa alcuni esponenti della maggioranza di aver gestito la notizia ad hoc per influenzare il voto democratico sul referendum costituzionale di prossimo svolgimento.

 

Alcuni sostengono invece che si tratti dell’ennesima news da cavalcare per distogliere l’attenzione da una questione ancor più seria: la crisi economica italiana e i prossimi devastanti effetti che ne scaturiranno a livello sociale.

 

E’ tempo di riflettere, di meditare, su cosa siamo e su cosa vogliamo diventare, perché il coronavirus ci sta dando l’opportunità di rimettere in discussione tutto e di poter diventare migliori sotto tutti i punti di vista. Basterà seguire l’esempio di tutti quegli italiani tra medici, infermieri e volontari, che per il bene del Paese hanno messo a rischio la loro vita e quella delle loro famiglie, quell’Italia da ammirare e da emulare, perché noi siamo anche questo e mi piacerebbe dire che siamo soprattutto questo.

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