La Legge di Bilancio

Manovra 2021, la bozza in Cdm. I sindacati della Pa verso lo sciopero

Gli azzurri: scrivere la legge insieme. Nicola Zingaretti apre, ma il M5s frena. La Lega: “da parte del governo non c’è la volontà di confrontarsi”

16 novembre 2020 18:17
Manovra 2021, la bozza in Cdm. I sindacati della Pa verso lo sciopero

Una manovra che quest’anno unisce alle misure per l’emergenza Covid anche quelle per avviare il prossimo anno il piano previsto dal Next Generation Ue. In tutto 38 miliardi di euro per una legge di Bilancio che oggi è sul tavolo del Consiglio dei ministri e che nei prossimi giorni probabilmente sarà accompagnata da un nuovo scostamento per le ulteriori risorse da mettere in campo. Non è escluso, infatti, che dopo i due decreti ristori ce ne sia un terzo.  

 

Sanità, lavoro, famiglie, imprese e giovani. A loro guardano i 228 articoli della nuova normativa che dovrà terminare l’iter parlamentare entro il 31 dicembre. Le forze politiche di maggioranza hanno superato i distinguo degli ultimi giorni. Almeno nel merito. Ma è sull’apertura di Forza Italia, disposta a un passo avanti nei confronti delle forze di governo, che ricominciano le frizioni tra gli alleati giallorossi. Ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, Berlusconi ha dettato le sue condizioni. "Voteremo lo scostamento se servirà, per esempio, a dare immediato indennizzo a chi ha dovuto chiudere la propria attività, a pagare finalmente i debiti della pubblica amministrazione, a coprire un semestre bianco fiscale, sospendendo i pagamenti verso lo Stato almeno per chi è in difficoltà”. Oggi è Renato Brunetta, responsabile economia degli azzurri, a ribadire la posizione del partito: il voto a favore ci sarà “purché ci si metta d'accordo con la maggioranza sulle cose da fare. Non possiamo dare il nostro voto al buio. Quindi, doppio relatore sulla legge di bilancio e voto a favore sullo scostamento”. Ma chi conosce le dinamiche e l’iter parlamentare sa bene che l’articolato di Bilancio ha già un doppio relatore. Uno che si occupa di quella che prima era la legge Finanziaria, oggi inglobata nella legge di Bilancio, e uno per la parte relativa agli stati di previsione dei vari ministeri. E’ peraltro contemplato il relatore di minoranza che fa la sua relazione prima del dibattito e che può dare parere sui singoli emendamenti, così come fa il governo. 

 

Pronto ad afferrare la mano tesa di Forza Italia è comunque il segretario dem, Nicola Zingaretti. Che però riceve l’altolà del reggente dei Cinquestelle, Vito Crimi.  “L'idea di Zingaretti di scrivere con Forza Italia la legge di Bilancio? La collaborazione delle opposizioni è fondamentale, ma ognuno ha il suo ruolo”, spiega. “La manovra di Bilancio è l'atto di indirizzo politico più importante del governo. Quindi la deve scrivere la maggioranza”. Frenano gli entusiasmi anche i parlamentari del Dipartimento Economia della Lega.  “Il presupposto per un confronto è che esista una proposta. Quella del governo, secondo le regole italiane ed europee, sarebbe dovuta arrivare il 20 ottobre, quasi un mese fa”. Un comportamento che per i rappresentanti del Carroccio è “la plastica dimostrazione del disprezzo dell’esecutivo verso l'istituzione parlamentare, che è e resta l'unico luogo del dibattito democratico”. E accusano: “non c’è la volontà di confrontarsi”. Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, avverte: “collaborare non significa informare su una decisione già presa ma prendere decisioni insieme, altrimenti non è collaborazione”. 

 

Il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani assicura che la manovra che il governo si appresta a presentare alle Camere “sarà molto vicina al sistema produttivo italiano” perché “l'economia italiana si rimetta in piedi e torni a correre”. Per Federico Fornaro di Leu “è la naturale prosecuzione dell'azione e delle politiche del governo messe in campo in questi mesi per contrastare la crisi economica legata alla pandemia. Occorre continuare a proteggere famiglie, cittadini e imprese incrementando quanto fatto fino ad ora per gli esclusi dal welfare tradizionale”. L’obiettivo deve restare: “non lasciare indietro nessuno”. Ma non mancano le prime critiche alla manovra. I sindacati della Pubblica Amministrazione già annunciano battaglia. Per Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa su assunzioni e rinnovo dei contratti nella PA “non ci sono risposte adeguate” e se non ci saranno cambiamenti si va verso lo sciopero. Per i sindacati manca “la svolta necessaria per i settori pubblici, sul fronte del rinnovamento e su quello del cambiamento”. E il tavolo di confronto con Palazzo Chigi “su assunzioni, contratti e interventi urgenti ed emergenziali per la sicurezza non è mai partito. Ragioni per far venir meno la mobilitazione non ce ne sono”.  

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