L'emergenza Covid continua

Covid, alla Camera passa finalmente la risoluzione di maggioranza

Dopo le tensioni di ieri sera, quando per ben due volte i giallorossi sono andati sotto, oggi il via libera. In corso Cdm sulla proroga dell’emergenza

7 ottobre 2020 15:37
Covid, alla Camera passa finalmente la risoluzione di maggioranza

Alla fine il via libera è arrivato. Questa mattina con 253 sì e 3 no, 17 gli astenuti, la Camera ha votato la risoluzione della maggioranza che impegna il Governo a disporre la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio e ad adottare le nuove misure di contrasto al Covid 19.  Il provvedimento era passato al Senato con 138 voti favorevoli. In entrambi i casi con l’assenza del centrodestra. 

 

Sembra, dunque, essere passata la buriana che ieri sera ha mandato nel caos la maggioranza a Montecitorio. Quando, per ben due volte, è mancato il numero legale sulle comunicazioni del ministro Speranza. Per qualcuno si è trattato di “una grave sciatteria” perché quando c'è un voto così importante, “i gruppi di maggioranza devono far di tutto perché ci sia il numero legale”. Per altri il “problema politico” c’è, e come.  Quel flop sarebbe da leggere come un segnale al Governo Conte in procinto di varare il nuovo Dpcm. E che ha davanti a sé alcuni provvedimenti di indiscutibile rilevanza, come la Nota al Def con la nuova autorizzazione al debito in calendario per la settimana prossima.

 

Una cosa è certa. Chi doveva fare i conti e assicurarsi che i voti alla Camera ci fossero non lo ha fatto. La destra si è accorta della possibile ‘defaillance’ tra i banchi di grillini e dem ed è uscita dall’Aula. Il numero legale è mancato, le 221 presenze necessarie non sono state raggiunte per 15 voti alla prima votazione, per 8 alla seconda. I 44 deputati in quarantena e in attesa dell’esito del tampone per Covid sono stati determinanti. Non potevano essere considerati in missione e, quindi, sono stati computati nel conteggio.  Nessuno, come ha ricordato il vicepresidente di turno, Ettore Rosato, ne aveva fatto richiesta. In totale, nella prima votazione gli assenti ingiustificati sono stati 90, nella seconda 80. Il numero maggiore tra le file dei pentastellati. 

 

Questa mattina l’inconveniente è stato evitato. La Giunta per il regolamento della Camera ha considerato ‘in missione’ e, quindi, assenti giustificati i parlamentari in isolamento nel rispetto del protocollo Covid. Ma oggi il voto è stato a maggioranza semplice. Cosa succederà quando ci sarà bisogno di numeri più ampi? Tra pochi giorni si vota sulla Nota al Def per il quale è richiesta la maggioranza assoluta, alla Camera 316 Sì. Stesso discorso per il voto sulla riforma di legge costituzionale sull’equiparazione dell’elettorato attivo del Senato a quello della Camera. Quando si tratta di revisione della Carta serve quella qualificata, ovvero dei due terzi se si vuole evitare il passaggio referendario.  In tempi di emergenza da coronavirus il rischio di ulteriori assenze è probabile. Il costituzionalista e capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali, Stefano Ceccanti, avanza la proposta del voto a distanza. Ma non trova l’appoggio né nel Pd, né nel centrodestra. 

 

Intanto, in queste ore l’attenzione si sposta su Palazzo Chigi. All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri riunito questa mattina il decreto che “proroga lo stato d’emergenza deliberata il 31 gennaio” e la “continuità operativa del sistema di allerta Covid”. Alla mezzanotte di oggi scade l’ultimo Dpcm. Se non si dovesse riuscire a stare nei tempi per la pubblicazione del nuovo testo è probabile il ricorso a un decreto ‘ponte’. C’è massima allerta sui dati e i nuovi contagi. Ieri il ministro Speranza in Aula è stato chiaro: “niente illusioni”.  L’obiettivo è quello di scongiurare un eventuale nuovo lockdown. Ma è probabile che nelle prossime settimane si dovrà intervenire con ulteriori misure più restrittive, soprattutto per gli assembramenti e la movida.  

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