Chi è il Presidente della Repubblica italiana 2019? Sergio Matterella

«Chi è il Presidente della Repubblica Italiana? E' Sergio Mattarella, prossime elezioni del Capo dello Stato sono fissate per il 2022 a fine mandato»

Chi è il Presidente della Repubblica italiana 2019? E' Sergio Mattarella, nominato dopo la rinuncia del secondo mandato presidenziale di Giorgio Napolitano.

 

Quando ci saranno le elezioni del nuovo Capo dello Stato e soprattutto chi sarà e quali sono i possibili nomi per la corsa al Quirinale? Per quelle sono previste per il 2022 salvo imprevisti.

 

Dopo le dimissioni di Napolitano e l'elezione di Sergio Mattarella ecco un'attenta analisi su tutti i personaggi che hanno corso al Quirinale, le modalità di elezione del Presidente della Repubblica e l'elezione di Sergio Mattarella

 

Chi è il Presidente della Repubblica 2019?

Chi è il Presidente della Repubblica Italiana? Il Presidente della Repubblica 2019 è Sergio Mattarella.

E' stato eletto dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano.

Con l'ultimo discorso di fine anno Napolitano aveva spiegato che per motivi legati alla sua età aveva deciso di dimettersi dalla sua veste di più alta carica dello Stato.

Sergio Mattarella è stato eletto come Prima Carica dello Stato.

Subito dopo l'elezione ha incaricato Paolo Gentiloni di formare il nuovo Governo.

 

Come si chiama il Capo dello Stato italiano 2019? Sergio Mattarella

Ma chi è e come si chiama il nuovo Capo dello Stato? Il suo nome è Sergio Mattarella ed è stato eletto nuovo Presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015 con 665 voti favorevoli. La sua elezione è stata sofferta dato lo scontro tra centrosinistra e centrodestra: quest'ultimo si è opposto all'elezione di Mattarella facendo saltare le prime 3 votazioni con le schede in bianco di Forza Italia e del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano. Tuttavia il NCD si è, alla fine, unito al Pd permettendo, assieme alle altre forze politiche, l'elezione della nuovo Capo dello Stato alla quarta votazione.

 

Il nome del giurista costituzionale Sergio Mattarella sembra aver messo a dura prova il Patto del Nazareno anche se Matteo Renzi, felice per la nuova elezione, è convinto che Berlusconi lo seguirà nel percorso delle riforme istituzionali.

 

A congratularsi con il neo eletto è stato Giorgio Napolitano (che ha definito il suo successore una persona imparziale e adatta al ruolo) nonché lo stesso Parlamento italiano che ha accolto la più alta carica dello stato con 4 lunghi minuti di applausi. Congratulazioni anche fuori dai confini nazionali, dal Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama a Papa Francesco, che hanno augurato un buon lavoro a Sergio Mattarella.

 

Le dimissioni di Giorgio Napolitano

Le dimissioni di Giorgio Napolitano, il Capo dello Stato che per la prima volta dalla nascita della Repubblica Italiana ha portato avanti un secondo mandato, sono arrivate con l'inizio del nuovo anno. 

 

Un abbandono, quello di Napolitano, legato non ad una scadenza di mandato ma ad un'età sempre più avanzata dell'attuale Presidente che decide di lasciare il posto a qualcuno di più giovane.

 

Eletto Presidente della Repubblica il 10 maggio del 2006 (con una maggioranza schiacciante dai i 543 voti a favore su 1009 grandi elettori), allo scadere del suo primo mandato aveva annunciato che non voleva saperne di un secondo incarico. Tuttavia l'instabilità politica creata dalle elezioni politiche del febbraio 2013 era molto forte. 

 

Le forze politiche si scontrarono duramente tra la possibile elezione di Romano Prodi (spinto prevalentemente dal Partito Democratico) e Stefano Rodotà (portato avanti dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che faceva per la prima volta il suo ingresso nel Parlamento Italiano). Dopo 5 votazioni per il Quirinale, che non portarono a nulla e marcarono l'instabilità politica, Giorgio Napolitano decise di candidarsi nuovamente a Capo dello Stato ottenendo 738 voti favorevoli. Una maggioranza schiacciante, un'elezione che in quel momento sembrò l'unica possibile per il Parlamento in seduta comune.

 

Nel memorabile discorso legato al secondo mandato, Giorgio Napolitano bis, il Capo dello Stato evidenziò che era rimasto nelle vesti della più alta carica per via della difficile situazione istituzionale italiana ma che scegliere lui come persona era come non aver scelto.

 

Con il discorso di fine anno Giorgio Napolitano ha annunciato le sue dimissioni spiegando ed augurando al paese un riscatto nel 2015, una rivendicazione della propria nazione che può avvenire solo se tutti faranno la loro parte al meglio, ha evidenziato il Presidente uscente.

 

Elezioni del Presidente della Repubblica 2022:

Quando ci saranno le prossime elezioni del nuovo Presidente della Repubblica 2022?

Le prossime elezioni del Presidente della Repubblica sono fissate al 2022, quando cioé ci sarà la fine del mandato dell'attuale Capo dello Stato.

 

Come avviene l'elezione del Presidente della Repubblica italiana? Il Capo dello Stato viene eletto dal Parlamento in seduta comune come recitato dall'articolo 83 della Costituzione italiana. All'elezione del Quirinale partecipano tre delegati per ogni Regione che vengono eletti a loro volta dallo stesso consiglio regionale di appartenenza (solo la Regione Valle d'Aosta ha un solo delegato).

 

Una volta che si è formato il Parlamento in seduta comune il Presidente della Repubblica dev'essere eletto a maggioranza dei due terzi con scrutino segreto. Se nelle prime tre votazioni non si raggiunge la maggioranza qualificata (ovvero i 2/3 dell'assemblea), dalla quarta votazione si passa alla maggioranza assoluta.

L'elezione avviene alla Camera dei Deputati e il nuovo Presidente della Repubblica entrerà in carica dopo il suo giuramento d'innanzi al Parlamento.

 

Quali sono i requisiti per essere eletto?

Ecco quali sono i requisiti per essere eletto Presidente della Repubblica italiana. La più alta carica dello Stato, nel nostro paese, come esplicitamente dettato dalla Costituzione italiana, deve essere imparziale tra le forze politiche.

 

Per essere eletti al Quirinale c'è bisogno di tre requisiti fondamentali:

  • essere cittadino italiano;

  • aver compiuto 50 anni d'età;

  • godere dei diritti civili e politici.

Tuttavia la carica di Presidente della Repubblica è incompatibile, per via del suo delicato ruolo istituzionale, con qualsiasi altra carica.

La durata del mandato è di 7 anni e si può essere eletti non più di due volte.

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