Governo ultimissime: M5s e Pd vicini all'accordo? Ultime notizie news

«Governo ultimissime notizie Di Maio verso l'accordo su nuovo esecutivo giallorosso M5S-PD? Al termine del primo incontro clima positivo, si può lavorare»

Governo ultimissime notizie e news: dopo le dimissioni del Premier Conte, sono terminate anche le consultazioni ma il Presidente Mattarella ha dato l'ok a nuove consultazioni, fissandole il prossimo martedì e mercoledì, con l'intento di far trovare un accordo tra le forze politiche ed un nome condiviso come Presidente del Consiglio.

 

Luigi Di Maio dopo la consultazione con Mattarella, ha detto che il Movimento ha avviato le opportune interlocuzioni per trovare una maggioranza forte che voglia fare per prima cosa il taglio dei parlamentari.

 

Nicola Zingaretti, che ha ricevuto pieno mandato dal PD compatto nel trovare una soluzione di intesa ed alleanza con il M5S, dopo le consultazioni ha definito i 3 punti irrinunciabili per formare un governo giallorosso:

  • no al taglio dei parlamentari;

  • cancellazione dei decreti sicurezza;

  • intesa su Manovra 2020.

 

Ultimissime notizie governo di oggi 23 agosto 2019:

Fonti Dem hanno confermato che è stato fissato alle ore 14:00, l'incontro tra i capigruppo di M5s e Pd, in luogo ancora da decidere.

 

Nel frattempo il segretario del Pd Nicola Zingaretti è arrivato stamattina presto nella sede del partito dove via via è stato raggiunto da altri esponenti dirigenti Dem, tra cui il presidente Paolo Gentiloni, la vicepresidente Anna Ascani, il vicesegretario Andrea Orlando e il tesoriere Luigi Zanda. 

 

Si è concluso dopo un'ora e mezza, l'incontro per un futuro governo M5s Pd, "La riunione si è svolta in un clima positivo e costruttivo, che ci fa ben sperare sulle prospettive", ha detto il capogruppo Pd Andrea Marcucci al termine della prima riunione con M5s.

 

E il capogruppo alla Camera Graziano Delrio ha fatto sapere che con i 5S "c’è stata un’ampia convergenza sui punti dell'agenda ambientale e sociale. C’è un lavoro molto serio da fare sulla legge di bilancio, sulle priorità".

 

Crisi di governo ultimissime: più vicino un governo giallorosso

Lo scenario che si prospetta con la crisi di governo Lega m5S, è uno scenario post Giuseppe Conte a due vie:

  • voto anticipato ad ottobre, voluto fortemente da Matteo Salvini Lega Fratelli d'Italia e dal PD di Zangaretti ed osteggiato, invece, dal M5S e dal PD di Renzi e parte di Forza Italia;

  • governo giallorosso con nuova maggioranza M5s, Pd, Leu Radicali, nascita quindi di un governo giallo-rosso, ipotesi avanzata da Matteo Renzi e temuta assai dalla Lega e da Nicola Zingaretti che vedrebbe così perdere la sua leadership all'interno del partito.

I dubbi del Carroccio sono rivolti anche a Forza Italia, visto che Salvini non va d'accordo con Mara Carfagna e teme quindi che una parte di FI opti per il governo giallorosso e quindi a salvare la poltrona.

 

Crisi di governo: decide Mattarella

A dettare le linee guida su come risolvere la crisi di governo ci penserà come sempre il Presidente Mattarella.

 

Il Presidente, infatti, potrebbe intervenire drasticamente già mercoledì prossimo al termine del secondo ciclo di consultazioni. Senza una maggioranza, ha detto il Presidente, la strada maestra sarà il voto.

 

Ma come è nata la crisi di governo Lega M5s? Quali sono stati i temi che hanno fatto dire alla Lega, basta andiamo al voto?

 

Che le cose non andavamo giò da tempo tra Di Maio e Salvini, si era capito da qualche mese, da quando cioé i due non si risparmiavano stoccate per la Tav, per l'immigrazione, vedi decreto SIcurezza bis, o l'autonomia differenziata, tra i secchi no di Luigi Di Maio ed i sì di Matteo Salvini.

 

Pare chiaro quindi che il governo Conte, governo GialloVerde o governo del Cambiamento o qualsiasi altro modo si voglia chiamare questo governo nato da un accordo M5s Lega scritto alla tedesca, sia giunto ormai al capolinea per volontà di Matteo Salvini e della Lega.

Oggi al Senato è la giornata cruciale per conoscere il futuro politico dell'Italia.

 

Andiamo quindi a vedere quali sono stati i punti sui quali il M5s e Lega hanno litigato di più e su quali Matteo Salvini e Luigi Di Maio proprio non sono riusciti a trovare un comun denominatore, neanche per quanto riguarda lo Spread e la Manovra del prossimo anno e cosa succederà a ora a flat tax, Legge di Bilancio 2020 e reddito di cittadinanza.

 

Crisi di governo: cosa succede ora a flat tax e RdC?

Crisi di governo Lega M5S: cosa succede ora a flat tax, Legge di Bilancio 2020 e Reddito di cittadinaza: Uno dei tempi su cui il governo Lega M5S è stato molto diviso è sulla Legge di Bilancio 2020, da una parte c'era la Lega che voleva ad ogni costo la flat tax o da estendere dal 2020 anche alle famiglie e dipendenti entro un certo limite di reddito, oppure di una flat tax redditi incrementali con aliquota al 15% da applicare ai redditi ottenuti in più nel 2020 rispetto al 2019.

 

Dall'altra parte, invece, c'era il Movimento 5 stelle che con il Premier Conte ed il ministro Tria, volevano invece una riforma fiscale Irpef 2020 basata dulla riduzione da 5 a 3 aliquote Irpef.  Poi Luigi Di Maio si era detto pronto a rimandare l'introduzione del salario minimo orario per una riduzione considerevole del cuneo fiscale 2020.

 

Cosa succede ora con la crisi: di governo? Per la Legge di Bilancio 2020 occorre attendere le decisioni del Presidente Mattarella, ma secondo i piani di Matteo Salvini, ci saranno nuove elezioni entro ottobre, la Lega massimizzerà i voti e vincerà le elezioni.

 

Con Salvini Premier, ci sarà la flat tax 2020 sotto il nuovo governo di Centrodestra a prescindere dalle indicazioni dell'Europa, Quota 100 rimarrà fino a tutto il 2021 perché già finanziata ma poi ci sarà Quota 41 per tutti ed il reddito di cittadinanza?

 

Il reddito di cittadinanza che non è mai piaciuto alla Lega e Salvini, potrebbe essere abolito o rivisto, sicuramente cambierà nome e sarà più orientato al lavoro e alle imprese,

 

Governo M5s Lega si spacca sulla TAV: si apre la crisi

Un altro punto sul quale le due forze di maggioranza proprio non sono d'accordo è la realizzazione della TAV Torino Lione.

 

Per la Lega, la TAV deve essere fatta ed anche al più presto, perché solo con i NO l'Italia non va da nessuna parte, il progresso non può essere fermato.

 

Per il M5S, invece, la TAV è un'opera inutile e dispendiosa che ha anche un grande impatto ecologico sul territorio.

L'alta velocità è ritenuta dai grillini una tecnologia che sta diventando ormai obsoleta, oggi si pensa e si parla di Hyperloop anche in Europa, treni verdi che vanno a 1200 km/h e non di TAV Torino Lione che potrà andare al massimo a 200 km/h.

 

Il 7 agosto 2019 segna poi un punto di svolta per il TAV, il Senato, infatti, approva tutte le mozioni a favore della TAV e respinge la mozione del M5S contrario all'opera, si apre la crisi nel governo giallorde?

 

Governo Lega e M5s: l'autonomia differenziata

Altro grande tema di netta divisione del governo Lega M5s è stata l'autonomia differenziata regionale.

 

Ma che cos’è l'autonomia differenziata per le regioni? L’autonomia differenziata è la possibilità per le regioni, in testa Lombardia e Veneto, di farsi riconoscere per legge una maggiore autonomia come previsto dall’aricolo 116 della Costituzione dopo la modifica avvenuta con la riforma costituzionale del Titolo V approvata nel 2001.

 

Per la Lega, l'autonomia regionale è da sempre uno dei suoi cavalli di battaglia mentre per il M5S, questa misura potrebbe essere troppo lesiva nei confronti del Sud, nel frattempo, i 5 stelle sono riusciti ad evitare che nella bozza di testo del decreto legge, rientrasse anche l'autonomia dell'istruzione. 

 

Governo M5s Lega: le divisioni dopo il caso Siri

Come tutti sappiamo il Governo M5s Lega con Giuseppe Conte Premier è in carica dal 1º giugno 2018.

 

Il governo Conte, il 65° governo della Repubblica Italiana ed il primo della XVIII legislatura, come tutti sappiamo è nato dalla coalizione di due forze politiche molto distanti tra di loro, sia in termini di ideologie, misure che di programma, che sono riuscite però a trovare un accordo per governare l'Italia.

 

Queste due forze politiche che sono appunto il Movimento 5 stelle e Lega, fino adesso sono riusciti a tenere fede all'accordo sottoscritto dopo le elezioni politiche del 2018, nonostante il caso 

 

Il caso Siri, infatti, ha diviso profondamente il governo GialloVerde, se da una parte il Movimento 5 stelle ha ottenuto ciò che voleva, ossia la revoca da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del mandato da sottosegretario al ministero dei Trasporti per Armando Siri accusato di corruzione dalla Procura, dall'altra la Lega si è trovata costretta a dove rinunciare ad un suo uomo chiave al governo con grande arrabbiatura di Salvini.

 

La vicenda ovviamente non si è certamente chiusa lì, d'altronde Armando Siri è colui che nella Lega ha proposto, teorizzato e scritto la proposta della flat tax al 15%, che è una delle misure cardine del programma, inoltre dopo lo scoppio del caso Siri, ha causato una perdita di consensi nei confronti degli alleati di Governo tanto per la Lega quanto per i 5 Stelle.

 

Governo M5s Lega: le divisioni alle elezioni europee 2019

Per il governo M5s Lega, le elezioni europee 2019, non hanno segnato il punto del non ritorno. Dopo i risultati ottimi per la Lega, risultata primo partito in Italia, e nefasti per il Movimento 5 stelle, il governo non è caduto ed è andato avanti per la sua strada.

 

La Lega in Europa:

Nel Parlamento Europeo, la Lega fa parte del gruppo l'Europa delle Nazioni e della Libertà (Enf), di cui fanno parte tutti i partiti europei di destra euroscettici come il partito di Marine Le Pen, risultato poi primo partito in Francia.

 

L'ENF nato nel 2015 racchiude quindi tutti i partiti euroscettici più radicali ed ha come obiettivo il sovranismo, l'abbandono della moneta unica e una revisione più restrittiva dei trattati riguardanti l’immigrazione nell'Unione Europea.

 

La Lega quindi risulta perfettamente allineata all’ideologia che sta alla base dell'ENF che vede tra l'altro in Matteo Salvini Lega, uno dei leader di maggior spicco.

Alle elezioni europee 2019 Matteo Salvini è l'unico candidato in tutte le circoscrizioni.

 

Il Movimento 5 Stelle in Europa, invece fa parte del gruppo parlamentare UE Europa della Libertà e della Democrazia diretta (Efdd)

Un partito che ha come obiettivo primario quello di far aumentare la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche in Europa, oltre al M5s fanno parte dell'EFDD anche il partito pro-Brexit - Partito per l'Indipendenza del Regno Unito (Ukip) di Nigel Farage e le delegazioni di 7 Stati membri, per un totale di 8 partiti.

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