Nuovo decreto immigrazione: cosa prevede testo e la nuova accoglienza

Approvato il nuovo decreto immigrazione a cui stava lavorando da mesi il Ministro dell’interno, Luciana Lamorgese per riscrivere i decreti sicurezza Salvini

6 ottobre 2020 18:13
Nuovo decreto immigrazione: cosa prevede testo e la nuova accoglienza

Nuovo decreto immigrazione:

 

***Nuovo decreto immigrazione ultime notizie 6 ottobre 2020: il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, a modifica dei decreti Salvini, nonché misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web.

 

Queste le principali novità introdotte dal nuovo decreto-legge sicurezza.

 

Nuovo decreto immigrazione: cosa prevede testo e la nuova accoglienza

Il tema immigrazione non va in vacanza nemmeno a Ferragosto. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha dichiarato che il nuovo decreto immigrazione, che andrà a sostituire il decreto Sicurezza dell’era Salvini, è pronto e approderà a Palazzo Chigi prima della metà di agosto.

 

L’iter proseguirà a settembre, quando verrà portato in Consiglio dei ministri.

 

Sbarchi migranti: quasi 7 mila solo a luglio

L’emergenza immigrazione è sempre alta, specialmente in questo periodo in cui il Coronavirus complica una situazione già disperata. Nelle ultime settimane gli sbarchi sembrano essere diminuiti ma nel mese di luglio sono arrivate clandestinamente in Italia quasi 7 mila persone a causa di una fortissima crisi politica ed economica in Tunisia che ha spinto verso le nostre coste persone che non avrebbero mai pensato di abbandonare il proprio paese. Dall’inizio dell’anno sono arrivati circa 14 mila migranti.

 

C’è poi il coronavirus a complicare una situazione già disperata. Per rispettare le norme anti-covid è stato richiesto l’utilizzo delle navi-quarantena, al momento ce n’è una con 600 migranti al largo delle coste di Lampedusa mentre nei giorni scorsi si è concluso un altro bando per una nave più piccola da 300 persone, che poi verrà dimensionata.

 

Il numero uno del Viminale ha poi cercato di rassicurare un po’ tutti confermando che adesso i tamponi vengono fatti a tutti coloro che sbarcano sulle nostre coste, nel rispetto degli italiani e di tutti coloro che lavorano con i migranti e che nei Centri di accoglienza è stato fatto tutto il possibile per evitare il diffondersi del covid. 

 

Lucaselli (Fdi): Lamorgese insulta l’intelligenza degli italiani

In attesa del Comitato per l'ordine e la sicurezza di Ferragosto durante il quale si farà il punto sullo stato della criminalità e della sicurezza del Paese, la Lamorgese ha dichiarato che fino ad ora è andato tutto bene. In molti però la pensano diversamente, a partire dalla deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, secondo la quale con questa affermazione la Lamorgese “insulta l’intelligenza degli italiani” visto che “la triste antologia di questi mesi parla di fughe dai centri di quarantena, risse, aggressioni al personale in divisa, focolai e soprattutto città che già soffrono per le conseguenze del Covid”.

 

Se sconcerta il modo in cui i flussi sono stati gestiti, sconcerta ancora di più la totale dissociazione dalla realtà del ministro dell’Interno Lamorgese – osserva la Lucaselli -. Il modo in cui ha affermato che ‘fino adesso è andata bene’ è un oltraggio all’impegno delle Forze dell’Ordine e degli operatori che si sono trovati in prima persona ad affrontare l’impatto degli arrivi, spesso costretti ad operare in condizioni inaccettabili dal punto di vista igienico, con l’aggravante di temperature roventi. Per non parlare delle comunità locali dove si trovano le strutture nelle quali gli immigrati sono stati collocati in isolamento precauzionale”.

 

Lamorgese: accordo di Malta “molto positivo”

Il titolare del Viminale ha poi parlato dell’accordo di Malta, giudicandolo “molto positivo”. In accordo con gli altri paesi europei la redistribuzione dei migranti in arrivo avverrà immediatamente per poi permettere ad ogni singolo Stato di individuare i soggetti aventi diritto alla protezione umanitaria o ad un eventuale rimpatrio. Prima dell’accordo, invece, questo lavoro era tutto a carico dell’Italia, dalle procedure ai rimpatri.

 

Nuovo decreto immigrazione: cosa cambia

Durante un’intervista al Caffeina Festival a Santa Severa, il ministro dell’Interno ha anticipato che il nuovo decreto immigrazione si ispira al passato, con i Centri di accoglienza che dovranno essere gestiti dai Comuni.

 

Sono state recepite tutte le osservazioni che erano state formulate dalla Presidenza della Repubblica e il sistema accoglienza è stato esteso anche a coloro che sono richiedenti asilo, affinché entrino nel circuito di accoglienza identico a quello che oggi è riservato a coloro che sono titolari di protezione umanitaria, ritornando un po’ come era prima dei tagli e dei limiti ai permessi umanitari decisi con il decreto Sicurezza a firma Matteo Salvini.

 

Si tornerebbe in sostanza al sistema degli Sprar che all’epoca accoglieva sia titolari di protezione umanitaria che richiedenti asilo, con progetti volti all’integrazione che coinvolgevano tutti gli ospiti.

 

Il decreto immigrazione, ha aggiunto il ministro, è chiuso e la cosa più importante è che è stato condiviso con la maggioranza. Si attende ora il parere dell’Anci prima dell’invio del testo a Palazzo Chigi entro la data di Ferragosto.

 

Critiche al nuovo decreto immigrazione: così si torna indietro di anni

E’ una vergogna”, tuona il leader della Lega Matteo Salvini. “Mentre gli sbarchi continuano senza sosta ed emergono altri 64 immigrati positivi nell’hotspot di Pozzallo, il ministro Lamorgese annuncia le modifiche ai decreti Sicurezza. Tra le tante sciagure, torna l’equiparazione tra i clandestini e i veri rifugiati: riceveranno lo stesso tipo di assistenza. Risultato: più sprechi, servizi meno efficaci per chi ha la protezione internazionale, grasso che cola per le coop e i professionisti dell’accoglienza. Un pessimo segnale che incentiverà le partenze, una vergogna a cui ci opporremo con tutte le forze”.

 

Il nuovo decreto immigrazione non sembra piacere più di tanto neanche a Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale di Milano. Secondo De Corato con il nuovo decreto sull’immigrazione della Lamorgese si torna indietro di anni. “Milano ha già sperimentato cosa voglia dire lasciare in mano a Sala e Majorino la gestione dei centri d’accoglienza. Soldi dei cittadini italiani spesi in quantità spropositata per fornire supporto e servizi agli stranieri”. “Oggi che le famiglie italiane vivono in situazioni di fortissima crisi così come i negozi e le attività commerciali – continua De Corato – siamo molto preoccupati che il Comune di Milano sottragga le già poche risorse per aiutare gli immigrati dandogli la priorità come già fatto più volte in passato”.

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