L‘emergenza coronavirus in Italia

Covid, il ministro Speranza: “Dati in peggioramento, non illudiamoci”

Nelle comunicazioni a Montecitorio il titolare del dicastero della Salute illustra le misure del nuovo Dpcm: “Mascherine anche all’aperto e più controlli”

6 ottobre 2020 15:46
Covid, il ministro Speranza: “Dati in peggioramento, non illudiamoci”

“La sicurezza sanitaria è la prima mattonella su cui costruire la ripartenza del Paese”. Nella sua informativa alla Camera dei deputati il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla chiaro e non nasconde le difficoltà del momento: “Non saranno mesi facili” quelli che abbiamo di fronte “ma di convivenza” con il virus. “La battaglia sanitaria” è la madre di tutte le battaglie e “il servizio sanitario nazionale è l’arma più forte che abbiamo”. Usa metafore prese in prestito dal gergo militare, il ministro. La guerra al virus non è finita e non si può cantare vittoria. Per questo “è necessario alzare il livello di guardia”. E anche se l’Italia “sta meglio di altri Paesi non dobbiamo farci illusioni".

 

Stato d’emergenza e Dpcm

“L’emergenza non è finita” e “quindi ritengo opportuna la proroga al 31 gennaio dello stato di emergenza, già annunciata dal presidente del Consiglio”. Speranza nelle sue comunicazioni ai deputati sostiene la necessità di protrarre le misure straordinarie e spiega anche che “mantenere l'impalcatura istituzionale che gravita intorno alla Protezione civile, al Commissario straordinario e al Comitato tecnico scientifico” è “fondamentale “e “fino a oggi ha funzionato”.  Tre sono le regole su cui si basa il Dpcm che il Governo si appresta a varare: “Mascherina anche all'aperto, divieto di assembramenti e lavaggio della mani”. Sono le “indicazioni della comunità internazionale” sottolinea. “Rispettare queste norme significa tenere la curva sotto controllo e non mettere in difficoltà il Ssn”. 

 

Nuova stretta sulle misure di contenimento e più controlli

E’ una “realtà inedita” quella che stiamo vivendo, la “cui prevedibilità è molto complicata”. Il titolare del dicastero della Salute conferma “la linea della prudenza seguita fino a oggi”. “Le misure essenziali che ci hanno consentito di convivere con il virus” non sono solo confermate ma subiscono anche “un rafforzamento”.  “La prima regola fondamentale è l'utilizzo corretto delle mascherine”, afferma. “Valutiamo l'estensione dell'obbligo anche all'aperto. In ogni situazione in cui c’è la possibilità di incontrare persone non conviventi, le mascherine vanno utilizzate”. I dati “ci dicono che la stragrande maggioranza dei contagi avviene in famiglia. Inoltre, prevediamo un aumento dei controlli perché gli assembramenti sono un rischio reale che non possiamo permetterci”.

 

Contagi in crescita

“Il quadro internazionale e nazionale” dà “segnali” che siamo in una “mutazione di fase rispetto ai mesi passati. Nel mondo i contagiati superano 35 milioni con oltre 1 milione di decessi”. L’Italia per l’European Centre for Disease Prevention and Control è “al 45/mo posto”. “In due mesi”, spiega Speranza, fornendo una fotografia della situazione attuale in Italia, “c'è stato un salto in avanti significativo dei casi: 3487 ora sono i ricoverati e in terapia intensiva abbiamo 323 persone. Questi numeri ad oggi sono sostenibili per il Ssn”. Di certo “rispetto ai giorni più difficili con 4mila persone in terapia intensiva la situazione è gestibile ma non possiamo non vedere la tendenza”.

 

E avverte: “Il virus circola e continua a mandare persone in stato di grande sofferenza.Nella prima fase l'età media dei casi era di 70 anni, ora è di 41. Anche in questo caso la tendenza non può farci stare tranquilli perché ad agosto l’età media era di 31 anni”. C’è poi un elemento nuovo rispetto alla prima ondata. A marzo “il virus aveva colpito un’area del Paese precisa, ora non c'è più una dinamica di territorialità, con un pezzo del Paese molto colpito e un altro colpito in modo solo marginale. In questa seconda fase c'è una crescita diffusa e generalizzata e nessuna realtà è fuori dai rischi”. Per questo c’è bisogno “della massima attenzione in ogni angolo del Paese”.

 

Aumentati i test

Nel Paese aumenta la capacità di testing. “Abbiamo superato i 120mila test al giorno. Oltre ai test molecolari classici abbiamo anche utilizzato da agosto i test antigenici a partire dagli aeroporti. Questi test sono stati allargati anche fuori dagli scali aeroportuali. Il mio auspicio è che si possa arrivare presto all'utilizzo dei test salivari soprattutto rispetto per i più piccoli”.  

 

Le scuole

Il ministro sottolinea che “I primi numeri segnalano un impatto basso e buona capacità di tenuta nelle scuole. I casi ci sono e ci saranno nelle prossime settimane, ma i protocolli che abbiamo individuato in questo momento sono solidi e se rispettati con rigore possono consentirci di gestire la partita delle scuole". 

 

Il rapporto con le regioni

Dopo i difficili rapporti con alcune Regioni nella prima fase dell’epidemia e i contrasti sull’adozione delle misure di contenimento soprattutto con la Lombardia, Speranza è chiaro: “Ci sarà bisogno di ripristinare al massimo il dialogo tra Stato e Regioni”. Ma è fuori discussione un eventuale potere di allentamento delle norme previste a livello statale. “Le Regioni potranno assumere sicuramente misure più restrittive”, dice. E auspica “un livello di coordinamento maggiore rispetto ai mesi passati". 

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