Le zone rosse

Zone rosse Italia e lockdown: DPCM 3 novembre, cosa cambia da oggi

Zone rosse e lockdown nelle Regioni ad altissimo rischio con indice Rt a 2 Lombardia Piemonte Calabria cosa cambia nel nuovo DPCM 3 novembre 2020

6 novembre 2020 16:24
Zone rosse Italia e lockdown: DPCM 3 novembre, cosa cambia da oggi

Zone rosse in Italia in lockdown, il governo Conte ha accelerato sulla nuova stretta con il nuovo DPCM 3 novembre in vigore da oggi 6 novembre.

 

Solo oggi sarà reso noto l’elenco delle regioni più a rischio, che secondo l'ordinanza del ministero della Salute sono Piemonte, Lombardia, Calabria e Val d'Aosta. Mentre misure più soft sono previste per le Regioni arancioni e gialle.

 

I governatori però non sono d'accordo con le misure adottate dal governo centrale e con una lettera all’«illustre presidente» Conte e ai ministri della Salute Speranza e delle Autonomie, i presidenti delle Regioni guidati da Stefano Bonaccini ribadiscono la richiesta di «univoche misure nazionali» ed esprimono «forti perplessità e preoccupazione» per i passaggi chiave dell’articolo 1, che «esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome, ponendo in capo al governo ogni scelta e decisione».

 

Elenco Regioni rosse, arancioni e gialle :

In base al nuovo Dpcm, l'Italia è stata dunque divisa in tre fasce di pericolosità del virus, per cui zona rossa, arancione e gialle, mentre il coprifuoco dalle 22 misure più importanti, e misure a livello nazionale.

 

Area GIALLA: con criticità moderata, rientrano:

  • Abruzzo

  • Basilicata

  • Campania

  • Emilia Romagna

  • Lazio

  • Liguria,

  • Toscana,

  • Molise, 

  • Marche

  • Sardegna,

  • Friuli Venezia Giulia,

  • Veneto.

 

Area ARANCIONE, con criticità medio alta, ci sono:

  • Puglia

  • Sicilia

 

Area ROSSA:

  • Lombardia

  • Piemonte

  • Calabria,

  • Val d'Aosta.

 

Nuovo DPCM 3 novembre: zone rosse e lockdown, coprifuoco, spostamenti

In base alle ultime notizie Dpcmu 3 novembre 2020, il testo del nuovo decreto prevede che:

 

Per tutta l'Italia, il nuovo Dpcm 3 novembre 2020 interviene con le seguenti misure:

  • Chiusura nei festivi e prefestivi dei centri commerciali escluse farmacie, edicole, alimentari, tabacchi all’interno dei medesimi centri commerciali;

     

  • Chiusura dei corner per giochi e scommesse ovunque collocati;

     

  • Chiusura musei e mostre;

     

  • Riduzione fino al 50% capienza tpl;

     

  • Limite agli spostamenti da e verso le Regioni con elevati coefficienti di rischio fatta eccezione per le consuete ragioni di necessità: lavoro, studio e salute. Torna quindi l'autocertificazione.

     

  • coprifuoco dalle 22 in tutta Italia: limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda fatta eccezione per le consuete ragioni di necessità;

  • Possibilità di passaggio integrale alla DAD per le scuole secondarie di secondo grado.

 

Zone rosse Italia e lockdown: nel nuovo DPCM 3 novembre 2020:

Il Dpcm 3 novembre prevede per le Regioni ulteriori misure restrittive graduate sulla base del coefficiente di rischio:

  • Chiusura di tutte le attività non essenziali, fatta eccezione dei parrucchieri ;

  • Blocco della mobilità interna ed esterna alla regione;

  • Didattica a distanza.

Verso il lockdown di 3 settimane ad esempio per il Piemonte, Calabria e Lombardia. Il nuovo sistema serve quindi ad uniformare ed ad automatizzare le procedure di chiusura. Previsti tre livelli, uno nazionale e due locali. Tre fasce alle quali si arriva sulla base di una specie di paniere del Covid, ovvero, parametri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico:

  • tamponi effettuati e molto altro.

     

I parametri sono la parte fondamentale del documento di 136 pagine dal titolo «Prevenzione e risposta al Covid19», che è stato messo a punto da Iss e ministero della Salute e condiviso in sede di Conferenza delle Regioni il 15 ottobre scorso.

 

I 3 livelli di rischio sono:

  • il più basso è quello occupato dalle regioni che hanno Rt tra 1,25 e 1,50 e che presentano un rischio molto alto non più gestibile con misure ordinarie (è lo «scenario 3» del maxi documento del 15 ottobre). Queste regioni sono in preallerta, perché subiscono le stesse misure già decise a livello nazionale ma, sulla base del monitoraggio settimanale, possono finire nel livello più alto di allerta.

     

  • Alto rischio con Rt superiore all’1,5(sono ben 13 le Regioni ad essere a questo livello) e presentano un rischio molto alto che rientra nello «scenario 4».

     

  • Altissimo rischio, il cd. Scenario 4, ci sono già Lombardia e Piemonte, la Calabria si avvia, mentre la Puglia è ad un passo, così come Bolzano già in lockwdown. Qui l'indice Rt è al 2 e va deciso il lockdown per almeno 3 settimane, con uscite consentite solo per motivi di lavoro e salute, con autocertificazione. Per le scuole si sta ancora trattando. L’orientamento è di tenere aperte solo scuole elementari e prima media. Dati peggiorativi anche per la Sicilia, Liguria e Campania. Ma la previsione al 26 novembre vede molte Regioni oltre la soglia del 30% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e/o del 40% negli ospedali: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia.

Dopo il braccio di ferro tra Regioni e Governo per quanto riguarda un possibile lockdown nazionale e di zone rosse, si è optato per un meccanismo automatico in base ai parametri stabiliti dal Cts e approvato dalle Regioni e Governo.

 

Nel nuovo DPCM 3 novembre si è anche deciso di inserire anche la promessa di ristori per le attività commerciali costrette a chiudere o comunque a limitare gli orari. Tale promessa, dovrebbe servire a facilitare gli amministratori locali a procedere alle restrizioni. Si tratta dunque di risorse aggiuntive a quelle giò stanziate con il decreto Ristori.

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