La nuova agenda di Zinga

Maggioranza di Governo, Zingaretti detta le condizioni agli alleati

Pd “primo partito, dove si è votato” dice il segretario dem. E sul rimpasto lascia ogni decisione al premier. Che è invece contento della squadra.

22 settembre 2020 20:58
Maggioranza di Governo, Zingaretti detta le condizioni agli alleati

Superamento del bicameralismo paritario, legge elettorale, piano nazionale della sanità, modifica dei decreti sicurezza. E gioco di squadra per scegliere il prossimo inquilino del Quirinale dopo Mattarella. Nicola Zingaretti dalla sede del Pd del Nazareno pone le sue condizioni alla maggioranza giallorossa e detta l’agenda del governo dopo il voto su referendum e regionali.

 

Un “salto di qualità” nella seconda metà della legislatura

E’ palesemente soddisfatto il capo dei democratici, forte dei risultati usciti dalle urne. “Il Pd torna primo partito, dove si è votato”, dice in conferenza stampa, “pilastro attorno al quale costruire grandi alleanze competitive”. I numeri parlano. “Se si sommano le percentuali delle forze dell’attuale maggioranza siamo al 48,7%, il centrodestra è al 46,5%. Questo conferma che le forze parlamentari che sostengono il governo Conte rappresentano la maggioranza degli elettori”. Mostra rammarico il segretario per non essere scesi in campo uniti in tutte le Regioni.  “Ci hanno penalizzato la divisione e la moltiplicazione delle candidature”, dichiara. Ma adesso “non bisogna sedersi, serve un salto di qualità”. E lancia la “fase nuova del fare e della concretezza” ed scandisce le priorità della “nuova agenda di Governo”.

 

“Gioco di squadra” per l’elezione del nuovo Capo dello Stato

In questa seconda metà di legislatura il leader Pd vuole battere il ferro finché è caldo. E’ il momento di accelerare. “Governo e presidente del Consiglio escono rafforzati da queste elezioni”, sarebbe un errore sprecare l’opportunità data dagli elettori. Auspica gioco di squadra Zinga, “più visione comune per affrontare insieme anche l’elezione del Presidente della Repubblica”. Ma è chiaro che adesso è il centrosinistra, in primis il Nazareno, a voler condurre la partita più importante del 2022.

 

I dossier più urgenti per Camere e Palazzo Chigi

Passa in rassegna i temi più urgenti il segretario e si mostra pronto a fare quello che dice. Serve “un grande cantiere, con un patto per le riforme” a partire dal “superamento del bicameralismo paritario”. Il Pd “ha già pronto un testo di legge da depositare alle Camere”. “Il secondo punto è la legge elettorale. Facciamo appello a tutte le forze di maggioranza per andare avanti”. Quanto alla “modifica dei regolamenti parlamentari è già incardinata”. E sulla sanità stop una volta per tutte al dibattito ideologico. “Il ministro Speranza presenti un piano della nuova sanità italiana e per poter costruire il migliore sistema sanitario del mondo si utilizzi il finanziamento del Mes”.  Non vuole che il confronto sul prestito che il Meccanismo di Stabilità mette a disposizione per rafforzare la sanità dopo la pandemia si areni di nuovo. “Entriamo nel merito e usciamo da una discussione nominalistica”, dice. E sui decreti sicurezza: “si proceda alla prima riunione utile del Consiglio dei Ministri”.

 

Rimpasto 

Ma è sull’ipotesi di rimpasto che il presidente della Regione Lazio che guida i democratici lascia la porta aperta, non prima di essersi tirato fuori da ogni responsabilità diretta nel chiederlo. “Poniamo temi di carattere politico e di contenuto. Non abbiamo mai posto altro. Starà poi al presidente del Consiglio nella sua totale libertà valutare sia il merito dei contenuti che la squadra. Non è il Pd che pone questo tema". La risposta del premier, in un punto stampa con i giornalisti, è stata secca: la squadra va bene così com’è, “c’è coesione”.

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