La crisi nella maggioranza

Litigi e tensioni: Conte prova a rattoppare la sua maggioranza

Il decreto ristori e i contagi che continuano a salire non calmano le acque. Zingaretti chiede di coinvolgere le opposizioni mentre Berlusconi tende la mano

28 ottobre 2020 16:05
Litigi e tensioni: Conte prova a rattoppare la sua maggioranza

Il premier Giuseppe Conte ammette: “Stiamo lavorando per evitare un lockdown generalizzato, scenario da scongiurare ad ogni costo”. In Italia il virus non dà tregua. La curva continua a salire: sfiorati i 22 mila nuovi contagi, 221 i decessi. Sono ore convulse per il Governo. Palazzo Chigi ha appena varato il decreto legge ristori per gli aiuti alle categorie più colpite dalle nuove restrizioni. Ma dopo lo scontro frontale di ieri sul nuovo Dpcm tra Conte e Italia Viva strascichi e tensioni ci sono ancora. Nella nottata si è svolto un vertice dei capigruppo di maggioranza con il presidente del Consiglio. Che oltre a tenere il punto, “Il Dpcm non si cambia”, avrebbe spiegato che la nuova stretta si è resa necessaria per cercare di tenere sotto controllo la curva ed evitare il crollo del sistema sanitario. Conte confiderebbe sui dati. Se lo consentiranno le misure potrebbero essere allentate a dicembre.

 

Il centrodestra: Governo subito in Parlamento, ma Berlusconi apre

ll premier sarà oggi in Parlamento per il question time e domani per riferire sulle ultime misure. Ma non si sa se ci sarà un voto o se si tratterà di una semplice informativa alle Camere. Il clima è teso tra le forze politiche. Il centrodestra chiede una “discussione parlamentare urgente punto su punto del nuovo Dpcm” giudicando “surreale che, stante lo stato di emergenza Covid e con drammatiche restrizioni della libertà degli italiani, il Senato stia discutendo di regolamenti europei e la Camera di omotransfobia”. Il leader azzurro, Silvio Berlusconi, usa però toni più concilianti. In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale parlando di un possibile lockdown sposa la linea di Conte e dice: “una catastrofe da scongiurare con ogni mezzo” ma “in questa situazione la prudenza non è mai troppa. La libertà dei cittadini per me è sacra, ma mi rendo conto che alcune limitazioni temporanee siano inevitabili”. Poi il passaggio politico più rilevante: Forza Italia assicurerà “tutti i voti necessari per fare cose utili al Paese, esiste un interesse nazionale preminente che deve portare ad unire gli sforzi”. 

 

Maggioranza litigiosa e critiche per i ritardi

Nella maggioranza i nervi sono tesi. Sembra che la lotta sia di tutti contro tutti. Nicola Zingaretti spinge perché il Governo sia concentrato su “efficienza e serietà, dialogo e apertura con il Paese, le persone, le forze produttive e sociali, il tessuto associativo”. E vuole “il coinvolgimento e il confronto con le forze di opposizione”. In una lettera al quotidiano La Repubblica il segretario del Pd avverte sui pericoli di ulteriori divisioni: “Altre democrazie nel mondo”, dice, “non si sono mosse per tempo, e hanno pagato e stanno pagando costi immensi in termini di vite umane e conseguenze economiche. Noi abbiamo ancora la possibilità di fermarci prima, di salvare l'Italia e il suo futuro, se saremo capaci di resistere, di combattere insieme e di agire uniti”. E ripete le parole del presidente Mattarella: “il nemico è il virus, non le regole che ci diamo per fermarlo”. Mentre il tasso di litigiosità nel Governo sale ogni giorno, sono sempre più pungenti le critiche per inadempienze e ritardi: il Paese è stato colto impreparato dalla seconda ondata. Si è pensato in tutti questi mesi che l’impatto sarebbe stato di minore intensità rispetto alla prima, ora si teme che non sia così. Lo sforzo per assumere 36 mila operatori tra medici e infermieri, l’autosufficienza garantita nella produzione di mascherine non sembrano misure adeguate per fronteggiare il nuovo record di contagi. Strutture sanitarie e personale sono in serie difficoltà e a rischio saturazione. Di nuovo. 

 

Gli aiuti ai lavoratori

Cresce e preoccupa anche il disagio sociale. Per il Governo, in questa fase, la partita degli aiuti ai lavoratori e alle aziende costrette a fermarsi è fondamentale. Sia per tenere insieme le opposte fazioni, anche nella maggioranza, sia per tenere a bada le piazze. Ieri è stato varato il decreto legge ristori: il ministro Gualtieri ha assicurato che i contributi a fondo perduto arriveranno “in tempi record entro il 15 novembre”. Il nuovo intervento avrà un funzionamento legato al meccanismo già utilizzato con il decreto Rilancio, il mese di aprile resterà il punto di riferimento. I risarcimenti sono stati aumentati: la soglia del 100% resta per taxi e conducenti Ncc, per le altre categorie dal 150 al 200% e al 400% per le discoteche.  Se non si ripeteranno gli errori fatti nei mesi passati con i fondi per la cassa integrazione la boccata di ossigeno prevista per 462 mila imprese sarà utile. Il fattore tempo adesso è davvero cruciale. 

 

Le proteste di piazza

Intanto, continuano le proteste in molte città. Ieri sera Piazza del Popolo a Roma è stato teatro di scontri tra qualche centinaio di aderenti a Forza Nuova e la polizia. Il pericolo di frange di estremisti che si insinuano nelle proteste pacifiche e legittime dei cittadini allertano da giorni il Viminale. Alla crescente sofferenza sociale per le ricadute economiche dell’emergenza sanitaria si aggiungono i problemi di ordine pubblico e sicurezza. Di fronte alle scene di guerriglia urbana che si stanno ripetendo da giorni il ministro Gualtieri parla di “gruppi di violenti neofascisti che nulla hanno a che fare con le categorie in difficoltà e che approfittano della sofferenza delle persone. Lo Stato”, dice, “non tollererà comportamenti violenti”. 

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