Programma Movimento 5 Stelle elezioni politiche 2018: cosa prevede?

«Programma Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche 2018: tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e lavoro, ecco cosa prevede il programma elettorale M5S»

Cosa prevede il programma del Movimento 5 Stelle nel 2018? Per le elezioni politiche del 2018 il M5S ha presentato il suo nuovo programma elettorale che riprende alcuni vecchi punti legati alle sue battaglie storiche (come quella sul reddito di cittadinanza) fino a nuovi punti come il sistema fiscale e le pensioni.

Essendo ancora una realtà politica giovane, molti elettori stanno cercando di capire cosa vuole realizzare in caso di vittoria il Movimento 5 Stelle.

Scopriamo in questo articolo questo programma politico, cosa propone, come intende gestire il sistema fiscale, il lavoro, le tasse e i costi della politica.

 

Programma Movimento 5 Stelle 2018: cosa prevedere?

Programma del Movimento 5 Stelle 2018: cosa prevede? In vista delle prossime elezioni politiche 2018 il Movimento 5 Stelle ha dato vita ad un nuovo programma politico che sembra essere piaciuto ai proprio elettori e non solo, dato che in base ai principali sondaggi nazionali il M5S continua ad essere il primo partito italiano.

Di novità ce ne sono molte a cominciare dal suo leader, Luigi Di Maio, che è la figura che sta guidando l'intero partito politico e che dopo il risultato delle elezioni politiche 2018 si dichiara aperto per un nuovo Governo.

Luigi Di Maio tranquillizza tutti fin da subito dichiarando pubblicamente che dopo il risultato elettora bisognerà passare per qualsisi cosa per il Movimento 5 Stelle.

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio fanno capire esattamente questa nuova posizione: il partito è aperto ad eventuali coalizioni dopo le elezioni, pur di garantire la formazione di un Governo.

Tuttavia il Partito Democratico non sembra disposto ad alcun patto con il M5S: mentre Matteo Renzi ha dato le sue dimissioni i vertici fanno sapere che per il Centrosinistra è il momento di passare all'opposizione.

Il secondo grande punto su cui il Movimento 5 Stelle ha cambiato direzione è quello dell'Europa: Luigi Di Maio ha pubblicamente dichiarato che questo non è il momento di uscire dall'euro e che un'eventuale Italia a 5 Stelle rimarrà in Europa. 

Dati gli effetti negativi che la Brexit sta creando in Gran Bretagna (svalutazione della sterlina, aumento dei prezzi, importanti aziende che si spostano in Europa) Luigi Di Maio sembra aver fatto la scelta giusta.

Ma queste sono solo due anticipazioni del programma del Movimento 5 Stelle 2018 che andiamo a scoprire meglio nei prossimi paragrafi.

 

Programma Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche 2018

Il programma del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche 2018 parte con l'obiettivo di semplificare il sistema legislativo italiano con l'eliminazione di 400 leggi che secondo i Pentastellati non sono utili e renderebbero macchinoso il sistema italiano.

Lavoro: su questo aspetto il programma si concentra sulla modernizzazione del mondo del lavoro, con un'Italia più moderna, che valorizza i nuovi lavoro, le nuove figure professionali, che sfrutta le tecnologie per rendere l'Italia un paese all'avanguardia in cui investire.

Insomma per i 5 Stelle la creazione di nuovi posti di lavoro può avvenire solo con la possibilità di rendere l'Italia un paese in cui investire.

Tutela dei cittadini dalle banche con la creazione del reato bancario, una legge che prevede il risarcimento verso i cittadini che vengono truffati dalle speculazioni bancarie.

Sanità più veloce a cui bisogna dare più fondi e non tagliare ogni anno secondo il programma del Movimento 5 Stelle.

Giustizia più rapida con la riforma anche della prescrizione e delle intercettazioni informatiche per diminuire la corruzione in Italia.

Cultura e scuola su cui investire per il futuro dei giovani e del paese.

Riduzione del debito pubblico e aumento del PIL con specifici investimenti, tra cui una riforma sulle imposte come vediamo nel paragrafo che segue.

 

Programma M5S sulle tasse

Il programma del Movimento 5 Stelle sulle tasse prevede delle misure che vorrebbero cambiare due aspetti che oggi incidono negativamente sull'Italia.

Il primo è l'alto gettito fiscale, sul quale il Movimento 5 Stelle intende intervenire con una riduzione delle imposte, manovra che permetterebbe alle piccole e medie imprese di non essere soffocate dal fisco e di poter investire, assieme anche a nuovi investitori che sarebbe attirati sul territorio italiano.

Il secondo punto importante è quello legato ad un fisco più semplice, più chiaro, a delle leggi più facili che permettono alle aziende di non avere problemi e che allo stesso tempo contrasterebbe l'evasione fiscale.

Mano tasse anche per i cittadini italiani, con l'esenzione totale sui redditi che sono sotto i 10 mila euro.

Ma questa non è l'unica novità per i cittadini dato che il programma politico del Movimento 5 Stelle prevede una nuova manovra per le pensioni italiane che scopriamo nel paragrafo che segue.

 

Programma Movimento 5 Stelle sulle pensioni

Il Programma del Movimento 5 Stelle sulle pensioni vuole portare una vera e propria rivoluzione facendo leva su quelli che sono i malcontenti che molti pensionati (e molti lavoratori prossimi alla pensione) hanno manifestato con le riforme del Governo Monti e con le successive del Governo di Matteo Renzi.

La prima innovazione sarà quella di una riforma sugli importi delle pensioni minime: mai più pensioni da 600 euro.

Luigi Di Maio parla di un reddito reale per i pensionati, che permetta loro di avere la possibilità di affrontare le spese di tutti i mesi e di vivere con dignità.

1.170 euro al mese è l'importo minimo che un singolo pensionato deve ricevere secondo il programma del Movimento 5 Stelle.

Quest'ultimo tratta il modo in cui si andrà in pensione: indipendentemente dall'età si raggiungerà la pensione dopo 41 anni di contributi.

In pratica dopo 41 anni di contributi versati il cittadino potrà decidere di andare in pensione.

In questo modo si eviterebbe di avere lavoratori troppo in avanti con l'età e anche un possibile ricambio generazionale, che permetterebbe ai giovani di entrare prima nel mondo del lavoro.

Se questa riforma venisse attuata, in pratica chi comincia a lavorare a 20 anni potrebbe già essere in pensione a 61.

Per chi comincerebbe più tardi, magari a 25 dopo gli studi universitari, ci sarebbe la possibilità di andare in pensione a 66 anni.

 

Il reddito di cittadinanza e gli sprechi della politica

Il reddito di cittadinanza e gli sprechi della politica sono da sempre un punto importante per il Movimento 5 Stelle.

Il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle è al centro del suo programma politico, una riforma che sfida il Reddito di Dignità di Silvio Berlusconi e l'aumento del salario minimo di Matteo Renzi.

In pratica il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle sarebbe previsto per tutti coloro che perdono il lavoro, soggetti che entrerebbero in uno specifico programma per essere reinseriti nel mondo del lavoro e che fino a quel momento percepirebbero un reddito minimo per garantire le spese necessarie ogni mese.

Il cittadino che si rifiuta di accettare un nuovo lavoro perderebbe di conseguenza il reddito di cittadinanza.

Secondo il programma del Movimento 5 Stelle questa manovra costerebbe circa 17 miliardi di euro l'anno, una cifra che può essere compensata, secondo i 5 Stelle, dai tagli dei costi della politica e dalle altre riforme.

Per quanto riguarda gli sprechi della politica il Movimento 5 Stelle è stato chiaro e coerente fin da subito: ad oggi sono gli unici parlamentari nella storia della Repubblica Italiana che percepiscono uno stipendio di euro 2.500.

La vittoria alle elezioni politiche del Movimento 5 Stelle porterebbe ad un drastico taglio dei costi della politica.

Senatori, deputati e membri delle diverse giunte dovranno dire addio agli stipendi d'oro a cui sono stati abituati fin da oggi.

Il programma del Movimento 5 Stelle prevede un taglio di 50 miliardi di euro sugli sprechi della politica con l'eliminazione di:

  • pensioni d'oro;
  • vitalizi;
  • privilegi dei parlamentari;
  • opere inutili al paese.

Luigi Di Maio su questo punto insiste molto, soprattutto dopo gli scandali di Rimborsopoli che lo hanno visto in prima linea a difendere il Movimento 5 Stelle.

Da anni ormai è possibile vedere online quanto guadagnano i parlamentari del Movimento 5 Stelle che continuano ad essere i parlamentari meno pagati d'Italia.

Nonostante questo le polemiche da parte delle opposizioni, che invece prendono il doppio dello stipendio, non mancano anche su questo aspetto.

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