Il Recovery Plan italiano

Recovery Plan, le linee-guida a Bruxelles entro il 15 ottobre

I progetti attesi in Commissione Ue e all’Ecofin i primi di gennaio. Vertice Conte-maggioranza sul testo del Ciae, a inizio ottobre esame in Parlamento

11 settembre 2020 12:37
Recovery Plan, le linee-guida a Bruxelles entro il 15 ottobre

Prima tappa il 15 ottobre. Seconda, a inizio gennaio 2021. Nel cronoprogramma stabilito dall’Unione Europea le linee guida del Piano Nazionale di Ripresa licenziate dal Ciae-Comitato interministeriale per gli affari europei dovranno arrivare a Bruxelles per la metà di ottobre al fine di un esame generale. Solo i primi di gennaio, invece, dovranno essere presentati i progetti dettagliati con costi e calcoli puntuali. Che passeranno al vaglio della Commissione europea e dell’Ecofin, ovvero l’organismo che riunisce i ministri economici degli Stati membri.

 

Il vertice del presidente del Consiglio con le forze della coalizione giallorossa

Il premier Giuseppe Conte ha incontrato ieri i capigruppo della sua maggioranza di Camera e Senato per un primo confronto sulle linee guida del Recovery Plan. Un nuovo incontro è previsto oggi. Come annunciato dal presidente del Consiglio il prossimo passaggio sarà quello in Parlamento. Previsto probabilmente per i primi di ottobre.

 

Le priorità dell’Italia per l’accesso ai fondi europei

Secondo il Piano e le linee-guida del Ciae sono priorità: il rafforzamento del potenziale di crescita economica del Paese e la creazione di nuova occupazione, la riduzione dell’impatto sociale ed economico della crisi pandemica, il supporto alla transizione verde e digitale. Le macro-aree di intervento sono 7. Tra queste spicca la Salute. Come sottolineato dal ministro Roberto Speranza, ascoltato in Commissione Affari sociali a Montecitorio sulle priorità dell’utilizzo del Recovery Fund, si tratta di “un segnale importante che indica l'intenzione del Governo di investire sulla salute. Ora bisogna riempire di contenuti questa indicazione. Non presenteremo un piano per l'emergenza ma riforme per il prossimo decennio”. Oltre alla sanità nelle linee-guida si punta su scuola, digitalizzazione e innovazione, competitività del sistema produttivo, infrastrutture, inclusione sociale e territoriale, sostenibilità ambientale.

 

I progetti e la coerenza con i parametri europei

E’ con la stesura dei progetti e la scelta di quelli che verranno presentati a Bruxelles che il Piano italiano per l’accesso ai 209 miliardi - tra prestiti e finanziamenti - che l’Ue mette a disposizione, entra nel vivo. Ed è inutile nascondere che si tratta della fase più critica. “Alle linee guida del Recovery Fund, seguiranno i necessari approfondimenti per poi arrivare ai progetti veri e propri. Ma è indispensabile” dice Mario Mantovani, presidente della Cida, la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, “individuare i soggetti ai quali affidare la progettazione dettagliata, la realizzazione, la gestione delle iniziative. Perché servono competenze manageriali per dare concretezza alle idee". E sottolinea: “l’ampiezza e la profondità dei programmi richiede una mobilitazione imponente di competenze, di cui al momento non s'intravedono le prospettive”.

 

Decisivo sarà istruire i progetti in una logica di ‘sistema’ nel rispetto di mission e azioni individuate dall’Ue. I parametri di valutazione sono stati già identificati. Tra questi, oltre alla coerenza interna degli investimenti e delle riforme che costituiscono il Piano nazionale, la conformità alle raccomandazioni che Bruxelles ha rivolto a Roma nell’ultimo biennio, la coerenza con tutti i programmi operativi dell’Ue e l’impatto dei progetti sugli indicatori che misurano lo stato di salute dell’economia e della finanza pubblica. In mancanza, il Piano italiano di accesso alle risorse europee - al Belpaese spetterebbe la fetta maggiore dei complessivi 750 miliardi previsti dal Next Generation Eu - rischia di non raggiungere i risultati sperati. In passato l’Italia ha già fatto tanti errori nell’utilizzo dei fondi strutturali e sarebbe meglio non ripeterli. Dal canto suo l’Europa non farà sconti a nessuno.

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