Covid Hospital, si allarga l’inchiesta della Procura di Napoli

Indagata anche una dirigente dell’ufficio di Gabinetto della Giunta. Ed è bufera politica su De Luca: 5Stelle e centrodestra attaccano il governatore

4 agosto 2020 15:21
Covid Hospital, si allarga l’inchiesta della Procura di Napoli

Si allarga l’inchiesta della Procura della Repubblica partenopea sulla realizzazione degli ospedali prefabbricati a Napoli, Caserta e Salerno durante la pandemia. Ora c’è un quarto indagato. Si tratta di Roberta Santaniello, dirigente dell’Unità di crisi regionale e del gabinetto della Giunta per la Protezione Civile. L’inchiesta, partita da alcuni esposti dell’ex deputato di Fratelli d’Italia Marcello Taglialatela, ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati del presidente della SoReSa, la Centrale regionale per gli acquisti nella sanità, Corrado Cuccurullo, del consigliere regionale Luca Cascone e del manager della Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva. Al centro dell’attività degli inquirenti ci sarebbero gli appalti milionari per le strutture modulari e le forniture necessarie ad affrontare l’eventuale aumento dei ricoveri a causa del Covid. Secondo quanto disposto dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio e dalla pm Mariella Di Mauro agli indagati sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari.


Ma è in particolare il nome di Luca Cascone a fare rumore. Eletto nella circoscrizione elettorale di Salerno per la lista De Luca Presidente, considerato un fedelissimo del governatore campano il suo coinvolgimento nell’inchiesta tocca da vicino la presidenza e giunta. Inevitabili le ripercussioni sulla campagna elettorale in corso alla luce delle poche settimane che separano i cittadini dal voto del 20 settembre.


De Luca oggi, a margine di un’iniziativa a Torre del Greco, non entra nel merito dell’inchiesta dei magistrati napoletani ma difende l’operato del suo governo durante l’emergenza. ''Abbiamo fatto un lavoro straordinario grazie alla collaborazione dei cittadini e del personale medico e sanitario. Abbiamo evitato una ecatombe: a livello nazionale aspettavano un disastro in regione Campania. Abbiamo invece dato prova di corretta attività amministrativa e di ordine. Possiamo camminare a testa alta in Italia e in Europa. Anzi, possiamo dire che qualche lezione da Napoli e della Campania possiamo darla''. Ma la bufera politica è appena iniziata.


Attacca Valeria Ciarambino. “E' gravissimo il silenzio assordante al cospetto di un'inchiesta giudiziaria che vede coinvolti politici e manager della sanità vicinissimi a Vincenzo De Luca”, dice la candidata alla presidenza della Regione Campania dei grillini. “Un silenzio che sa di complicità a un sistema di potere che se ne frega delle regole, che lede ogni principio di trasparenza e i cui attori, senza alcun titolo, trattano appalti, forniture, prezzi per conto della Regione Campania. E non si batte ciglio se la ditta che aggiudicatrice di un appalto plurimilionario cominci a lavorare prima ancora che le sia stato ufficialmente assegnato”. La consigliera regionale chiede chiarezza: “Quello che merge è uno scenario inquietante. Come è possibile che il presidente della Regione non sapesse nulla di quanto sta emergendo? Con i nostri parlamentari chiederemo al ministro della Salute che intervenga con ogni strumento istituzionale possibile”.


Anche Stefano Caldoro, candidato del centrodestra alla guida di Palazzo Santa Lucia contesta duramente il governatore. “E’ stata smascherata la grande truffa politica di De Luca. I cittadini campani non meritano di essere presi ulteriormente in giro". E accusa De Luca di aver fatto “solo propaganda”. Le inchieste giudiziarie, afferma, “sono la fotografia di una gestione, ben diversa da come si presentava, di mala politica e mala sanità. Attendiamo gli accertamenti dei pm, ma il personaggio coinvolto è stretto collaboratore del governatore e tutte le decisioni sono di De Luca, per il grande intervento di cui si vanta”.

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