L'emergenza Covid continua

Covid, proroga stato di emergenza fino al 31 gennaio: cosa cambia

Ma dopo l’annuncio del presidente del Consiglio l’opposizione alza le barricate e chiede un dibattito in Parlamento sui motivi alla base del provvedimento

6 ottobre 2020 14:51
Covid, proroga stato di emergenza fino al 31 gennaio: cosa cambia

Lo stato di emergenza verrà prorogato per altri tre mesi. L’annuncio è stato fatto direttamente dal presidente del Consiglio: “In Cdm abbiamo convenuto che la situazione resta critica: per quanto la curva dei contagi sia sotto controllo c'è bisogno della massima attenzione. Andremo in Parlamento a chiedere la proroga fino al 31 gennaio”.

 

Il ministro della Salute in Parlamento:

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha illustrato oggi alle Camere i contenuti del nuovo DPCM ottobre 2020. Che conterrà misure che consentono di mantenere i divieti attuali, a partire da quello di assembramento, e tutte le norme su distanziamento e procedure d'urgenza per l’acquisto di macchinari e ogni materiale sanitario necessario.

 

Cosa cambia

Attualmente Cassa integrazione-Covid 19 e blocco licenziamenti dovrebbero restare in vigore fino a fine anno. Fino al 31 dicembre anche smart –working per 50% degli amministratori pubblici. In tutte le aziende la modalità di lavoro ‘smart’ è consentita senza accordi individuali. Con la proroga le misure dovrebbero essere mantenute. Così come il potere del commissario Domenico Arcuri di adottare atti straordinari per le necessità della scuola e reperire attrezzature con procedure agevolate rispetto a quelle che regolano l’affidamento degli appalti. Resterebbero operative anche le norme che consentono l’istituzione di ‘zone rosse’ e lo stop all’ingresso in Italia per chi proviene da Paesi a rischio. Attivo il coordinamento della Protezione Civile e il potere straordinario di alcuni governatori come soggetti attuatori.

 

Situazione sanitaria

Il bollettino dei nuovi contagi non è rassicurante. Sono più di 2.500 quelli registrati in un solo giorno, e da due mesi la curva sale costantemente. In questo momento, la massima attenzione è sulle regioni del centro-sud in cui, durante la prima ondata del virus, il numero di casi è rimasto sotto controllo. Ma che adesso mostrano un aumento degli ospedalizzati con punte dell’11% in Sicilia e del 10 nel Lazio. Contro una media nazionale del 6,6%. Il timore resta quello di una seconda ondata, prevista proprio per inizio autunno. “Siamo davanti a mesi di resistenza, dobbiamo resistere con gli strumenti che abbiamo e che sono prima di tutto i comportamenti corretti”, dichiara il ministro della Salute. “Vedremo la luce nei primi mesi del 2021 perché avremo nuovi strumenti per affrontare la sfida al Covid e nel corso dell'anno usciremo dalla fase più drammatica".

 

Gli esperti

"Le cose cominciano a mettersi peggio, il virus è nocivo come nella scorsa primavera”, dice il virologo Roberto Burioni. “State attenti, mantenete le distanze, portate le mascherine evitate luoghi affollati". E di proroga “giusta” parla Walter Ricciardi, docente di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica di Roma e consigliere di Speranza insistendo sulla “necessità, in questo periodo, che sarà molto duro, di prendere provvedimenti con grande rapidità. Sappiamo che il nostro ordinamento a volte non lo consente. L'emergenza è finalizzata a questo: reagire prontamente a un virus che si dimostra sempre più insidioso”. La situazione dell’Italia è certamente migliore rispetto a quella che si sta registrando in altri Paesi europei. Ma è probabile che si stiano vedendo i primi effetti della riapertura delle scuole e di un allentamento progressivo di alcuni comportamenti durante l’estate. E Ranieri Guerra dell’OMS: “viviamo ancora con la rendita delle decisioni prese”. “Abbiamo creato una barriera di protezione” che adesso “deve essere rafforzata, non indebolita. La catena di comando che deve essere più corta ed efficace possibile".

 

L’opposizione

Ma sei il mondo della scienza sembra concorde sulla proroga decisa dal Governo, tra le forze politiche si riaccendono le polemiche. A inizio estate lo scontro con l’opposizione fu molto duro e alla fine si trovò il compromesso del 15 ottobre. Adesso il clima è ugualmente rovente: il centrodestra attacca sul prolungamento delle misure di un anno esatto. Era il 31 gennaio 2020 quando fu proclamato lo stato d’emergenza. “Conte venga in Parlamento e spieghi. Non firmiamo cambiali in bianco”, afferma Matteo Salvini. Più agguerrita ancora Giorgia Meloni. “Il Governo più opaco e meno trasparente della storia”, afferma, “non vuole che gli italiani vengano a conoscenza delle decisioni del comitato tecnico scientifico e non fornisce alcuno studio serio e certificato per giustificare la proroga di un provvedimento altamente impattante per gli italiani e per l'economia nazionale. Se la situazione è grave gli italiani devono essere allertati”. Anche la leader di Fratelli d’Italia chiede “chiarezza”. “Non siamo disposti a tollerare che gli italiani vengano ancora presi in giro da questo esecutivo”, chiosa. “E di decisione che non si può prendere dall’oggi al domani”, parla Renato Brunetta di Forza Italia. “Conte deve spiegare e in base a un dibattito parlamentare prendere una decisione che responsabilizzi tutto il quadro politico”. A maggior ragione “se prolungare lo stato di emergenza significa limitare le libertà fondamentali che incidono su quelle costituzionali”.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA