Proroga emergenza, il presidente del Consiglio: “Scelta obbligata”

Anche la Camera dà il via libera, ma è scontro tra maggioranza e opposizione. Attesa per il bilancio. E su Open Arms Salvini: “risponda anche Conte”

29 luglio 2020 14:42
Proroga emergenza, il presidente del Consiglio: “Scelta obbligata”

Risponde alle apposizioni e difende l’operato e le scelte dell’esecutivo Giuseppe Conte. Durante l’informativa a Montecitorio e prima di incassare il via libera anche della Camera – dopo quello di ieri del Senato - il premier ribadisce che la “proroga è inevitabile” e, spiega, “per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Il Governo sta operando sulla base di mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione”.


Il presidente del Consiglio si rivolge al centrodestra che lo ha criticato, ma le sue parole in realtà sono anche per la maggioranza. Che sulla stato di emergenza ha reso la partita più difficile di quanto il premier si aspettasse. Alla fine, come era prevedibile, la proroga ci sarà. Ma i partiti del centrosinistra hanno aperto una trattativa sulla data. Il termine del 15 ottobre è frutto di una mediazione tra l’avvocato da una parte, che spingeva per il 31, e Pd e Iv dall’altra, che chiedevano di anticipare a settembre. E pure sui ‘paletti’ per “eventuali misure di limitazione delle liberà fondamentali da definire con norma primaria” (ovvero con decreto, ndr) - così come recita la risoluzione di maggioranza approvata a Palazzo Madama - qualche rospo il premier l’ha dovuto ingoiare. In fondo in fondo alcuni passaggi del suo discorso sono anche per qualche membro del centrosinistra. "L'accusa di volere prorogare lo stato di emergenza per giovarsi di poteri extra ordinem è sbagliata. Il potere del presidente del Consiglio dei ministri di emanare Dpcm non deriva dalla dichiarazione dello stato di emergenza, né dunque si protrarrebbe per effetto della sua proroga”, dice, “ma si radica nella normativa di rango primario”. Dunque, “servirà comunque un nuovo decreto legge dopo il 31 luglio” perché “dovranno essere differiti i termini contenuti nei Dl n. 19 e n. 33 coerentemente con il termine prorogato".


Intanto l’opposizione alza il tiro. Giorgia Meloni attacca duramente in Aula il premier e insiste: “non userò mezzi termini. Io penso che quello che sta accadendo è gravissimo”. La proroga “è il tassello di una deriva liberticida che il governo ha messo in campo con la scusa del coronavirus, non c' è altra ragione”. Ma l’attenzione del centrodestra adesso passa tutta sullo scostamento di bilancio e sull’autorizzazione a procedere a carico di Salvini per il caso Open Arms, su cui il Senato si esprimerà domani. Ieri FdI, Forza Italia e Lega in un vertice serale hanno affinato la linea comune, e unitaria, ribadendo alcune richieste all’esecutivo per la terza manovra di indebitamento in pochi mesi. E’ probabile che da Palazzo Chigi risposte ancora non siano arrivate. Lo scontro in queste ore si sta inasprendo.


I giallorossi nel frattempo contano i voti a Palazzo Madama. Sull’ulteriore indebitamento da 25 miliardi si fa largo l’ipotesi che alcuni senatori del gruppo Misto votino a favore. E non è escluso che lo facciano anche i nuovi arrivati - ex fedelissimi di Berlusconi - Quagliariello, Berruti e Romani. I nuovi calcoli dovrebbero tranquillizzare l’alleanza giallorossa che avrebbe i 161 voti per superare la maggioranza assoluta che la Costituzione prescrive. E se i numeri reggono senza bisogno della stampella del centrodestra – che pure nei precedenti due scostamenti di bilancio aveva assicurato il suo appoggio – le condizioni di FdI, Fi e Lega sono destinate a perdere di peso. E oggi Salvini sull’Open Arms avverte: se il Senato voterà per il sì al processo "ne risponderà anche il presidente Conte", perché le decisioni sono state "collegiali". "Dal voto mi aspetto che qualcuno esprima dignità, onestà e correttezza. Se poi dovrò andare a processo per avere difeso il mio Paese, non sarà il primo né l'ultimo, lo farò serenamente. Quello che ho fatto”, chiosa, “l'ho fatto in compagnia dell'intero Governo”.

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