Gilet arancioni: chi sono, cosa chiedono e perché protestano in piazza

Gilet arancioni: chi sono e cosa chiedono, perché hanno deciso di scendere in piazza in varie città italiane, chi è il leader ex generale Antonio Pappalardo

3 giugno 2020 09:13
Gilet arancioni: chi sono, cosa chiedono e perché protestano in piazza

I Gilet arancioni sono scesi in piazza.

 

L’hanno fatto lo scorso 30 maggio, a Milano, ma anche in altre città d’Italia (in lista erano 29, più Bari il 31 maggio), per una serie di manifestazioni organizzate in contemporanea in piena emergenza coronavirus.

 

Martedì 2 giugno è stata la volta di Roma: anche in questo caso non sono state rispettate le regole di distanziamento. Tra lo sventolio delle bandiere tricolori non sono mancati insulti al capo dello stato Mattarella e gli inviti a dimettersi nei confronti del premier Conte.

 

A capo di questo movimento politico, che sulla pagina Facebook ufficiale ha come propria mission il “rinnovamento della politica italiana”, c’è Antonio Pappalardo, politico ed ex generale dei Carabinieri.

 

Gilet arancioni: chi sono e cosa vogliono

Organizzazione politica fondata nel 2019, i Gilet arancioni- con un evidente richiamo ai Gilet gialli francesi- hanno deciso di portare avanti le proprie idee, facendo scoppiare molte polemiche.

 

I manifestanti infatti non hanno rispettato la distanza di sicurezza: molti di loro, così come il leader Pappalardo, non indossavano neanche la mascherina.

 

Il sindaco di Milano Beppe Sala, in un post su Facebook, ha annunciato di aver chiesto al prefetto di “denunciare gli organizzatori” della manifestazione definendola “un atto di irresponsabilità in una città come Milano che così faticosamente sta cercando di uscire dalla difficile situazione in cui si trova”.


Come riportato dall’Ansa, i Gilet arancioni hanno protestato chiedendo la fine del governo Conte, con l'avvio di un nuovo governo nazionale; l’elezione di un’assemblea costituente per l’approvazione di una nuova legge elettorale e la coniazione della “lira italica”.

 

L’ex generale Pappalardo- tra gli artefici anche delle proteste dei forconi salite alla ribalta tra il 2012 e il 2013- ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera, che il Covid è «un'invenzione. Un bluff organizzato. Vogliono terrorizzarci, chiuderci in casa e instaurare un nuovo ordine mondiale.» 

 

 

Gilet Arancioni: chi è Antonio Pappalardo

Ex generale dei Carabinieri in congedo di origini palermitane, 74 anni il prossimo 25 giugno, Antonio Pappalardo è stato anche sindacalista, parlamentare e pluricandidato in proprio a diverse elezioni.  

 

Dal 1992 al 1994 è stato deputato e, solo per pochi giorni, anche sottosegretario di stato alle Finanze del Governo Ciampi.

 

Dopo aver cambiato più volte partito nell’intento di portare avanti la sua carriera politica, nel 2016 fonda "Movimento Liberazione Italia", con cui nel 2017 organizza una marcia su Roma.

 

L’obiettivo era di sciogliere il parlamento, considerato “abusivo”: Pappalardo si presenta quindi al Quirinale per consegnare un verbale d’arresto nei confronti di Mattarella, anche lui definito un “usurpatore politico” (per il quale viene rinviato a giudizio per vilipendio del Presidente della Repubblica).

 

Nel febbraio del 2019 fonda i Gilet Arancioni, con cui si candida alle ultime elezioni regionali umbre, raccogliendo appena 587 voti (ossia lo 0,13%).

 

Attualmente è anche presidente dei movimenti civici nazionali Melograno e Dignità sociale e del comitato dei saggi del Movimento Liberazione Italia.

 

Vicino al movimento no-vax, contro "i radar e le antenne", Pappalardo ha assunto una posizione negazionista nei confronti del coronavirus, sostenendo- sempre nell’intervista al Corriere- che “le mascherine sono dannose”.

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