lo scontro

Speranza alle Regioni: “Se non pieghiamo la curva il Ssn non reggerà”

Scontro con i governatori, il premier Conte: “Non diamo schiaffi a nessuno”. Cirio, presidente del Piemonte: “Mancanza di chiarezza sul metodo adottato”

6 novembre 2020 15:08
Speranza alle Regioni: “Se non pieghiamo la curva il Ssn non reggerà”

Nello scontro durissimo ingaggiato da Lombardia, Calabria e Piemonte che criticano i dati e contestano i criteri con cui il Governo ha deciso il loro inserimento in zona rossa oggi risponde il premier Conte. I nostri provvedimenti sono stati presi “per ridurre la velocità di un treno che sta correndo e che abbiamo già provato a fermare”, dichiara al Corriere tv.  E sulle dichiarazioni del governatore Attilio Fontana: “Non stiamo dando schiaffi a nessuno, non c'è una volontà di penalizzare aree a scapito di altre”. Se la curva del contagio rallenterà si potranno affrontare le prossime settimane “con un margine di serenità”. 

 

Il ministro della Salute prova a fermare le polemiche

Negli stessi minuti il ministro della Salute, Roberto Speranza, parla alla Camera dei deputati per un’informativa urgente sulle nuove misure. “Se non pieghiamo la curva il personale sanitario non reggerà l'onda d'urto. Non dobbiamo perdere tempo in polemiche ma dobbiamo lavorare insieme”. I dati non sono affatto buoni. Più di 34 mila i nuovi contagi su 219 mila tamponi effettuati, 445 i decessi e quasi 100 nuovi pazienti in terapia intensiva. Tra le Regioni è la Lombardia quella che segna il quadro peggiore. Ma anche i numeri di Campania e Veneto iniziano a salire a livelli di guardia.

 

Non è escluso che nei prossimi giorni e con i dati in continua evoluzione finiscano in zona rossa. Speranza questa volta non ci sta a subire gli attacchi dei governatori e avverte: “Non c'è nessuna alternativa alle scelte fatte. Il virus non ci dà tempo, non aspetta le nostre discussioni se non ci muoviamo con determinazione dilaga. Le cifre parlano da sole e danno il senso della gravità della situazione”. E difende l’operato del Governo: “C'è stato sempre un filo comune che unisce tutti i provvedimenti ed è il primato della tutela delle persone, un principio di precauzione evitando che il Ssn venga travolto”. Va bene per il ministro “avere opinioni differenti” ma “non capovolgiamo la realtà”.  E la realtà non lascia scampo: “consistenti limitazioni dei movimenti e rispetto delle regole o la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento”.

 

Conte annuncia decreto ristori bis

Ma stoppare la ‘ribellione’ dei territori in cui il lockdown nelle prossime ore sarà totale, senza contare quelli che ad oggi sono in fascia gialla o arancione e che potrebbero a breve diventare zona rossa, non è impresa facile. Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e alla guida della Conferenza Stato-Regioni prova a calmare i suoi colleghi: “Abbassiamo i toni”, dice. “E il momento della responsabilità e dell’unità, dimostriamo di essere un grande Paese e ne usciremo prime e meglio”. Poi però aggiunge: noi governatori “abbiamo l’obbligo di ascoltare chi rischia di chiudere e non riaprire più”. La preoccupazione delle Regioni è per un tracollo economico dei territori. Intanto Conte annuncia l’arrivo per oggi in Consiglio dei ministri del secondo decreto ristori. Assicura che i fondi già previsti verranno più che raddoppiati e che all’Agenzia delle entrate basteranno due settimane per trasferire la liquidità sui conti correnti.

 

Ma il Governo non ha saputo spiegare

Ancora oggi il governatore del Piemonte Alberto Cirio pone il problema della mancanza di “chiarezza sul metodo adottato dal Governo”. Se si chiedono alle persone "dei sacrifici devi saper spiegare qual è la logica che c'è dietro, non si possono usare due pesi e due misure”, dice al quotidiano la Stampa. E che ci sia stato un evidente difetto di comunicazione da parte dell’esecutivo nei confronti dei destinatari dei provvedimenti è abbastanza scontato. Sarebbe bastato illustrare da parte del presidente del Consiglio o del ministro Speranza, questo sì in una conferenza stampa, dati, grafici e numeri, spiegando perché ad esempio un indice conta più di un altro, per poi passare alle modalità della divisione in fasce del territorio nazionale. Alla maniera della cancelliera Angela Merkel, per capirci. Questo sarebbe stato un modo per dare autorevolezza alle decisioni, evitare contestazioni inutili, farsi capire dai cittadini. Lasciando che i dettagli su ristoratori, negozi di parrucchieri, bar, tabaccheria e quant’altro venissero spiegati da altri e in altra sede.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA