Matteo Renzi riforme istituzionali: quali sono state le sue riforme?

«Matteo Renzi riforme istituzionali: ecco quali sono state le riforme istituzionali che Matteo Renzi ha fatto durante il suo Governo delle Larghe Intese»

Quali sono state le riforme istituzionali di Matteo Renzi?

Ce ne sono state davvero diverse, soprattutto se si pensa che è stato Presidente del Consiglio per soli due anni.

Nonostante i diversi interventi, Matte Renzi non è stato premiato dal suo operato di Governo.

Prima la sconfitta al referendum.

Poi la sconfitta alle elezioni politiche.

Infine la dimissioni da Segretario Generale del Partito Democratico.

Oggi è senatore in quel Senato della Repubblica che voleva eliminare con la sua stessa riforma costituzionale.

 

Matteo Renzi riforme istituzionali

Quali sono state le riforme istituzionali fatte da Matteo Renzi? Dopo essere diventato Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha fatto diverse riforme.

In un lasso di tempo di due anni ha dato vita a diverse riforme.

La riforma del lavoro Jobs Act assieme all'ex Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Ha provato a cambiare anche la legge elettorale con l'Italicum, una riforma successivamente è stata definita incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

La tanto contestata Riforma della Buona Scuola.

E poi la riforma costituzionale, quella che voleva abolire il Senato della Repubblica, quella che lo ha visto perdere al successivo referendum costituzionale.

Queste sono state le principali riforme che Matteo Renzi ha fatto durante il suo primo (e finora unico) mandato come Presidente del Consiglio.

 

Dopo le ultime dichiarazioni sul Governo Letta, su Silvio Berlusconi e sul suo partito di appartenenza, Matteo Renzi, durante la presentazione del suo libro a Roma, Oltre la rottamazione, parla delle riforme istituzionali. Risponde ai giornalisti facendo sapere che non ha mai cercato di far cadere il governo delle larghe intese. Ma il suo tono è critico verso il governo. Per Matteo Renzi, il Governo Letta deve portare avanti le riforme e non perdere tempo.

 

Riforme istituzionali cosa sono?

Da diverso tempo in Italia si sta cercando di modificare l’assetto costituzionale della Repubblica italiana sotto alcuni punti. Dopo le ultime elezioni politiche, elezioni del 24/25 febbraio 2013, si è ulteriormente sottolineata la problematica legata alle istituzioni italiane, politicamente bloccate. Il Governo Letta, come aveva promesso al Capo dello Stato durante la sua formazione, sta cercando portare avanti queste modifiche, modifiche che andranno a cambiare una parte della nostra Costituzione secondo le modalità previste dall’articolo 138 della stessa Costituzione italiana.

Queste le parole di Matteo Renzi, nuovamente critico verso il centrodestra e il centrosinistra. Per il Sindaco di Firenze la prima cosa che il governo delle larghe intese deve fare è la riforma della Costituzione. Bisogna togliere il Senato e poi fare la nuova legge elettorale secondo Renzi. Un passo importante l’eliminazione del Senato della Repubblica, passo che permetterebbe di avere un nuovo sistema elettorale che renderebbe il paese governabile. Per Matteo Renzi il governo non deve tirarsi indietro e i parlamentari non devono avere paura di affrontare la riforma costituzionale, altrimenti non si arriva da nessuna parte, ma si rimane allo stesso punto in cui si è oggi, punto in cui il paese non può permettesi di rimanere.

ha dichiarato ai giornalisti Matteo Renzi, aggiungendo che lui ha rinunciato di guidare il Pd e il governo per fare il Sindaco di Firenze, un ruolo, quest’ultimo, che non lo dovrebbe mettere nella straziante condizione di dover parlare di riforme istituzionali.

 

Renzi e le tempistiche delle riforme istituzionali

Sulle riforme istituzionali il Sindaco di Firenze ha anche aggiunto che lui non intende mettere fretta al governo delle larghe intese, ma il centrodestra e il centrosinistra non devono “vivacchiare” e restare fermi, altrimenti lo stesso governo non ha molto senso. E sulle tempistiche, Matteo Renzi ricorda che il Pd e il Pdl governano assieme dal Governo Monti, ovvero dal novembre 2011, un tempo più che sufficiente per portare a termine determinate riforme.

Matteo Renzi durante la sua presentazione del libro Oltre la rottamazione, ha anche parlato della mozione Giachetti, una mozione che, secondo Renzi, il governo non doveva bocciare. Se si fossero fatte le riforme istituzionali e la nuova legge elettorale, il governo delle larghe intese poteva anche prendere in considerazione l’idea di non approvare la mozione Giachetti, ma dato che i lGoverno Letta è fermo da mesi sulle riforme istituzionali, secondo Matteo Renzi è stato un errore bocciare la proposta di Giachetti, una proposta seria fatta da una persona seria, conclude il Sindaco fiorentino

Matteo Renzi ha visto la sconfitta delle elezioni comunali del Movimento 5 Stelle come un segnale. Un segnale che però il Partito Democratico non deve ignorare, un segnale quindi da prendere in considerazione per Matteo Renzi.

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